Un ricordo di Oliver Reed, interprete de “I tre moschettieri”, “… e poi non ne rimase nessuno” e “Il gladiatore”

Oliver Reed ne "I tre moschettieri" di Richard Lester Oliver Reed ne "I tre moschettieri" di Richard Lester
Il grande attore inglese, noto per film quali “I diavoli” di Ken Russell, “Il giorno dei luoghi fucili” di Don Medford, “I tre moschettieri” di Richard Lester,” “… e poi non ne rimase nessuno” di Peter Collinson, e molti altri, nel febbraio 2018 avrebbe compiuto ottant’anni.

Nato a Londra nel 1938, da ragazzo svolge i lavori più vari. Dopo qualche esperienza teatrali, esordisce al cinema in film prodotti dagli studi Hammer, specializzati nel genere horror.

Protagonista di pellicole dai titoli eloquenti come L’implacabile condanna (1961) di Terence Fisher e Hallucination (1962) di Joseph Losey, si trasferisce nella Swinging London con Il complesso del sesso (1967) di Michael Winner, in cui lavora con Orson Welles, e viene scritturato nel musical Oliver! (1968) di Carol Reed.

Alla fine degli anni Sessanta comincia la collaborazione con Ken Russell, il quale lo dirige in Donne in amore (1969), I diavoli (1971) e Tommy (1975).

Diretto da Richard Lester, veste i panni di Athos ne I tre moschettieri (1973) e nei due sequels Milady - I quattro moschettieri (1974) ed Il ritorno dei tre moschettieri (1989).

Moderno Robinson Crusoe in Castaway, la ragazza Venerdì (1987) di N. Roeg, continua a lavorare anche in film di serie B ed in thriller ed horror di media - ed a volte mediocre - fattura.    

Fra gli altri film ricordiamo Su e giù per le scale (1959) di Ralph Thomas, La tortura del silenzio (1960) di Guy Greene, Il mostro di Londra (1960) e Gli arcieri di Sherwood (1960), entrambi diretti da Terence Fisher, I pirati del fiume rosso (1962) di Peter Graham Scott,  Gli spettri del capitano Glen (1962) di John Gilling, Il rifugio dei dannati (1963) di Freddie Francis, Lama scarlatta (1963) di John Gilling, I ribelli di Carnaby Street (1967) di Michael Winner, La porta sbarrata (1967) di David Green, Assassination Bureau (1969) di Basil Dearden, Un mondo maledetto fatto di bambole (1972) di Michael Campus, Mordi e fuggi (1973) di Dino Risi, Il giorno del furore (1973) di Antonio Calenda, con Claudia Cardinale, Revolver (1973) di Sergio Sollima, … e poi non ne rimase nessuno (1974) di Peter Collinson, tratto dal celeberrimo Dieci piccoli indiani di Agatha Christie ed in cui lavora con Elke Sommer, Richard Attenborough, Herbert Lom, Gert Frobe, Stephane Audran e Charles Aznavour, I diavoli n. 2 (1974) di Andrew Sinclair, Royal Flash - L’eroico fifone (1975) di Richard Lester, Ballata macabra (1977) di Dan Curtis, Il grande scout (1977) di Don Taylor, Il principe e il povero (1978) di Richard Fleischer, Marlowe indaga (1978) di Michael Winner, in cui lavora con Robert Mitchum, L’assassino della domenica (1978) di Peter Collinson, Brood - La covata malefica (1979) di David Cronenberg, Condorman (1981) di Charles Jarrott, Venom (1981) di Piers Haggard e Tobe Hopper, La stangata 2 (1983) di Jeremy Kagan, Due come noi (1983) di John Herzfield, Castaway, la ragazza venerdì (1986) di Nicholas Roeg, Gor (1987) di Fritz Kiersch, Skeleton Coast (1988) di John Bud Cardos, Le avventure del barone di Munchausen (1988) di Terry Gilliam, A un passo dalla morte (1989) di Cedric Soundstrom, Il pozzo e il pendolo (1991) di Stuart Gordon, tratto dal racconto omonimo di Edgar Allan Poe (già portato al cinema nel all’inizio degli anni Sessanta con il film diretto da Roger Corman ed interpretato da Vincent Price), Il commediante (1995) di Peter Chelsom, Marco Polo (1998) di George Erschbame, Parting Shots (1998) di Michael Winner.             

Oliver Reed muore improvvisamente a Malta a causa di un infarto nel novembre 1999 durante le riprese de Il gladiatore (2000) di Ridley Scott, in cui, lavorando con Russell Crowe, Joaquin Phoenix e con l’amico Richard Harris, interpretava Proximo, il mercante di schiavi. Per portare a termine il film, in alcune scene il suo volto è stato ricostruito al computer e sovrapposto su una controfigura.

 

 

Pubblicato in Cinema

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da oltre quindici anni, ha lavorato come battitore e segretario di produzione per un documentario su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore e con la Dino Audino Editore. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e collaboratore alle vendite in occasione di presentazioni, incontri, dibattiti e fiere librarie.

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