Un ricordo di Philippe Noiret nell’anniversario della sua nascita

Philippe Noiret in "L'orologiaio di Saint-Paul  di Bertrand Tavernier Philippe Noiret in "L'orologiaio di Saint-Paul di Bertrand Tavernier
Il grande attore francese, interprete di film quali “Zazie nel métro” di Louis Malle, “La notte dei generali” di Anatole Litvak, “La grande abbuffata” di Marco Ferreri, “L’orologiaio di Saint Paul”, “Il giudice e l’assassino”, “Che la festa cominci”, “Colpo di spugna” e “La vita e nient’altro” di Bertrand Tavernier, “Amici miei” e “Speriamo che sia femmina” di Mario Monicelli, “Il testimone” di Jean-Pierre Mocky, “Tre fratelli” e “Dimenticare Palermo” di Francesco Rosi, “Fort Saganne” di Alain Corneau, “Gli occhiali d’oro” di Giuliano Montaldo, “Nuovo Cinema Paradiso” di Giuseppe Tornatore, “Il postino” di Michael Radford, “Marianna Ucria” di Roberto Faenza, “Un onesto trafficante” di Philippe Blasband e molti altri, avrebbe novant’anni

Nato a Lille - nella regione del Nord Pas de Calais - nel 1930 - muore a Parigi nel novembre 2006 -, si forma a teatro (frequentando i corsi di arte drammatica di Roger Blin, un attore poco utilizzato al cinema ma molto apprezzato a teatro) e nei cabaret negli anni Cinquanta ed esordisce al cinema in un ruolo secondario in La pointe courte (1955) di Agnès Varda.

Diventa uno fra i più richiesti attori francesi a partire da Zazie dans le métro (Zazie nel métro - 1960) di Louis Malle, tratto dal libro omonimo di Raymond Queneau, ed in cui interpreta l’eccentrico zio della bambina che va in giro per Parigi. Volto anonimo, recitazione sobria, si rivela interprete perfetto per decine di personaggi di uomini comuni impegnati nei drammi e nelle amenità della vita che lui disegna con grande efficacia senza mai andar “sopra le righe”.

Numerosi i suoi ruoli importanti, soprattutto a partire dagli anni Settanta: diretto da Bertrand Tavernier, indossa i panni del padre che scopre l’omicidio commesso dal figlio in L’horloger de Saint-Paul (L’orologiaio di Saint-Paul - 1974), quelli del giudice in Le juge et l’assassin (Il giudice e l’assassino - 1975) e quelli di Philippe D’Orleans in Que la fête commence (Che la festa cominci - 1975). Nuovamente diretto da B. Tavernier, è superlativo anche in Coup de torchon (Colpo di spugna - 1981), in cui interpreta l’ambiguo tutore della legge con un suo privato codice di giustizia in una piccola città del Senegal, ed in La vie et rien d’autre (La vita e nient’altro - 1989), in cui è il maggiore dell’esercito francese che guida le operazioni per il recupero dei cadaveri nella piana di Verdun dopo la fine della Prima guerra mondiale, e con cui vince un César e un David di Donatello come Miglior Attore.

Perfettamente a suo agio anche con altri registi francesi (Jean-Pierre Mocky in Le témoin - Il testimone, 1977 -, Alain Corneau in Fort Saganne - 1984 -, Pierre Granier-Deferre in Noyade interdite - Estate impura, 1987), deve la maggior parte della sua popolarità presso il pubblico italiano ai ruoli interpretati in Italia. Il più noto è quello del Perozzi, il giornalista cinico e beffardo del quintetto (formato anche da Adolfo Celi, Duilio Del Prete, Gastone Moschin e Ugo Tognazzi) in Amici miei (1975) di Mario Monicelli e Amici miei - Atto II (1982), anch’esso diretto da M. Monicelli ed in cui D. Del Prete è sostituito da Renzo Montagnani.

Ma è anche uno fra i crapuloni di La grande abbuffata (1973) di Marco Ferreri ed il proiezionista Alfredo di Nuovo Cinema Paradiso (1988) di Giuseppe Tornatore (alla sua seconda regia), che vince l’Oscar come Miglior Film Straniero.

Viene diretto anche da Francesco Rosi (Tre fratelli - 1981), Ettore Scola (La famiglia - 1987) e Giuliano Montaldo (Gli occhiali d’oro - 1987 -, tratto dal libro omonimo di Giorgio Bassani).

Nel ’94 interpreta il poeta cileno Pablo Neruda nel celebre Il postino (1994) di Michael Radford, in cui recita con Massimo Troisi (al suo ultimo film prima della sua prematura scomparsa, avvenuta nel giugno 1994 all’età di quarantun anni), ed in cui ha modo di mostrare tutti i dettagli, le sfumature, le sottigliezze e l’introspezione della sua recitazione nella maturità.

Tra le sue ultime performances, quella del boss del narcotraffico camuffato da dandy in Un honnete commerçant (Un onesto trafficante - 2002) di Philippe Blasband (al suo esordio alla regia).     

Fra gli altri film ricordiamo Tout l’or du mond (Tutto l’oro del mondo - 1961) di René Clair, Amours Célèbres (Amori celebri - 1962) di Michel Boisrond, Thérèse Desqueyroux (Il delitto di Thérèse Desqueyroux - 1962) di Georges Franju, Le crime ne paie pas (Il delitto non paga - 1962) di Gérard Oury, Le massaggiatrici (1963) di Lucio Fulci, La porteuse de pain (La portatrice di pane - 1963) di Maurice Cloche, Monsieur (Intrigo a Parigi - 1964) di Jean-Paul Le Chanois, Cyrano contro D’Artagnan (Cyrano e D’Artagnan - 1964) di Abel Gance, Frenesia dell’estate (1964) di Luigi Zampa, Lady L. (1965) di Peter Ustinov, La vie de chateau (L’armata sul sofà - 1966) di Jean-Paul Rappeneau, Les Sultans (L’amante italiana - 1966) di Jean Delannoy, Tendre voyou (Un avventuriero a Tahiti - 1966) di Jean Becker, The Night of the Generals (La notte dei generali - 1967) di Anatole Litvak, con Peter O’ Toole, Omar Sharif e Tom Courtney, Sette volte donna (1967) di Vittorio De Sica, Alexandre le bienheureux (Alexandre… un uomo felice - 1968) di Yves Robert, Adolphe, ou l’agente tendre (La meravigliosa amante di Adolphe - 1968) di Bernard Toublanc-Michel, The Assassination Bureau (Assassination Bureau - 1969) di Basil Dearden, Justine (Rapporto a quattro - 1969) di George Cukor, Topaz (1969) di Alfred Hitchcock, Les caprices de Marie (1970) di Philippe de Brocca, Murphy’s War (L’uomo che venne dal Nord - 1971) di Peter Yates, Siamo tutti in libertà provvisoria (1971) di Manlio Scarpelli, L’attentat (L’attentato - 1972) di Yves Boisset, La vieille fille (La tardona - 1972) di Jean-Pierre Blanc, La mandarine (La mandarina - 1972) di E. Molinaro, Le serpent (Il serpente - 1973) di Henri Verneuil, Le secret (Il segreto - 1974) di Robert Enrico, Les gaspards (Cari amici miei… - 1974) di Pierre Tchernia, Le jet aver le feu (Giochi di fuoco - 1975) di Alain Robbe-Grillet, Le vieux fusil (Frau Marlene - 1975) di R. Enrico, con cui vince un César come Miglior Attore, Une femme à sa fenetre (Una donna alla finestra - 1976) di Pierre Granier-Deferre, Il deserto dei Tartari (1976) di Valerio Zurlini, tratto dal libro omonimo di Dino Buzzati ed interpretato anche da Jacques Perrin e Max von Sydow, Tendre polet (Disavventure di un commissario di polizia - 1977) di P. de Broca, Who is Killing the Great Chefs of Europe? (Qualcuno sta uccidendo i più grandi cuochi d’Europa - 1978) di Ted Kotcheff, Due pezzi di pane (1979) di Sergio Citti, (Une semaine de vacances (Una settimana di vacanza - 1980) di Bertrand Tavernier, L’ami de Vincent (L’amico di Vincent - 1983) di P. Granier-Deferre, Qualcosa di biondo (1984) di Maurizio Ponzi, Souvenirs souvenir (1984) di Ariel Zeitoun, Les ripoux (Il commissadro - 1984) di Claude Zidi, L’été prochain (L’estate prossima - 1985) di Nadine Trintignant, Speriamo che sia femmina (1986) di Mario Monicelli, Round Midnight (A mezzanotte circa - 1986) di B. Tavernier, Masques (Volto segreto - 1987) di Claude Chabrol, L’uomo che piantava gli alberi (1987) di Frédéric Back,  Il giovane Toscanini (1988) di Franco Zeffirelli, The Return of the Musketeers (Il ritorno dei tre moschettieri - 1989) di Richard Lester, Dimenticare Palermo (1989) di Francesco Rosi, Uranus (1990) di Claude Berri, Rossini! Rossini! (1991) di M. Monicelli, J’embrasse pas (1992) di André Téchiné, Il cane blu (1992) di G. Tornatore, episodio di La domenica specialmente, Tango (1993) di Patrice Leconte, Zuppa di pesce (1994) di Fiorella Infascelli, Grosse fatigue (Il sosia - 1994) di Michel Blanc, Facciamo paradiso (1995) di M. Monicelli, Marianna Ucria (1997) di Roberto Faenza, tratto dal libro omonimo di Dacia Maraini, Le bossu (Il cavaliere di Lagardère - 1998) di P. de Broca, Père et fils (2003) di Michel Boujenah, , Les cotelettes (2003) di Bertrand Blier, Edy (2004) di Stéphan Guérin-Tillié.

Nel luglio 2006 gli viene assegnata la Legion d’Onore, circa quattro mesi prima della sua scomparsa. Riposa a Parigi, nel cimitero di Montparnasse.  

Pubblicato in Cinema

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da oltre quindici anni, ha lavorato come battitore e segretario di produzione per un documentario su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore e con la Dino Audino Editore. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e collaboratore alle vendite in occasione di presentazioni, incontri, dibattiti e fiere librarie.

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