20 anni senza Giorgio Bassani

Giorgio Bassani negli anni Sessanta Giorgio Bassani negli anni Sessanta foto Carlo Riccardi
Vent’anni fa moriva a Roma il grande scrittore ferrarese, Premio Strega nel ’56 per “Cinque storie ferraresi” ed autore opere quali “Il giardino dei Finzi-Contini”, “L’airone” e “Gli occhiali d’oro”.

Nato a Bologna nel marzo 1916 da benestante famiglia ebraica di Ferrara, trascorre l’infanzia e la giovinezza nella città estense.

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Nel ’26 viene ammesso al Regio Liceo Ginnasio “Ludovico Ariosto”, dove nel ’34, dopo aver frequentato i cinque anni di Ginnasio ed i tre di Liceo, consegue la maturità classica. In quegli anni mostra un vivo interesse per la musica e per il tennis, ma presto rinuncerà a tali passioni per dedicarsi interamente alla letteratura.

Nel ’35 si iscrive alla Facoltà di Lettere dell’Università di Bologna, che frequenta viaggiando quasi ogni giorno da Ferrara e dove, nel ’39, nonostante le ignominiose leggi razziali approvate l’anno avanti dal regime fascista, si laurea con una tesi su Niccolò Tommaseo discussa con Carlo Calcaterra, il quale, proprio nei due anni successivi avrà fra i suoi allievi anche Pier Paolo Pasolini (il quale, nel ’45, proprio con Calcaterra discuterà la tesi di laurea sul poeta Giovanni Pascoli che verrà pubblicata da Einaudi come Antologia della lirica pascoliana solo nel ’93, circa cinquant’anni dopo).

Negli anni dell’Università, Bassani fa amicizia con il poeta e critico letterario Attilio Bertolucci - futuro padre dei fratelli Bernardo e Giuseppe Bertolucci - e diventa ammiratore della pittura di Giorgio Morandi e dei saggi sull’arte di Roberto Longhi. 

Nel ’40 pubblica - con lo pseudonimo di Giacomo Marchi - Una città di pianura, la sua prima opera.

Quattro anni dopo scrive le poesie Storie dei poveri amanti e altri versi, mentre, tre anni dopo, porta a termine Te lucis ante, una seconda raccolta di versi.

Nel ’48, Marguerite Caetani, fondatrice e curatrice della rivista “Botteghe Oscure”, propone al giovane autore ferrarese di lavorarci come responsabile di redazione.

Nel ’55 diventa anche redattore della rivista “Paragone”, fondata quattro anni avanti da Roberto Longhi e Anna Banti, e, lavorando in quella redazione conosce, tra gli altri, Pier Paolo Pasolini. Nel frattempo, su “Botteghe Oscure” fa pubblicare scritti dell’amico Attilio Bertolucci, di Italo Calvino, Carlo Cassola, Mario Soldati e dello stesso Pier Paolo Pasolini. Nello stesso anno fonda l’associazione “Italia Nostra” e, in quel periodo, collabora ad alcune sceneggiature di film diretti da Michelangelo Antonioni, Alessandro Blasetti e Mario Soldati.

Nel ’56 pubblica Cinque storie ferraresi, con cui vince il Premio Strega.

Dal ’57 al ’67 è docente di Storia del Teatro all'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica “Silvio D'Amico”.

In veste di consulente e direttore editoriale della Feltrinelli, nel ’58 Bassani riesce a far pubblicare Il Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa (Premio Strega 1959), da cui, nel ’63, verrà tratto il film omonimo diretto da Luchino Visconti ed interpretato da Burt Lancaster, Claudia Cardinale, Alain Delon, Paolo Stoppa, Serge Reggiani, Rina Morelli, Romolo Valli, dai giovani Lucilla Morlacchi, Giuliano Gemma e Mario Girotti - non ancora  Terence Hill -, e da una giovanissima Ottavia Piccolo.

Fra gli autori stranieri ha il merito di far conoscere ai lettori italiani le opere di Jorge Luis Borges, Karen Blixen, Ford Madox Ford, Edward Morgan Forster e soprattutto del russo Boris Pasternak. Il dottor Živago - pubblicato in Italia nel ’57 e da cui, otto anni dopo, verrà tratto il film omonimo (1965) diretto da David Lean e interpretato da Omar Sharif e Julie Christie - è un'anteprima mondiale e sarà un grande successo di vendite. Nell’allora URSS verrà pubblicato per la prima volta solo nel 1988, ventotto anni dopo la morte dell’autore.

Il massimo successo editoriale di Bassani arriva nel ’62, con la pubblicazione del romanzo Il giardino dei Finzi-Contini, scritto all'Hotel Le Najadi di Santa Marinella e con cui vince il Premio Viareggio. Nel ’70, dal libro verrà tratto il film omonimo di Vittorio De Sica, in una fra le sue ultime regie.

Diventato vicepresidente della Rai e, a partire dal ’65, presidente di “Italia Nostra”, si allontana dal Partito Socialista e si avvicina ai repubblicani.

Nel ’66 viene convocato come Presidente della Giuria della Mostra del Cinema di Venezia.
Due anni dopo, con L'airone, vince il Premio Campiello e, quindici anni dopo, con In rima e senza, il Premio Bagutta.

Nel 1987 esce il drammatico Gli occhiali d'oro, film tratto dal suo romanzo omonimo del ’58, diretto da Giuliano Montaldo ed interpretato da Philippe Noiret, Rupert Everett, Stefania Sandrelli e da un giovane Luca Zingaretti (al suo esordio cinematografico).

Dopo aver vinto anche il Premio Pirandello, nel ’92 è insignito del Premio Feltrinelli assegnato alla Carriera.

Nel ’98, due anni prima della sua scomparsa, la sua opera omnia viene raccolta in un unico volume, pubblicato da Mondadori - nella collana “Meridiani” - a cura dello scrittore Roberto Cotroneo.

Autore “completo” ed acuto, Giorgio Bassani è stato figura di primissimo piano nel panorama culturale italiano del secondo Novecento.

Alcune foto di Giorgio Bassani sono ammirabili nella mostra fotografica Vita da Strega, curata dall’Archivio Fotografico Riccardi e formata da circa cinquanta scatti del grande fotografo Carlo Riccardi (classe 1926) degli anni compresi fra il 1957 e il 1971, in quindici differenti edizioni del Premio Strega.

Nella mostra troviamo autrici ed autori quali Elsa Morante (Premio Strega 1957 con L’isola di Arturo), Dino Buzzati (Sessanta racconti - 1958), Giuseppe Tomasi di Lampedusa (Premio Strega 1959  - postumo - con Il Gattopardo, da cui, quattro anni dopo, verrà tratto il film omonimo diretto da Luchino Visconti ed interpretato da Burt Lancaster, Claudia Cardinale, Alain Delon, Paolo Stoppa, Serge Reggiani, Rina Morelli, Romolo Valli, e dai giovani Lucilla Morlacchi, Giuliano Gemma, Mario Girotti - non ancora Terence Hill -, e da una giovanissima Ottavia Piccolo), Carlo Cassola (Premio Strega 1960 con La ragazza di Bube, da cui, tre anni dopo, verrà tratto il film omonimo diretto da Luigi Comencini ed interpretato da Claudia Cardinale e George Chakiris), Raffaele La Capria (Premio Strega 1961 con Ferito a morte), Mario Tobino (Il clandestino - 1962), Natalia Ginzburg (Lessico famigliare - 1963), Giovanni Arpino (L’ombra delle colline - 1964), Paolo Volponi (Premio Strega 1965 con La macchina mondiale), Michele Prisco (Una spirale di nebbia - 1966), Anna Maria Ortese (Poveri e semplici - 1967), Alberto Bevilacqua (L’occhio del gatto - 1968), Lalla Romano (Le parole tra noi leggere - 1969), Guido Piovene (Le stelle fredde - 1970), Raffaele Brignetti (La spiaggia d’oro - 1971).

Vita da Strega è anche un libro, Gli anni d’oro del Premio Strega - Racconto fotografico di Carlo Riccardi (AGR, Roma 2016). Il volume, a cura di Maurizio Riccardi e Giovanni Currado, raccoglie una selezione di oltre novanta foto, una più vasta sintesi della raccolta presente all’interno dell’Archivio Riccardi.

Pubblicato in Editoria

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da oltre quindici anni, ha lavorato come battitore e segretario di produzione per un documentario su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore e con la Dino Audino Editore. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e collaboratore alle vendite in occasione di presentazioni, incontri, dibattiti e fiere librarie.

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