Top 10 delle critiche all’editoria. Quando ci si lamenta di tutto e tutti senza sapere nemmeno perché!

Top 10 delle critiche all’editoria. Quando ci si lamenta di tutto e tutti senza sapere nemmeno perché!
  Per chi lavora nel mondo dell’editoria, la critica a tutto ciò che si è o che si fa è all’ordine del giorno. Probabilmente questo lamentarsi sempre e comunque rientra in un modus vivendi della collettività che, da qualche anno a questa parte, preferisce di gran lunga lo scarica barile alla più umile autocritica.

In questi giorni ad esempio, così come in precedenza su altri temi editoriali, si sta gonfiando senza soluzione di continuità la bolla del disappunto nei confronti del libro di Fabrizio Corona – Non mi avete fatto niente (Mondadori) - che con queste cose ci va a nozze (oltre a guadagnarci bei soldi).

Abbiamo deciso, perciò, di stilare una meravigliosa top 10 delle lamentele più comuni da parte di autori, operatori di settore e lettori che ogni giorno intasano i social. Quindi, bando alle ciance e iniziamo il countdown.

 

10: “Il sistema è marcio”

Quante volte abbiamo sentito questa frase? Ebbene, la maggior parte degli autori che non ha raggiunto livelli sperati crede che il proprio libro non venga pubblicato SOLO perché ci sono complotti per i quali si preferisce “altro” al proprio genio incompreso. In alcuni casi, non lo neghiamo, può essere anche vero, e lo vedremo più avanti, ma con più alta probabilità i libri che arrivano sulle scrivanie di editor e di agenti non sono propriamente irresistibili. 

 

9: “Siamo di fronte al boom del digitale e ancora non lo hanno capito!”

Ecco una delle frasi che più mi diverte e  che viene pronunciata più spesso da editori digitali oppure utenti supertecnologici che usano il cellulare pure per parlare con la fidanzata a 3 metri di distanza. No, mi spiace, in editoria libraria si sta provando di tutto per far crescere il mercato digitale ma con scarsissimi risultati. La vendita degli ebook decresce ogni anno di più (e non solo in Italia), inoltre, le piattaforme che sviluppano prodotti e metodi di diffusione innovativi chiudono battenti in un paio d'anni. Il digitale non è propriamente il futuro del libro.

 

8: “Il mio libro non vende, cambio editore!”

I fattori che determinano flop editoriali sono svariati, così come sono svariati i fattori che generano un successo planetario. Se il vostro libro ha venduto poco, bisogna andare per esclusione e verificare che effettivamente sia colpa dell’editore e della sua scarsa distribuzione. Possono però influire anche: la scarsa voglia dell’autore ad autopromuoversi, il genere del libro, il suo costo e, in ultimo, anche il vostro storico vendite. Sì, se il precedente libro ha venduto 200 copie e non è piaciuto (cosa che può senz’altro accadere), il vostro prossimo libro potrebbe vendere addirittura 100 copie perché avete perso lettori. 

Succede comunque anche ai grandi, consolatevi!

 

7: “I dati di vendita sono falsati”

Potrebbe essere così, ma dipende dal rapporto che avete con il vostro editore. Purtroppo non esistono modi “economici” per avere il totale controllo delle vendite del vostro libro e, in ogni caso, dovrete sempre fare i conti con le rese. Diciamo solo che se avete proprio la certezza di aver venduto tanto di più di quello dichiarato, allora fareste prima a cambiare editore. Ricordate però che in Italia vendere più di 500 copie per un piccolo editore è un’impresa titanica. 

Se il vostro piccolo editore vi dice che avete venduto circa 200-300 copie, in linea di massima, potete crederci.

 

6: “Non leggo narrativa italiana perché gli autori contemporanei sono pessimi”

Posto che ognuno può leggere ciò che più ama, è bene spezzare una lancia a favore della fiction italiana contemporanea. Nonostante, purtroppo, non sia ancora nato il nuovo Italo Calvino, in libreria ci sono moltissimi autori degni di essere letti e apprezzati. Non per niente, l’acquisto dei diritti dei romanzi italiani all’estero sono aumentati drasticamente da 5 anni a questa parte. Prima di appendere il segnalibro al chiodo, rischiate un acquisto in più!

 

5: “I piccoli editori non capiscono niente di editoria”

Polemica sterile di qualche giorno fa sull’online di L’Espresso. I piccoli editori “scimmiotterebbero” i grandi, non capendo nulla di editoria e di tipografia. Certo su 1200 editori è probabile che ce ne siano 500 destinati a morire per incompetenza. Altresì ce ne sarebbero 500 che scelgono i propri testi con criterio di qualità e lavorano costantemente al format e ai materiali per dare al pubblico un prodotto migliore di alcuni big. Basta fare un giro in una libreria indipendente per notarlo con i propri occhi. 

 

4: “Ai grandi editori non interessa nulla della qualità”

Ai big di oggi si può fare una sola grande critica: hanno smesso di pubblicare libri commerciali al fine di pubblicarne altri per la nicchia. Seppure possa considerarsi un discorso machiavellico, è comprensibile che un editore pubblichi un prodotto che vende tanto per finanziarne altri che probabilmente non venderanno a sufficienza. Negli ultimi anni però si percepisce una sorta di non curanza nei confronti del fine ultimo (etico, culturale) per dare spazio al semplice profitto, subitaneo e abbondante. Chiaramente non possiamo dire che sia così solamente in editoria, lo è in molti altri settori. Un’inversione di tendenza sarebbe auspicabile, come sarebbe auspicabile un’inversione di tendenza nei gusti e nell’interesse del pubblico di lettori (il mercato fa quel che il pubblico chiede).

 

3: “Gli agenti letterari sono tutti squali!”

Sì, gli agenti letterari sono una categoria che attira l’indignazione popolare come nessun’ altra sul pianeta. Per fare alcuni esempi: se non leggi libri gratuitamente sei uno sciacallo, se non rappresenti un autore non capisci nulla di libri, se non riesci a posizionare un libro sei un incapace, se fai pubblicare con un editore anziché un altro hai i tuoi interessi, se chiedi più del 20% per i diritti stranieri sei uno squalo.

Insomma, qualsiasi cosa si faccia, ci sarà sempre un motivo per lamentarsi!

 

2: “Il mio libro in Italia non funziona ma nel mercato estero farò il botto”

Questa esclamazione entra a piè pari alla seconda posizione perché è l’affermazione che ho più "orecchiato" nel mese di gennaio. Purtroppo si tratta di una falsa credenza, scaturita da fonti sconosciute. Innanzitutto, non tutti gli editor stranieri sono in grado di leggere libri in italiano, pertanto, servirebbe quantomeno una presentazione e un sample di una 20ina di pagine in inglese. I dati di vendita e il successo che un libro ha avuto in un determinato paese sono fondamentali per convincere un editore straniero ad acquistarne i diritti. Se non avete pubblicato mai nulla in vita vostra, perché un editore straniero dovrebbe pagare un consulente italiano per leggere il vostro libro, pagare un traduttore per tradurlo e pubblicarlo, e tutto questo al costo di svariate migliaia di euro?

Certo, esistono casi di traduzione all’estero prima che in Italia, ma si tratta di situazioni limite dove l’autore ha buone conoscenze oppure particolari opportunità per farlo.

 

1: “Io autore devo solo guadagnare e mai spendere un soldo”

È tendenzialmente vero, nel senso che l’editoria a pagamento è purtroppo ormai largamente uno specchietto per le allodole per chi vuole pubblicare a tutti i costi. Si può invece pubblicare gratuitamente e accade anche che si venga pagati attraverso un anticipo, pensate! Ma il successo, come tutte le cose, ha un prezzo e anche diventare un autore riconosciuto ne ha uno. Stiamo parlando dello spettro della “promozione”. Chi scrive sa bene quanti sacrifici si fanno, sia economici sia di tempo, per promuovere il proprio libro. Trasferte, uffici stampa, eventi, fiere, premi letterari… Non è detto che dobbiate pagare tutto di tasca vostra, l’editore potrebbe darvi una mano, ma sappiate che sempre più spesso il contributo dell’autore è fondamentale per poter raggiungere certi livelli di pubblico. Insomma, non è tutto oro quello che luccica! 

 

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Pubblicato in Coffee time
Lidia Sirianni

Agente letterario per la Bennici & Sirianni. L'agenzia nasce a Roma con lo scopo di far emergere opere letterarie di qualità, offrire consulenze specializzate per autori già affermati, scoprire nuovi talenti. Rappresenta anche cataloghi di case editrici italiane all'estero e di case editrici straniere in Italia.

http://www.agenzia-letteraria.it
www.facebook.com/benniciesirianni/
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