Addio Raffaele La Capria

Raffaele La Capria nel 1961 e nel 2015 Raffaele La Capria nel 1961 e nel 2015 Foto di Carlo e Maurizio Riccardi © AGR
È morto a Roma lo scrittore Raffaele La Capria, vincitore nel 1961 del Premio Strega con "Ferito a morte", un ritratto di Napoli attraverso una generazione raccontata sull'arco di un decennio. Il 3 ottobre avrebbe compiuto 100 anni.

Era nato nel capoluogo partenopeo, di cui ha descritto vizi e virtù, ma dal 1950 viveva a Roma. Fra i suoi tanti riconoscimenti il Premio Campiello alla carriera (2001), il Premio Chiara (2002), il Premio Alabarda d'oro (2011) e il Premio Brancati (2012).

Nel 2016, Carlo Riccardi e Raffaele La Capria con Stefano Petrocchi, direttore della Fondazione Bellonci hanno ripercorso attraverso le testimonianze fotografiche realizzate proprio da Riccardi, la vita e i retroscena del Premio Strega.

"Guardando queste fotografie, che sono tutte molto belle, anche come qualità tecnica, mi sono ritrovato nel mio tempo, anzi nel mio tempo più felice, quello della mia giovinezza quando vinsi il Premio Strega e quando la vita mi appariva come appare ad un giovane di 30 anni. Quindi visitare questa mostra per me è stato un viaggio nel passato, le sento tutte molto vicine quasi che anch'io potessi entrare in una di queste foto. Anzi ci sono!"

Infatti nelle suggestive immagini in bianco e nero che immortalano emozioni e modi di essere dei protagonisti tra cultura e costume, che fanno parte della mostra "Vita da Strega", curata da Maurizio Riccardi e Giovanni Currado, La Capria è presente proprio con la vittoria del 1961.

"Vita da Strega" è anche un libro, presentato nel corso dell'inaugurazione della mostra, dal titolo "Gli anni d'oro del Premio Strega - Racconto fotografico di Carlo Riccardi" (AGR Edizioni).

Il volume a cura di Maurizio Riccardi e Giovanni Currado, raccoglie una selezione di oltre 90 foto, una sintesi più ampia della raccolta presente all'interno dell'Archivio Riccardi.

Autore di tre romanzi e alcune raccolte di racconti oltre a numerosi saggi, La Capria ha collaborato anche con il cinema, molto con Rosi ('Le mani sulla città', 'C'era una voltà, 'Uomini contrò, 'Cristo si è fermato a Eboli' e 'Diario napoletanò), con Lina Wertmuller ('Sabato domenica e lunedi'', 'Ferdinando e Carolinà) oltre che con Comencini ('Senza sapere niente di lei') e Patroni Griffi ('Identikit').

Malgrado il suo forte e travagliato legame con Napoli - è cresciuto nel magnifico palazzo monumentale Donn'Anna a Posillipo - sarebbe sbagliato considerarlo autore ripiegato sulla terra d'origine. Sin da ragazzo, infatti, ha dato alla sua ricerca letteraria un respiro internazionale.

Ha tradotto opere teatrale di George Orwell, di cui era un appassionato ammiratore, oltre che di Jean-Paul Sartre, Jean Cocteau, T. S. Eliot; inoltre ha scritto l'introduzione o la prefazione di opere di Ignazio Silone, Giosetta Fioroni, Giuseppe Patroni Griffi, Antonio Ghirelli, Furio Sampoli, Randall Morgan, Damiano Damiani, Eduardo De Filippo, Ruggero Guarini, Sandro Veronesi, Stendhal, Predrag Matvejevi e Stefano Di Michele.

Dopo un primo romanzo, 'Un giorno d'impazienza', pubblicato nel 1952 e riscritto diverse volte, pubblicò il capolavoro 'Ferito a morte nel 1961. Da quel libro, vincitore del Premio Strega, è poi passato oltre un decennio prima che La Capria desse alle stampe il suo terzo romanzo, 'Amore e psiche nel 1973 in cui usava le tecniche della psicoanalisi per evocare indirettamente dal punto di vista del protagonista una vicenda che egli stesso rimuove perchè troppo dolorosa (un esperimento di cui non si ritenne soddisfatto e defini' "eccesso di intellettualismo").

Successivamente si dedicò soprattutto a testi autobiografici ('False partenze, 'La neve del Vesuvio', 'Napolitan graffiti', 'Fiori giapponesi', 'La mosca nella bottiglia', 'Lo stile dell'anatra', 'L'estro quotidiano, 'L'amorosa inchiesta').

Animatore della vita culturale, scrisse per anni sulle pagine del Corriere della Sera e altri giornali. Nel 2001 si era aggiudicato il premio Campiello alla carriera. Nella vita privata è stato sposato prima con Fiore Pucci, da cui ha avuto una figlia, Roberta, e poi con l'attrice Ilaria Occhini da cui ha avuto un'altra figlia, Alexandra.

Pubblicato in Editoria
Giovanni Currado

Responsabile editoriale dell'agenzia Agr Srl.
Giornalista e fotografo, autore di diversi reportages in Asia e Africa. Responsabile dello studio dell'immenso archivio fotografico Riccardi e curatore della collana "Fotografici" per Armando Editore.

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