“1500” di Carlo La Porta presentato a Spazio5

Carlo La Porta (al centro) con Fabrizio Falconi e Mauro Spinelli Carlo La Porta (al centro) con Fabrizio Falconi e Mauro Spinelli
È stato presentato con grandissima affluenza di pubblico giovedì 16 maggio 2019 a Spazio5 - via Crescenzio 99/d, a pochi metri da piazza del Risorgimento - a Roma il nuovo libro di Carlo La Porta “1500. L’Avventuroso viaggio di un Pittore attraverso un grande Secolo di Artisti, Architetti, Papi e Streghe” (Dante Alighieri Editrice). Con l’autore sono intervenuti il giornalista Fabrizio Falconi ed il presidente della Dante Alighieri Mauro Spinelli. L’attrice Michaela Gargiullo ha letto alcuni brani del libro.

«Vi erano stati giorni in cui, sprofondato nell’ombra della prigione, persa quasi ogni speranza di fiducia nel futuro, aveva davvero creduto che i suoi occhi mai più avrebbero rivisto quella meraviglia, ma ora era lì, quella forse era felicità, riavere ciò che si pensava perduto e non dover temere di perderlo ancora» (Carlo La Porta, 1500. L’Avventuroso viaggio di un Pittore attraverso un Secolo di Artisti, Architetti, Papi e Streghe, Dante Alighieri, Roma 2019)

«All’alba del 1500 nasce Fabriciano da Civitate. Con lui Carlo La Porta trova il suo personaggio; dopo aver dedicato anni alla scrittura di racconti e romanzi nei quali l’amore della storia si fonde con quello dell’arte, finalmente riesce a realizzare la sintesi perfetta dei suoi intenti. Fabriciano sintetizza la semplicità e il fascino segreto del Rinascimento. Partecipa alla storia come un ospite imperfetto; ne vive le pulsioni senza farsene travolgere. Più spettatore che protagonista, anche quando le vicende più inquietanti e violente di un tempo stupefacente, per gli eccessi dello splendore come della rovina, sembrano doverlo catturare, osserva il mondo con una ingenuità e una tenerezza sorprendenti. L’occhio stupito del garzone di bottega non lo lascia mai consentendogli di partecipare a una dimensione in cui si muove al riparo dei suoi affetti. Prima l’esempio e la premura della famiglia, poi un amore appassionato e sincero lo confortano dei rifugi essenziali per un uomo. […] L’animo umano viene esplorato nel suo sgomento, attraverso l’esperienza di Fabro, nei passi in cui il protagonista si trova, suo malgrado, a dover combattere in guerra, definita dall’autore “la più odiosa e disumana   delle   azioni umane”, e a dover affrontare la dura esperienza della prigione, anch’essa determinata dall’abuso di potere degli uomini di legge. E proprio contro il potere Fabriciano vince, infine, la sua battaglia: pur essendo tutt’altro che un eroe, rimane coerente con i propri ideali senza lasciarsi domare dalla storia e dal compromesso, nonostante la sua mansuetudine. E poiché, come sostiene Carlo La Porta, «I libri sono fatti di libri», in questo semplice ma determinato anti-eroe, intravediamo le tracce di un’alta letteratura: influssi del romanzo storico e di formazione riemergono dalle letture di un passato che ha ospitato, orgoglioso, Collodi e Melville, D’Arrigo, Hemingway, Marài, e Simenon». (Olga Cirillo, Prefazione a Carlo La Porta, 1500. L’Avventuroso viaggio di un Pittore attraverso un Secolo di Artisti, Architetti, Papi e Streghe, Dante Alighieri, Roma 2019)

Fabro, protagonista del racconto, è un pittore. Le sue avventure si intrecciano con le vite quotidiane di personaggi famosi del XVI secolo e dei più grandi artisti dell’epoca come il Cellini e Michelangelo. Vive nell’Urbe gli ultimi anni portentosi del Rinascimento. Nato a Borgo, a pochi passi dalle mura vaticane, non ha ancora dieci anni quando comincia a frequentare la bottega d’arte del maestro Carli. Nella primavera del 1527 le truppe dei lanzichenecchi assediano Roma e Fabro con la sua famiglia fugge verso l’Abruzzo. Nella città di Aquila Fabro rimane soggiogato dalla forza dell’Abbazia di Collemaggio, di cui scopre i segreti ed i misteri, e comincia e comincia a dipingere quello che diventerà “il Quadro” della sua vita, che lo seguirà nel corso degli anni, nell’instancabile girovagare da Aquila a Roma, Firenze, Modena e fino in Spagna, fra mille vicissitudini - talvolta divertenti, talaltra tragiche - della sua lunga esistenza. Il tutto sempre inseguendo il suo sogno che attraverserà tutto il 1500, quel secolo straordinario che fu uno spartiacque della Storia, dell’arte, e dell’umanità.  

Carlo La Porta (Roma, 1954), ha svolto studi classici. Avvocato, pittore e scrittore, appassionato ed innamorato della natura - in particolare della montagna - fin da giovane, a partire dai primi anni Novanta ha trovato nella pittura ad olio la tecnica espressiva a lui più congeniale. Nei suoi oltre vent’ anni di attività artistica ha dipinto oltre duecento opere ad olio. Nell’ultimo decennio ha rivolto la sua attenzione ed ispirazione artistica anche alla scrittura, che ha messo in pratica con i suoi primi tre libri (oltre a 1500, Il Coppo del Principe. Sei racconti tra i monti d’Abruzzo - Dante Alighieri, Roma 2010 - e I Racconti del Granchio. Un “domino” di racconti sorprendenti che creano una storia straordinaria - Dante Alighieri, Roma 2014).

1500. L’Avventuroso viaggio di un Pittore attraverso un grande Secolo di Artisti, Architetti, Papi e Streghe di Carlo La Porta, pubblicato da Dante Alighieri Editrice (Roma), prefazione di Olga Cirillo, è disponibile in libreria e online da novembre 2018.

 

Pubblicato in Editoria

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da oltre quindici anni, ha lavorato come battitore e segretario di produzione per un documentario su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore e con la Dino Audino Editore. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e collaboratore alle vendite in occasione di presentazioni, incontri, dibattiti e fiere librarie.

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