Premi, libri e festival: il 2018 è l'anno delle donne?

Gerda Taro, protagonista del romanzo "La ragazza con la Leica" di Helena Janeczek Gerda Taro, protagonista del romanzo "La ragazza con la Leica" di Helena Janeczek
Il prossimo fine settimana sono in calendario due eventi letterari ai poli opposti dello Stivale: il Wff Women's Fiction Festival a Matera, dal 27 al 30 settembre, e il Si Scrittrici Insieme in provincia di Varese, a Somma Lombardo, da venerdì 28 a domenica 30. 

Il primo è giunto quest’anno alla 14/ma edizione, il secondo compie otto anni.  

Coincidono le date e coincidono i temi, come è facile intuire dai nomi delle due rassegne: l’attenzione è tutta all’universo femminile. “L’intelligenza e il talento delle donne” sono al centro anche di InQuiete, il festival di scrittrici organizzato per il secondo anno consecutivo dall’associazione Mia, a Roma dal 4 al 7 ottobre. 

Nell’arco di due settimane, quindi, in tre aree diverse del nostro Paese, sono previste ben tre manifestazioni dedicate quasi esclusivamente alle voci autoriali femminili. 

Un caso, direte voi. Forse. Ma forse anche un segnale di un cambiamento in atto in tanti ambiti della società. 

Il 2018, tra le altre cose, sarà ricordato come l’anno in cui la Nazionale maschile non partecipò ai Mondiali di calcio, mentre quella femminile sì; per il movimento globale #Metoo, rigurgito femminista in chiave 2.0; per Elisabetta Alberti Casellati, prima donna eletta alla Presidenza del Senato. E per i successi al femminile nel mondo del libro. 

Dopo quindici anni di vittorie al maschile, Helena Janeczek si è aggiudicata la 72/ma edizione del Premio Strega con il romanzo La ragazza con la Leica (Guanda). La figura di Gerda Taro, giovanissima fotografa legata a Robert Capa, morta su un campo di battaglia nel 1937 durante la guerra di Spagna, ha conquistato lo storico corpo votante degli “Amici della domenica” e ora sta raccogliendo sempre più consensi di pubblico e di vendite. Oltre al più prestigioso riconoscimento letterario italiano, il libro è valso alla scrittrice anche il Premio Bagutta. 

Un’altra vittoria grazie a un romanzo che parla di donne, Le assaggiatrici (Feltrinelli), è quella di Rosella Postorino che si guadagna il 56/mo Premio Campiello. Il libro è ambientato nella Germania del 1943, in un villaggio vicino alla Tana del Lupo, il nascondiglio di Hitler. Un gruppo di donne, fra cui Rose, la protagonista, deve assaggiare il cibo del Führer, che teme di essere avvelenato.

E a proposito di grandi successi, come dimenticare la serie tv più attesa della stagione, L’amica geniale? Ispirata all’omonimo primo capitolo della tetralogia di Elena Ferrante, la fiction diretta da Saverio Costanzo andrà in onda su Rai 1 in prima serata a partire dal 30 ottobre 2018. Al recente Festival del Cinema di Venezia sono stati trasmessi in anteprima mondiale i primi due degli otto episodi. E per il pubblico astante - nemmeno a dirlo - è stato amore a prima vista. 

Storie di successo, di donne che parlano alle donne, dovrebbero essere all’ordine del giorno. In verità, la parità di genere, anche in campo letterario, è ancora ben lontana dall’essere raggiunta, soprattutto nelle “sfere alte”. Solo per fare un esempio, le donne che ricoprono incarichi dirigenziali nella filiera editoriale rappresentano il 22,3 % (dato molto positivo se confrontato con il misero 4% della media nazionale in altri ambiti, eppure ancora troppo basso).

Alcuni amanti della teoria “ma le donne in Italia hanno gli stessi diritti e le stesse possibilità lavorative degli uomini” potranno forse dissentire. Io mi riservo di cambiare opinione quando la vittoria di una donna a un premio prestigioso non farà più notizia. E non perché i giornali, i quotidiani o i media in generale daranno un’interpretazione diversa all’evento. No, piuttosto perché saranno passati quindici anni dall’ultima volta che il premio se l’era aggiudicato un uomo. 

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Ultima modifica il Giovedì, 27/09/2018

Pubblicato in Coffee time

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