31 anni senza Elsa Morante, Premio Strega nel '57

Elsa Morante con Maria Bellonci nel 1957 Elsa Morante con Maria Bellonci nel 1957 foto Carlo Riccardi
Trentuno anni fa, nel novembre 1985, moriva a Roma Elsa Morante.

Nata a Roma nel 1912, Elsa Morante trascorre la sua infanzia nel quartiere popolare di Testaccio. Figlia naturale d'una maestra ebrea d’origine modenese e di un impiegato delle poste, alla nascita fu riconosciuta da Augusto Morante, già marito di Irma, e sorvegliante in un istituto di correzione giovanile.

Comincia giovanissima a scrivere filastrocche e favole per bambini, piccole poesie e racconti brevi, che, dal ‘33 al ’40 verranno pubblicati su numerose riviste di differente  natura, fra cui ricordiamo il “Corriere dei Piccoli”, il “Meridiano di Roma”, “I diritti della scuola” (su cui fra il ’35 e il ’36 uscirà, in ventinove puntate, il romanzo breve, Qualcuno bussa alla porta), e soprattutto “Oggi”, diretta da Mario Pannunzio e Arrigo Benedetti, e su cui sulla quale Elsa Morante scrive facendo anche  uso di alcuni pseudonimi maschili (sicuramente quello di Antonio Carrera e forse - ma è la questione è ancora piuttosto controversa -, con quello di Renzo o Lorenzo Diodati9.

Collabora anche con la rivista “L'Eroica”, diretta da Ettore Cozzani, e su cui fra il ‘31 e il ‘37, pubblica quattro poesie decadentistiche e un racconto (Il bambino ebreo) ritrovati in epoche piuttosto recenti e riproposti dallo studioso Marco Bardini.

Il suo primo libro, Il gioco segreto (Garzanti, Milano 1941) sarà proprio una raccolta di racconti giovanili.

Tale libro verrà seguito, l’anno successivo da Le bellissime avventure di Caterì dalla trecciolina, un libro per ragazzi pubblicato da Einaudi e corredato da illustrazioni eseguite dalla scrittrice medesima. Parzialmente riscritto, la Einaudi, nel ’59,  ne pubblicherà una nuova versione con il titolo Le straordinarie avventure di Caterina.

Nel frattempo, tramite il pittore Giuseppe Capogrossi, nel ‘36 Elsa Morante aveva conosciuto lo scrittore Alberto Moravia, che sposerà nel ‘41;. Insieme incontreranno e frequentarono abitualmente i maggiori scrittori e intellettuali italiani dell’epoca, fra cui Pier Paolo Pasolini, con il quale stabilirà un ottimo rapporto di amicizia che durerà fino al ’71, Giorgio Bassani (futuro Premio Strega 1956 con Cinque storie ferraresi), il poeta e critico letterario Attilio Bertolucci (padre dei fratelli Bernardo e Giuseppe Bertolucci), il poeta Sandro Penna, Umberto Saba, Enzo Siciliano, e molti altri.

Durante la Seconda guerra mondiale, per sfuggire alle rappresaglie dei tedeschi, Elsa Morante e Alberto Moravia abbandonano Roma - ormai occupata - e si rifugiano a Fondi (LT), a circa centotrenta km a Sud. Tale parte del Lazio meridionale apparirà con una certa frequenza nelle successive opere narrative di entrambi gli scrittori. Elsa Morante tratterà tale argomento soprattutto nel romanzo La Storia.

Oltre ad avviare la stesura di Menzogna e sortilegio, durante questo periodocomincia a tradurre il diario (Scrapbook) di Katherine Mansfield. Dopo la fine della guerra, Elsa Morante e Alberto Moravia incontrano il traduttore statunitense William Weaver, che li aiuterà a raggiungere il pubblico americano.

Grazie anche all’intercessione di Natalia Ginzburg, nel ’48 Elsa Morante pubblica Menzogna e sortilegio (Einaudi, Torino), il suo primo romanzo. Grazie al sostegno del grande critico letterario Giacomo Debenedetti (1901-1967), nello stesso anno il libro vince il Premio Viareggio, ex aequo con Aldo Palazzeschi.

Tre anni dopo - nel ’51 - il romanzo verrà poi pubblicato negli Stati Uniti con il titolo House of Liars (tradotto da Adrienne Foulke e Andrew Chiappe su segnalazione di William Weaver, il quale poi, negli anni successivi, avrebbe tradotto La Storia e Aracoeli). Tuttavia, Elsa Morante tuttavia non sarà mai soddisfatta di tale traduzione, in quanto, in confronto all’originale, era stata drasticamente tagliata (circa centocinquanta pagine).

Gli anni successivi a Menzogna e sortilegio verranno contraddistinti  da un forte interesse per il cinema, interesse che, anche in epoche successive, non la abbandonerà più.

Nel ‘49 scrive un primo progetto a quattro mani con Alberto Lattuada, con il quale scrive il trattamento per un film che si sarebbe dovuto intitolare Miss Italia.

Nel ‘52 fu un secondo progetto con un giovane Franco Zeffirelli per un film dal titolo Verranno a te sull'aure.

Tuttavia, nessuno fra i due film verrà mai realizzato.

Il film Miss Italia, (1950) di Duilio Coletti è molto differente in confronto al progetto precedente, e fu realizzato dopo che il produttore Carlo Ponti aveva respinto il trattamento di Alberto Lattuada e Elsa Morante, in quanto ritenuto poco commerciale.

Fra il ‘51 e il ‘52 tiene una rubrica radiofonica di critica cinematografica che si concluderà con le sue dimissioni a causa di un atto di censura subito da parte della dirigenza RAI dell’epoca.

In ogni caso, il suo interesse per il cinema, ben lungi dall’andare scemando, si rafforzerà ancor di più grazie anche all'amicizia con Pier Paolo Pasolini.

Elsa Morante farà un'apparizione -  nel ruolo di una detenuta - in Accattone (1961), l’esordio di Pasolini alla regia di Pasolini.

Inoltre, nel corso degli Anni Sessanta, sarà costantemente al fianco del grande regista e intellettuale friulano durante la lavorazione dei suoi film. È presente sul set de Il Vangelo secondo Matteo in qualità di aiuto-regista - sia pur non accreditata-  e, in forma anonima, collabora spesso alla realizzazione delle colonne sonore di tali film. L’unica che le verrà accreditata sarà quella di Medea (1969), interpretata da Maria Callas. Inoltre, suo è il testo della ballata cantata - sulle note di Nino Rota - da un giullare in Romeo e Giulietta (1968) di Franco Zeffirelli.

Il successivo romanzo di Elsa Morante, L'isola di Arturo (Einaudi, Torino), esce in Italia nel 57, riscuoterà grande successo sia di pubblico sia di critica e vincerà il premio Strega. Nel ’62, da L’isola di Arturo verrà tratto l’omonimo film di Damiano Damiani.

Nel ‘58, esce Alibi (Longanesi, Milano), raccolta di sedici poesie che comprende, oltre all’omonima lirica e le varie altre poesie che erano già state incluse all'interno dei romanzi Menzogna e sortilegio e L'isola di Arturo, anche la poesia Avventura, già apparsa nel ‘51 su “Botteghe Oscure” con il titolo L'avventura.

All’inizio degli anni Sessanta  scrive Lo scialle andaluso,  una seconda raccolta di racconti (pubblicata da Einaudi nel 1963)  in cui confluiranno alcuni dei racconti già pubblicati nel Gioco segreto, assieme ad altri più recenti.

Nel frattempo, nel ’61 si separa da Alberto Moravia, ma i due non divorzieranno mai.

Nel ‘65 pubblica - dopo averla presentata in numerose occasioni a Torino, a Milano e  a Roma -  la conferenza Pro o contro la bomba atomica, breve saggio di grande impegno morale. Suoi amici di quegli anni sono il critico letterario Cesare Garboli e l'attore Carlo Cecchi, i quali, molti anni dopo, saranno poi i curatori delle sue Opere ne “I Meridiani” Mondadori.

Negli anni Sessanta Elsa Morante continua a scrivere lavorando anche a un romanzo (Senza i conforti della religione) che però non vedrà mai la luce.

Nel ‘68 pubblica Il mondo salvato dai ragazzini, una raccolta che unisce in modo originale forme di poesia tradizionale, canzoni, un atto unico teatrale (La commedia chimica), e favolette morali.

A partire dal ‘71, riprendendo alcuni personaggi e temi dal vecchio progetto di Senza i conforti della religione, avvia la stesura del romanzo La storia. Il libro, ambientato a Roma durante la Seconda guerra mondiale, uscì nel ‘74 (per volere della scrittrice verrà pubblicato direttamente in edizione economica, nella collana Einaudi de “Gli struzzi”) ed avrà subito un grande successo di vendite e fama internazionale, ma riceverà anche feroci attacchi da parte di numerosi critici militanti (sia di destra sia di sinistra). Nell’86 Luigi Comencini dirigerà l’omonimo sceneggiato televisivo interpretato da Claudia Cardinale.

L'ultimo romanzo di Elsa Morante sarà Aracoeli (Einaudi, Torino 1982), con cui due anni dopo - nell’84 vincerà il Prix Médicis.

Oltre ai già citati due citati volumi di Opere, usciti nei “Meridiani” Mondadori, alcuni testi di Elsa Morante verranno pubblicati postumi. Ricordiamo ad esempio il diario onirico Lettere ad Antonio (1938), pubblicato da Einaudi nell’89 con il titolo Diario 1938.

Nel 2002 vengono  raccolti, a cura di Irene Babboni e Carlo Cecchi, alcuni Racconti dimenticati: il volume riprende i quattrodici racconti de Il gioco segreto esclusi da Lo scialle andaluso, alcuni altri racconti apparsi su varie riviste, dodici brevi fantasie infantili, e un inedito.

Tali fantasie infantili - portate a quindici – undici anni dopo - nel 2013 - verranno pubblicate autonomamente da Einaudi con il titolo Aneddoti infantili. Si tratta di una serie di raccontini para-autobiografici che la scrittrice pubblicò fra il ‘39 e il ‘40 nella rubrica del settimanale “Oggi”  Il giardino d'infanzia.

Nel 2012 esce, con il titolo L’amata (a cura di Daniele Morante e con la collaborazione di Giuliana Zagra) una raccolta di circa seicento lettere di e a Elsa Morante.

I suoi manoscritti sono conservati presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, che nel 2006 e nel 2012  ha ospitato due mostre dedicate alla grande scrittrice: Le stanze di Elsa e Santi, Sultani e Gran Capitani in camera mia.

Alcune foto di Elsa Morante sono ammirabili nella mostra Vita da Strega, curata dall’Archivio Fotografico Riccardi e formata da cinquanta scatti del grande fotografo Carlo Riccardi degli anni compresi fra il 1957 e il 1971, in quindici differenti edizioni del Premio Strega.

Vita da Strega è anche un libro, dal titolo Gli anni d'oro del Premio Strega - Racconto fotografico di Carlo Riccardi (Edizioni Ponte Sisto, Roma 2016). Il volume a cura di Maurizio Riccardi e Giovanni Currado, raccoglie una selezione di oltre novanta foto, una più ampia sintesi della raccolta presente all'interno dell'Archivio Fotografico Riccardi, e si conclude con il commento di Stefano Petrocchi, direttore della Fondazione “Maria e Goffredo Bellonci”. In copertina, troviamo una foto che raffigura proprio Elsa Morante (insieme a Maria Bellonci) nel ’57, nell’edizione in cui la scrittrice vinse il Premio Strega.

 

Pubblicato in Editoria

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da oltre quindici anni, ha lavorato come battitore e segretario di produzione per un documentario su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore e con la Dino Audino Editore. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e collaboratore alle vendite in occasione di presentazioni, incontri, dibattiti e fiere librarie.

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