40 anni senza Raffaele Brignetti, Premio Strega nel ’71

Raffaele Brignetti negli anni Settanta Raffaele Brignetti negli anni Settanta
Quarant’anni fa, nel febbraio 1978, moriva a Roma Raffaele Brignetti, Premio Strega 1971 per “La spiaggia d'oro”.

Nato sull’Isola del Giglio nel 1921, trascorre l’infanzia e la giovinezza sull’Isola d’Elba, al faro di Forte Focardo, dove suo padre lavora come guardiano. Gli antenati paterni, di origine ligure, si erano rifugiati sull’Isola d’Elba all’epoca dell'invasione napoleonica.

Dopo le scuole elementari a Porto Azzurro -  il paese più vicino, che raggiungeva ogni giorno in barca -, le scuole medie e la maturità classica, conseguita al Liceo di Portoferraio, si trasferisce a Roma per frequentare l’Università.

Durante la Seconda guerra mondiale combatte in Grecia e, in seguito all’armistizio dell’8 settembre del ’43, preso prigioniero dai tedeschi, rimane nei campi di lavoro in Germania per oltre un anno e mezzo, fino alla fine della guerra.

Nel ‘47 si laurea in Letteratura italiana contemporanea - il suo professore relatore è Giuseppe Ungaretti - con una tesi sugli scrittori di mare - sia italiani sia stranieri - approfondendo in particolar modo l'opera di Vittorio G. Rossi.

Negli anni successivi entra a far parte di un gruppo di giovani intellettuali che si raccolsero intorno alla carismatica figura di Giuseppe Ungaretti (1888-1970) e si dedicano alcuni alla vita accademica, e alla divulgazione letteraria sui media, in particolare nella neonata (gennaio 1954) televisione italiana. Fra questi ricordiamo Elio Filippo Accrocca, Mario Petrucciani, Leone Piccioni, Luigi Silori.

Il tema prevalente della sua narrativa sarà, nella maggior parte dei casi, la vita marinara, dove l’imprevedibile azione del destino intreccia in modo insolito presenze di vita concreta  ed episodi illusori in un’unica realtà.

La maggior parte dei suoi romanzi avrà come argomento - o quantomeno come sfondo - il mare ma, saranno contraddistinti non tanto dal gusto dell'avventura quanto invece da una sottile atmosfera di mistero e di angoscia. Narrano casi in cui il mare sembra farsi strumento di un destino doloroso e beffardo. 

Morte per acqua (1952), attraverso numerose suggestioni kafkiane raccoglie racconti di vicende di mare paradossali quanto rigorose nel meccanismo con cui la bizzarria del caso conduce i personaggi alla morte, e rimane l'opera più tipica di Raffaele Brignetti.

Negli anni seguenti, con La deriva (1955) e La riva di Charleston (1960), lo scrittore toscano darà maggiore spazio all'intrigo romanzesco e al dialogo.

A tal proposito Allegro parlabile (1965) rappresenterà forse l’esempio più sperimentale.

Nel frattempo, negli anni Cinquanta aveva intrapreso anche la carriera giornalistica a Roma, pubblicando racconti e articoli su vari argomenti - soprattutto di viaggio - su “Il Tempo”, “Il Giornale d'Italia” e  Il “Corriere della Sera”, che sarà costretto ad abbandonare nel '61, quando, a causa di un gravissimo incidente d’auto, rimarrà in sedia a rotelle.

Nonostante le notevoli limitazioni fisiche, il suo caparbio spirito marinaresco gli permetterà di continuare a scrivere e, nei successivi quindici anni, a pubblicare sia libri sia audiodrammi, risultando vincitore di numerosi premi letterari, fra cui ricordiamo il Premio Viareggio con Il gabbiano azzurro (1967), e il Premio Strega con La spiaggia d'oro (Rizzoli, Milano 1971), libri in cui torna ai consueti temi marini con uno stile più “contemplativo” e descrittivo.

Raffaele Brignetti ha vissuto a lungo nella Torre Medicea di Marciana Marina - sull’Isola d’Elba - e, negli anni successivi all’incidente, nel piccolo appartamento ai piedi della torre medesima.

Alcune sue opere inedite (Mare dei deliri e altri racconti inediti - 1981 - Acrimonia - 1988 - Racconti atalattici - 2008) verranno pubblicate dopo la sua morte e a lui verrà intitolato il Premio Letterario dell’Isola d'Elba.

Alcune foto dell’epoca in cui Raffaele Brignetti vinse il Premio Strega (e anche degli anni immediatamente precedenti) sono ammirabili nella mostra Vita da Strega, curata dall’Archivio Fotografico Riccardi e formata da cinquanta scatti del grande fotografo Carlo Riccardi degli anni compresi fra il 1957 e il 1971, in quindici differenti edizioni del Premio Strega.

Nella mostra troviamo autori quali Giorgio Bassani (Premio Strega 1956 con Cinque storie ferraresi), Elsa Morante (Premio Strega 1957 con L’isola di Arturo), Dino Buzzati (Quaranta racconti - 1958), Giuseppe Tomasi di Lampedusa (Premio Strega 1959 con Il Gattopardo, da cui, quattro anni dopo, verrà tratto l’omonimo film diretto da Luchino Visconti interpretato da Burt Lancaster, Claudia Cardinale, Alain Delon, Paolo Stoppa, Serge Reggiani, Romolo Valli, Rina Morelli, Mario Girotti - non ancora Terence Hill -, Giuliano Gemma e da una giovanissima Ottavia Piccolo), Carlo Cassola (Premio Strega 1960 con La ragazza di Bube, da cui, tre anni dopo, verrà tratto l’omonimo film diretto da Luigi Comencini ed interpretato da Claudia Cardinale e George Chakiris), Raffaele La Capria (Premio Strega 1961 con Ferito a morte, che batté per un solo punto Delitto d’onore di Giovanni Arpino, Ballata levantina di Fausta Cialente e Le voci della sera di Natalia Ginzburg), Mario Tobino (Il clandestino - 1962),  Natalia Ginzburg (Lessico famigliare - 1963), Giovanni Arpino (L’ombra delle colline - 1964), Paolo Volponi (Premio Strega 1965 con La macchina mondiale), Michele Prisco (Una spirale di nebbia - 1966), Anna Maria Ortese (Poveri e semplici - 1967), Alberto Bevilacqua (Premio Strega 1968 con L’occhio del gatto), Lalla Romano (Le parole tra noi leggere - 1969), Guido Piovene (Le stelle fredde - 1970).

Vita da Strega è anche un libro, dal titolo Gli anni d'oro del Premio Strega - Racconto fotografico di Carlo Riccardi (Agr, Roma 2016). Il volume a cura di Maurizio Riccardi e Giovanni Currado, raccoglie una selezione di oltre novanta foto, una più ampia sintesi della raccolta presente all'interno dell'Archivio Riccardi, e si conclude con il commento di Stefano Petrocchi, direttore della Fondazione “Maria e Goffredo Bellonci”.

 

Classe 1986, storico del cinema, appassionato di noir, courtroom movies, gialli e western fin dagli anni del liceo, ha lavorato come battitore e segretario di produzione per un documentario su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore e con la Dino Audino editore. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi, e collaboratore alle vendite in occasione di incontri, presentazioni e fiere librarie.

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