Istituto Nazionale per la Grafica: Personale di Antonio Biasiucci

TRE TERZI  Sacrificio Tumulto Costellazioni, questo è il titolo della mostra curata dall'Istituto Nazionale per la Grafica e dedicata all'opera di Antonio Biasiucci, esposta fino al 17 febbraio 2013 nelle sale espositive di Palazzo Poli. Antonio Biasiucci , che nel corso dell'ultimo trentennio ha condotto una delle più significative e originali esperienze della ricerca fotografica italiana, rappresentandone attualmente una delle più alte espressioni.  

TRE TERZI Antonio Biasiucci

TRE TERZI  Sacrificio Tumulto Costellazioni, questo è il titolo della mostra curata dall'Istituto Nazionale per la Grafica e dedicata all'opera di Antonio Biasiucci, esposta fino al 17 febbraio 2013 nelle sale espositive di Palazzo Poli. Antonio Biasiucci , che nel corso dell'ultimo trentennio ha condotto una delle più significative e originali esperienze della ricerca fotografica italiana, rappresentandone attualmente una delle più alte espressioni.

La mostra si propone al pubblico come occasione particolare di conoscenza del percorso interiore e artistico di Biasiucci e delle ricerche iconiche ed espressive che, a partire dai primi anni Ottanta, lo hanno condotto da un'indagine sulle proprie radici e sulla memoria personale, a quelle sulle origini dell'esistenza, sulla storia e sull'inesorabile destino dell'umanità.

L'origine e la catastrofe, il dono e il sacrificio, la vita e la morte, la luce e l'ombra, sono così riproposti nelle immagini in mostra quali temi fondanti della poetica di Biasiucci, e ricorrenti nei vari cicli da lui realizzati, da Vapori a Magma, dalle Madri a Res e agli Ex voto, fino ai più recenti Volti e Pani.

Temi intorno ai quali, con coerenza progettuale e rigore concettuale, si è svolta in questi anni la ricerca dell'artista, declinata nel tempo attraverso l'analisi e la rappresentazione di soggetti diversi (vacche, pani, vulcani, madri, teschi, pietre, volti, ex voto, ecc.) che, al di là della centralità che rivestono nell'ambito della cultura dell’Italia meridionale e nella ritualità del mondo contadino, sono assunti da Biasiucci come elementi primari dell'esistenza e per i valori universali che esprimono, rimandando più in generale a miti e ad archetipi primordiali. Un nuovo progetto, per una diversa - e come sempre rinnovata - lettura e presentazione delle immagini, poste in relazione e collocate nello spazio in una inedita serie di installazioni che generano ulteriori riflessioni, di carattere esistenziale, sul mistero della creazione e della continua trasformazione degli esseri, sulla storia e la condizione umana.

In "tre terzi" - quante sono le sale espositive in cui si sviluppa la mostra -, in tre "stanze" - come in altre esposizioni di Biasiucci (da Il filo di Arianna, 1993 a La Casa Madre, 2012) -, il lavoro dell'artista - il suo viaggio attraverso le profondità e le tracce indelebili della memoria - è ripensato e rielaborato in un nuovo site-specific, reinterpretato dall'artista stesso secondo quel processo creativo che è alla base di ogni sua nuova proposta e che si fonda sul modello di "laboratorio" mutuato dalle esperienze teatrali condotte, tra il 1987 e il 1993, con il suo unico vero maestro, Antonio Neiwiller. E il rimando al teatro, come alla letteratura, alla poesia e alla musica, è implicito in questa stessa 'partitura', che non è semplicemente di ordine spaziale e formale, ma autenticamente mentale: un'organizzazione, una sorta di allestimento scenico, che corrisponde a un senso e impone un ritmo e un tempo alla lettura unitaria dell'opera.

La necessità e l'urgenza di ritornare sui propri soggetti, di far rivivere i propri lavori in una "reiterazione dell'azione" - proprio come nel trascorrere ciclico della natura e delle cose - determina, nell'opera di Biasiucci, come negli spettacoli di Neiwiller, quel processo di riduzione e scarnificazione che purifica le immagini, liberandole di ogni contenuto superfluo, trasformandole in visioni essenziali che, seppure spinte fino al limite dell'astrazione, non si mostrano mai come figure e forme autoreferenziali, ma si offrono allo spettatore come pure epifanie, rivelatrici del mondo e dei misteri che si celano dietro di esso. Come appare manifestamente anche nell'ultimo lavoro dell'artista, nel prelievo ed esposizione di una serie di lastre fotografiche (altri Volti) risalenti all'attività del padre, professionista fotografo a Dragoni, recentemente riemerse e qui riproposte quali presenze tangibili dell'eterno ritorno alla vita.

Un lavoro, quello di Biasiucci, che coniuga l'articolazione e la necessità della comunicazione di un pensiero attraverso un linguaggio, quello fotografico, che a sua volta si manifesta e sembra svelare la sua origine e specifica natura, attraverso la materia e la forma stessa delle opere, in una sorta di procedimento tautologico, o meglio nel continuo rimando metaforico - ex voto, come antiche lastre fotografiche o dagherrotipie; la magica apparizione di volti in un ambiente completamente al buio, come la rivelazione nel procedimento in Camera oscura - che l'artista (ma Biasiucci è geneticamente e ostinatamente di madre lingua 'fotografo') opera nelle sue installazioni.

Mostra
ANTONIO BIASIUCCI
TRE TERZI
dal 13 dicembre 2012 al 17 febbraio 2013

ISTITUTO NAZIONALE PER LA GRAFICA
Palazzo Poli, via Poli, 54

  • TRE TERZI Antonio Biasiucci (29)
  • Autore: Carmelo DANIELE
  • TRE TERZI Antonio Biasiucci (10)
  • Autore: Carmelo DANIELE

 

 

Pubblicato in Concorsi Fotografici

Fotonews

Premio Guido Carli 2021

Noi e i nostri fornitori archiviamo informazioni quali cookie su un dispositivo (e/o vi accediamo) e trattiamo i dati personali, quali gli identificativi unici e informazioni generali inviate da un dispositivo, per personalizzare gli annunci e i contenuti, misurare le prestazioni di annunci e contenuti, ricavare informazioni sul pubblico e anche per sviluppare e migliorare i prodotti. Accettando o continuando a navigare su questo sito con la tua autorizzazione noi e i nostri fornitori possiamo utilizzare tali dati. MAGGIORI INFORMAZIONI