Un ricordo di Robert Loggia nell'anniversario della sua scomparsa

Un ricordo di Robert Loggia nell'anniversario della sua scomparsa
Sette anni fa moriva a Los Angeles l’attore italoamericano, interprete di film quali “S.O.B.” di Blake Edwards, “Scarface” di Brian De Palma, “L’onore dei Prizzi” di John Huston, “Doppio taglio” di Richard Marquand, “Big” di Penny Marshall, “Inviati molto speciali” di Charles Shyer, “Indipendence Day” di Roland Emmerich, “Strade perdute” di David Lynch, “Il senso di Smilla per la neve” di Billie August e molti altri.

Nato a Staten Island - a New York - nel 1930 da genitori siciliani emigrati negli Stati Uniti - sua madre era originaria di Vittoria (RG), mentre suo padre era di Palma di Montechiaro (AG) - Salvatore Loggia - meglio noto come Robert Loggia -, dopo aver studiato giornalismo all’Università del Missouri, presta servizio militare nell’United States Army e nel ’51 viene inviato in Corea.

Nel ’54 comincia a frequentare l’Actors Studio - studiando con la grande Stella Adler - e l’anno seguente debutta a Broadway in The Man with the Golden Arm.

Nel ’56 esordisce al cinema in Lassù qualcuno mi ama di Robert Wise, con un giovane Paul Newman (al suo secondo film). Nel film troviamo altri tre giovani esordienti destinati ad un’ottima carriera: Steve McQueen, Robert Duvall e Dean Jones.

Negli stessi anni comincia anche la sua lunga ed intensa carriera televisiva - proseguita ininterrottamente per oltre cinquant’anni - ed apparirà più o meno ovunque. Basta nominare un qualunque telefilm, serie o miniserie tv americana di epoche comprese fra la fine degli anni Cinquanta e il 2010 e, in almeno un episodio, troveremo Robert Loggia. Ricordiamo Alfred Hitchcock Presents(1962), Gli uomini della prateria (1963), Ben Casey (1964), L’ora di Hitchcock (1963 e 1965), La parola alla difesa (1964), Perry Mason (1964), The Nurses(1964), I giorni di Bryan (1965), Selvaggio West (1965 e 1967), Ai confini dell’Arizona (1968 e 1970), Reporters alla ribalta (1968), Cannon (1974 e 1976), Pepper Anderson Agente speciale (1974), Ellery Queen (1975), Il Tenente Colombo - nell’ottimo episodio L’illusionista (1976), con Jack Cassidy -, Starsky & Hutch (1975 e 1978), Mork e Mindy (1978-82, circa settanta episodi), La donna bionica (1979), Wonder Woman (1979), Charlie’s Angels(1980), Magnum P.I. (1980 e 1986), La casa nella prateria (1982), La signora in giallo (1984), Alfred Hitchcock presenta (1986), Favorite Son (1988), Giovanna d’Arco (1998), Tom Goes to the Major (2006), Queens Supreme(2003-2007, dodici episodi), I Soprano (2004), I Griffin (2006), Detective Monk (2008), Men of a Certain Age (2009), Hawaii Five-0 (2010) -, nonché vari film tv - Raid to Entebbe (I leoni della guerra - 1976) di Irvin Kershner, A Woman Called Golda (Una donna di nome Golda - 1981) di Alan Gibson, con la grande Ingrid Bergman - nel suo ultimo ruolo prima della sua scomparsa -, La ciociara (1988) di Dino Risi, remake del celebre film di Vittorio De Sica del 1960 tratto dal libro omonimo di Alberto Moravia, Afterburn (1992)  di Robert Markovitz, Capsula di salvataggio (1993) di Ron Silver, Le ali degli angeli (1993) di Larry Shaw, Volo 771: missione Norfolk (1993) di Roger Young, Una prova difficile (1994) di Robert Butler, Verdetto apparente (1996) di Heywood Gould, Bonanno: la storia di un padrino (1998) di Michel Poulette.

 Da protagonista, interpreta la miniserie tv Disney The Nine Lives of Elfego Baca (1958-59, dodici episodi).

Nel 1967-68, è superlativo nel ruolo di Thomas Hewitt Edward “Cat”, detto “Il Gatto”, un ex trapezista ed ex ladro di gioielli che lavora come guardia del corpo professionista in T.H.E. Cat, telefilm creato da Harry Julian Fink (il futuro creatore, pochi anni dopo, il personaggio dell’Ispettore Callaghan - interpretato da Clint Eastwood in cinque film fra il 1971 ed il 1988), arricchito dalle musiche di Lalo Schifrin  e girato in una San Francisco notturna (la maggior parte fra gli episodi si svolge in ore serali o notturne). “Cat” lavora come guardia del corpo grazie alle sue abilità, fra cui il furto, la mimetizzazione, le arti marziali, il lancio del coltello e la capacità di arrampicarsi ed intrufolarsi silenziosamente quasi ovunque. Thomas viene ingaggiato presso la “Casa del Gato”, un club di proprietà dello zingaro ispanico Pepe (interpretato da Robert Curricurt) e sovente collabora con l’esperto capitano McCallister (interpretato da R. G. Armstrong). Tuttavia, la serie non verrà apprezzata come avrebbe meritato e verrà soppressa dopo una sola stagione (formata da circa venticinque episodi andati in onda fra il settembre 1967 ed il marzo 1968).

Nel 1989-90 interpreta il maturo agente dell’F.B.I. Nick Mancuso in Mancuso F.B.I., altra serie tv che verrà soppressa dopo una sola stagione (di circa venti episodi).

Nel complesso, nei vent’ anni circa compresi fra la fine degli anni Cinquanta e la fine dei Settanta, sia pur apparendo in alcuni film - La giungla della settima strada (1957) di Vincent Sherman e Robert Aldrich, L’assassino ha lasciato la firma (1958) di William Berke, Salvate la Terra! (1958) di Lester e William Berke, Il western Il vendicatore del Texas (1963) di Tay Garnett, con Robert Taylor, La più grande storia mai raccontata (1965) di George Stevens, Che! (1969) di Richard Fleischer, Porgi l’altra guancia (1974) di Franco Rossi, con Bud Spencer e Terence Hill - rimane fondamentalmente un volto noto soprattutto in tv.

Fra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli Ottanta inaugura invece un lungo periodo cinematografico fortunato, che durerà circa vent’anni, in cui apparirà in film di grande successo. Mai come protagonista, ma il successo di tali film, insieme alla sua bravura ed alla sua incisività, lo porterà a diventare un comprimario di alto livello ed un volto noto anche al cinema. Ricordiamo La vendetta della pantera Rosa (1978), S.O.B. (1981) e Sulle orme della Pantera Rosa (1982) di Blake Edwards, Ufficiale e gentiluomo (1982) di Taylor Hackford, con Richard Gere e Debra Winger, Psycho II (1982) di Richard Franklin, modesto sequel del celebre Psycho (1960) di Alfred Hitchcock - tratto dal libro omonimo di Robert Bloch, pubblicato in Italia da il Saggiatore -, Scarface (1983) di Brian De Palma, con Al Pacino ed Harris Yulin, Pantera Rosa - Il mistero Clouseau (1983) di B. Edwards,  L’onore dei Prizzi (1985) di John Huston, con Jack Nicholson, Kathleen Turner e Anjelica Huston, Doppio taglio (1985) di Richard Marquand, con Glenn Close e Jeff Bridges, e con cui ottiene una meritatissima nomination all’Oscar come Miglior Attore non Protagonista,  Over The Top (1987) di Menahem Golan, con Sylvester Stallone, The Believers  I credenti del mare (1987) di John Schlesinger, Gaby - Una storia vera (1987) di Luis Mandoki,  Big (1988) di Penny Marshall, con un giovane Tom Hanks ad inizio carriera ed Elizabeth Perkins, Senza limiti (1989) di Wiliam Lustig, I gladiatori della strada (1992) di Rowdy Herrington,  Inviati molto speciali (1994) di Charles Shyer, con Nick Nolte e Julia Roberts, Indipendence Day (1996) di Roland Emmerich, Strade perdute (1997) di David Lynch, Il senso di Smilla per la neve (1997) di Billy August, tratto dal libro omonimo del danese Peter Hoeg ed interpretato da Julia Ormond, Gabriel Byrne, Richard Harris, Tom Wilkinson e Vanessa Redgrave, Ad occhi aperti (1998) di M. Night Shyamalan, La proposta (1998) di Leslie Linka Glatter, Il genio (1998) di Stephen Herek, Return to Me (2000) di Bonnie Hunt. Il gioco del destino (2001) di Cleve Nettles.

Negli anni seguenti appare in The Deal (2005) di Harvey Kahn, Rain (2006) di Craig DiBona, Forget About It (2006) di B.J. Davis, Wild Seven (2006) di James M. Hausle, The Least of These (2008) di Nathan Scoggins, Schrink (2009) di Jonas Pate, Sicilian Vampire (2015) di Frank D’Angelo.

Come doppiatore, ha prestato la sua voce per i personaggi di Sykes in Oliver & Company (1988) di George Scribner e di Ray Machowski del videogioco Grand Theft Auto III (2001). Inoltre è stato la voce off nella versione americana del videogioco Scarface: The World Is Yours (2007).

Molto attivo anche in età avanzata, la sua ultima apparizione televisiva è del 2015 - pochi mesi prima della sua scomparsa - e i suoi ultimi film - Indipendence Day - Rigenerazione (2016) di Roland Emmerich, The Red Maple Leaf  (2016) di Frank D’Angelo, Criesof the Unborn  (2017) di Waleed Bedour e The Savant di Sherri Kauk (2019) - sono stati distribuiti postumi

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da oltre quindici anni, ha lavorato come battitore e segretario di produzione per un documentario su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore e con la Dino Audino Editore. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e collaboratore alle vendite in occasione di presentazioni, incontri, dibattiti e fiere librarie.