Premio Strega, cronistoria romantica di un successo già annunciato. Domani 5 luglio a Roma la finale

Premio Strega, cronistoria romantica di un successo già annunciato. Domani 5 luglio a Roma la finale @agrpress
Ci sono alcune serate dell’estate romana che, complici i tramonti sul Tevere con il Vaticano a fare da sfondo e una leggera brezza marina a mitigare l’afa, lasciano senza fiato. 

Alcune, poi, sono un po’ più speciali delle altre perché, oltre alla bellezza sempiterna della città, offrono al visitatore attento attività culturali di altissimo livello. Così, ad esempio, può capitare di passeggiare tra i Fori Imperiali e svicolare nell’ennesimo tesoro architettonico, la Basilica di Massenzio, quinta mozzafiato del Festival delle Letterature, che anche quest’anno ha unito (gratuitamente) la dolcezza della musica dal vivo alla forza della parola scritta e declamata. 

Oppure di attardarsi un po’ oltre l’orario consentito mentre si è in visita al Museo Maxxi e avere così la fortuna di incappare per caso in conversazioni a due tra scrittori e artisti provenienti da tutto il mondo. 

Ci sono poi appuntamenti che affondano le proprie radici nella tradizione e che anno dopo anno si ripetono con rinnovata magia. È il caso ad esempio dell’evento culturale per eccellenza, il Premio Strega, che proprio domani sera, giovedì 5 luglio, entra nella sua fase più calda. Tra abiti scintillanti, sorrisi di circostanza e nervi a fior di pelle, Villa Giulia al Ninfeo aprirà le porte agli attori principali del mondo editoriale italiano, tutti riuniti lì con unico obiettivo: dare un nome e un volto al vincitore della 72/ma edizione. 

Tra l’inizio e la fine della serata, per i fortunati astanti non mancheranno i consueti passaggi di rito: l’ossequiosa processione degli Amici della Domenica verso il palco per la votazione nell’urna, sotto l’occhio vigile del vincitore in carica uscente (Paolo Cognetti); i tavoli in prima fila dei cinque finalisti, circondati dai collaboratori più stretti, tutti con le dita ben incrociate sotto la tovaglia; la lavagna nera, sempre quella, con già i nomi di Marco Balzano, Carlo D’Amicis, Helena Janeczek, Lia Levi e Sandra Petrignani, pronta ad accogliere il calcolo dei voti. 

E poi, ancora, i fotografi arrampicati nei posti più impervi a caccia dello scatto più originale, la folla al buffet, le domande dei più audaci “tu chi hai votato?” e i prognostici pronunciati con sicumera dai veterani “secondo me quest’anno vince xxx, tanto ormai si sa già, è tutto combinato” (poi, immancabilmente, con altrettanta sicumera, la smentita), la sala stampa per i giornalisti, che quest’anno dal 7 luglio sarà impreziosita dalla mostra fotografica “Vita da Strega”, a cura di Maurizio Riccardi e Giovanni Currado, con le immagini di Carlo Riccardi che mostrano gli “anni d’oro” del Premio letterario, nel periodo dal 1957 al 1971. 

Fino ovviamente ad arrivare alla proclamazione attesissima, con tanto di bevuta liberatoria direttamente dalla bottiglia di Liquore Strega sul palco da parte del vincitore e di festeggiamenti in grande stile da parte della casa editrice. Perché, si sa, al di là delle polemiche e delle smentite, aggiudicarsi il Premio ideato da Maria e Goffredo Bellonci non è solo il punto massimo per la carriera di uno scrittore italiano, ma garantisce nella maggior parte dei casi un’impennata delle vendite in libreria, con buona pace di tutti gli altri. 

Che vinca il migliore, dunque, e permettetemi… Dopo ben 15 anni, io tifo per una donna! 

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Ultima modifica il Mercoledì, 04/07/2018

Pubblicato in Coffee time

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