Vanessa Redgrave Leone d’Oro alla Carriera

Vanessa Redgrave in "Assassinio sull'Orient Express" di Sidney Lumet Vanessa Redgrave in "Assassinio sull'Orient Express" di Sidney Lumet
La grande attrice britannica, interprete di film quali “Isadora” di Karel Reisz, “Il gabbiano” e “Assassinio sull’Orient Express”, entrambi diretti da Sidney Lumet, “Giulia” di Fred Zinnemann, “I bostoniani” e “Casa Howard”, entrambi diretti da James Ivory, “Il senso di Smila per la neve” di Billie August, “La promessa” di Sean Penn, “Espiazione” di Joe Wright, “Letters to Juliet” di Gary Winick, “Il segreto” di Jim Sheridan, e molti altri, ha ricevuto il Leone d’Oro alla Carriera nel corso della settantacinquesima Mostra del Cinema di Venezia.

«Questo premio è una specie di miracolo», ha dichiarato la grande attrice britannica interprete di oltre ottanta film, e con all'attivo un Oscar (come Miglior Attrice Non Protagonista per Giulia di Fred Zinnemann) ed altre sei Nominations.

Nata a Londra nel 1937, figlia d’arte (suo padre era Michael Redgrave, grande attore di teatro e protagonista di vari film fra cui ricordiamo il classico noir Dietro la porta chiusa - 1948 - di Fritz Lang), recita a teatro fin da giovanissima ed esordisce al cinema in una piccola parte nella commedia Behind The Mask (1958) di Brian Desmond Hurst.

Alta statura, portamento fiero e dignitoso, capelli rossi, occhi azzurri, volto spigoloso, torna al cinema alla metà degli anni Sessanta cominciando una brillante carriera che, nel giro di pochi anni, la porterà a diventare una fra le più apprezzate e raffinate attrici europee.

L’impegno politico (insieme a registi quali Lindsay Anderson, Karel Reisz e Tony Richardson e colleghi quali Richard Harris, è stata fra le più convinte sostenitrici del Free Cinema inglese degli anni Sessanta), il lavoro a teatro e la partecipazione a numerosi sceneggiati televisivi, non la ostacolano nello scegliere copioni e ruoli adatti alle sue corde.

Ricordiamo la misteriosa Jane di Blow-up (1966) di Michelangelo Antonioni, l’anticonformista e rivoluzionaria ballerina Isadora Duncan in Isadora (1968) di Karel Reisz, la sovrana di Maria Stuarda, regina di Scozia (1971) di Charles Jarrott, suora in preda a deliri nell’allora “scandaloso” I diavoli (1971) di Ken Russell, la coraggiosa e volitiva Giulia nell’omonimo è già citato film (1977) di Fred Zinnemann, in cui lavora con Jane Fonda, Jason Robards e con una giovane Meryl Streep al suo esordio cinematografico, l’insegnante che soffre di solitudine de Il mistero di Wetherby (1985) di David Hare, la sensibile Ruth Wilcox di Casa Howard (1992) di James Ivory, la malinconica protagonista di Mrs Dalloway (1997) di Marleen Gorris, la nonna della piccola Chrissy ne La promessa (2001) di Sean Penn, in cui recita con Jack Nicholson.

Lavora poi con la sorella Lynn Redgrave ne La contessa bianca (2005) di James Ivory ed offre altre grandi prove drammatiche in Un amore senza tempo (2007) di Lajos Koltai ed in Espiazione (2007) di Joe Wright.    

Fra gli altri film Morgan matto da legare (1966) di Karel Reisz, Un uomo per tutte le stagioni (1966) di Fred Zinnemann, Camelot (1967) di Joshua Logan con Richard Harris e Franco Nero, Il marinaio del Gibilterra (1967) e I seicento di Balaklava (1968), entrambi diretti da Tony Richardson, Il gabbiano (1968) di Sidney Lumet, tratto dall’omonima opera teatrale di Anton Cechov, Un tranquillo posto di campagna (1969) di Elio Petri, in cui lavora nuovamente con Franco Nero, Oh, che bella guerra! (1969) di Richard Attenborough, Le troiane (1971) di Michael Cacoyannis, con Irene Papas e Katharine Hepburn, Assassinio sull’Orient Express (1974) di Sidney Lumet, tratto dall’omonimo libro (1934) di Agatha Christie ed in cui lavora con Albert Finney, Sean Connery, Lauren Bacall, Martin Balsam, Ingrid Bergman, Jaqueline Bisset, Colin Blakely, Jean-Pierre Cassel, George Coulouris, John Gielgud, Anthony Perkins, Rachel Roberts, Richard Widmark e Michael York, Sherlock Holmes: soluzione settepercento (1977) di Herbert Ross, Il segreto di Agatha Christie (1979) di Michael Apted, Yankees (1979) di John Schlesinger, L’isola della paura (1979) di Don Sharp, la commedia Sing Sing (1983) di Sergio Corbucci, I bostoniani (1984) di James Ivory, Steaming - Al bagno turco (1985) di Joseph Losey, Comrades - Uomini liberi (1986) di Bill Douglas, Prick Up - L’importanza di essere Joe (1987) di Stephen Frears, Cioccolato bollente (1988) di Giles Foster, Il funerale di Stalin (1990), La ballata del caffè triste (1991) di Simon Callow, Storia di una capinera (1993) di Franco Zeffirelli, tratto dall’omonimo libro di Giovanni Verga, La casa degli spiriti (1993) di Billie August, tratto dal libro omonimo di Isabel Allende, Un muro de silencio (1993) di Lita Stantic, La notte della verità (1994) di Yves Simoneau, Little Odessa (1994) di James Gray, Un mese al lago (1995) di John Irvin, Riccardo III - Un uomo, un re (1996) di Al Pacino, Il senso di Smila per la neve (1997) di Billie August, tratto dal libro omonimo del danese Peter Hoeg, ed in cui lavora con Julia Ormond, Gabriel Byrne, Richard Harris, Tom Wilkinson e Robert Loggia, Wilde (1997) di Brian Gilbert, Lulu on the Bridge (1998) di Paul Auster, Il prezzo della libertà (1999) di Tim Robbins, La voce degli angeli (2000) di Peter O’Fallon, Delitto e castigo (2002) di Menahem Golan, tratto dall’omonimo libro di Fedor Dostoevskij, Short Order (2005) di Anthony Byrne, Il re dei ladri (2006) di Richard Claus, Venus (2006) di Roger Mitchell, The Riddle (2007) di Brendan Foley, Restraint (2008) di David Denneen, Identity of the Soul (2009) di Thomas Hoegh.

In epoche più recenti ha recitato in Letters to Juliet (2010) di Gary Winick, Miral (2010) di Julian Schnabel, Anonymous (2011) di Roland Emmerich, Una canzone per Marion (2012) di Paul Andrew Williams, Foxcatcher - Una storia americana (2014) di Bennett Miller, lo struggente Il segreto (2016) di Jim Sheridan, Film Stars Don’t Die in Liverpool (2017) di Paul McGuigan.

Nel 2017 la grande attrice ha diretto il documentario Sea Sorrow - Il dolore del male, un viaggio fra Grecia, Libano, Italia, Francia ed Inghilterra alla ricerca dei profughi rifugiati in Europa. «Non ho deciso di fare questo documentario, ho voluto farlo perché molta gente non conosce i fatti che accadono ai profughi. Questo argomento mi sta particolarmente a cuore», ha affermato a Venezia. «Mi verrebbe da bestemmiare per ciò che si fa con i migranti. Ho una rabbia dentro... I governi europei hanno ormai perduto ogni comprensione della realtà e dell'umanità».   

A Venezia Vanessa Redgrave ha anche rievocato la prima volta in cui ha calcato il palcoscenico, all'epoca in cui, da bambina, fu evacuata nelle campagne londinesi. Il merito fu di un amico, anch'egli evacuato: «Ascoltavamo tutti i giorni la radio e le previsioni del tempo. La narrazione faceva parte delle nostre vite. Questo amico scrisse un testo per me. Mettemmo in piedi uno spettacolo che facemmo pagare mezzo penny per aiutare la marina mercantile britannica. Eravamo ai tempi della guerra. In questo modo ho avuto l'occasione straordinaria e terrificante di aiutare il mio Paese con il mestiere che avrebbe segnato il mio futuro».

 

 

 

Pubblicato in Cinema

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da oltre quindici anni, ha lavorato come battitore e segretario di produzione per un documentario su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore e con la Dino Audino Editore. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e collaboratore alle vendite in occasione di presentazioni, incontri, dibattiti e fiere librarie.

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