Auguri a Dacia Maraini

Dacia Maraini con Alberto Moravia negli anni Sessanta Dacia Maraini con Alberto Moravia negli anni Sessanta foto Carlo Riccardi
La grande scrittrice il 13 novembre 2016 ha spento ottanta candeline.

Nata a Fiesole - FI -  nel 1936, figlia dello scrittore ed etnologo toscano Fosco Maraini e della principessa siciliana e pittrice Topazia Alliata, dal ’39 al ’46, trascorre la sua infanzia, con la sua famiglia, in Giappone e lì, fra il ’43 e il ‘45 affronta la prigionia in un  campo di concentramento giapponese, dove finisce con i suoi genitori in quanto si rifiutarono di aderire alla Repubblica di Salò.

Tornata in Italia vive fino a diciott’anni in Sicilia, a Bagheria, presso i nonni materni. Racconterà questi anni in Sicilia nel suo romanzo Bagheria.

Si trasferisce poi a Roma, dove pubblica il suo primo romanzo di successo La vacanza (Lerici, Milano 1962). È l’inizio di una lunga serie  da  L'età del malessere (Einaudi, Torino 1963) con cui vince il Premio internazionale degli editori “Formentor”, da poco fondato (nel ‘61) dall’editore spagnolo Carlos Barral con il sostegno di colleghi quali Giulio Einaudi, Claude Gallimard, Barney Rosset, Heinrich Rowohlt e George Weidenfeld;  A memoria (Bompiani, Milano 1967), Memorie di una ladra (Bompiani, Milano 1972) diventato poi film con Teresa la ladra (1973) di Carlo Di Palma, pellicola di cui curerà anche la sceneggiatura con Age e Scarpelli;  Donna in guerra (Einaudi, Torino 1975), Lettere a Marina (Bompiani, Milano 1981)  Il treno per Helsinki (Einaudi, Torino 1984), Isolina. La donna tagliata a pezzi (A Mondadori, Milano 1985) Premio Fregene, La lunga vita di Marianna Ucrìa (Rizzoli, Milano 1990), con cui vince il Premio Campiello, che sarà Libro dell'Anno 1990, verrà tradotto in trenta lingue e diventerà un film (1997) per la regia di Roberto Faenza; il già citato Bagheria (Rizzoli, Milano 1993), Voci (Rizzoli, Milano 1994), Un clandestino a bordo (Rizzoli, Milano 1996), Dolce per sé (Rizzoli, Milano 1997),  sui temi sociali e la vita delle donne, fino alla raccolta di racconti Buio (Rizzoli, Milano 1999), sull’infanzia indifesa, con cui  vince il Premio Strega.

Nell’80 scrive, insieme a Piera Degli Esposti, Storia di Piera (Rizzoli, Milano), da cui  il regista  Marco Ferreri trarrà il film omonimo (1983) interpretato da Hanna Schygulla, Isabelle Huppert, e Marcello Mastroianni.   

Nel 2004, ancora con Piera Degli Esposti, scrive il libro Piera e gli assassini, un lungo dialogo fra  due protagoniste della nostra cultura che si confrontano sui temi più importanti della vita,  un insieme di racconti attraverso la lunga amicizia fra le due donne, su vicende di famiglia, aneddoti su colleghi, registi, attori.   

Seguiranno La nave per Kobe. Diari giapponesi di mia madre (Rizzoli Bur, Milano 2001), tratto dai diari scritti dalla madre Topazia dal ‘38 al ‘41, donati a Dacia Maraini dal padre che li aveva casualmente ritrovati, in cui rievoca il viaggio verso il Giappone e l'esperienza della prigionia  negli anni dell’infanzia, e Amata scrittura. Laboratorio di analisi letture proposte conversazioni.

E ancora Colomba (Rizzoli, Milano 2005) Il gioco dell'universo (Mondadori, Milano 2007) con cui vince il Premio Cimitile nella sezione di narrativa.

Nel 2008 pubblica Il treno dell'ultima notte (Rizzoli, Milano) e, due anni dopo, La seduzione dell'altrove (Rizzoli, Milano).

A poco più di vent’anni   fonda  con alcuni amici la rivista ‘Tempo di letteratura’ e collabora  con “Il Mondo” e “Nuovi Argomenti”, rivista culturale fondata nel ’53 da Alberto Carocci e Alberto Moravia, ai quali presto si affianca Pier Paolo Pasolini, e, dopo la sua morte, Attilio Bertolucci e Enzo Siciliano, che si annoverano fra i suoi amici, con Italo Calvino e Maria Callas.

Nel ’73 fonda, con Maricla Boggio, il Teatro della Maddalena, gestito da sole donne.

Per il teatro ha scritto oltre sessanta testi, portati in teatri italiani ed esteri. Ricordiamo Il ricatto a teatro a altre commedie (Einaudi, Torino 1970) Manifesto dal carcere e Dialogo di una prostituta con un suo cliente (Mastrogiacomo-Images 70, Padova 1978). Quasi tutte le sue opere teatrali sono raccolte in Fare teatro 1966-2000.

Fra le sue  poesie, pubblicate fin dal ‘60, Botta e risposta… poetica o quasi, La donna perfetta (1974), Don Juan (1976), la raccolta Mangiami pure (1978), dedicata alle sofferenze nel campo di concentramento.

Fra i saggi Fare teatro. Materiali, testi, interviste (Bompiani, Milano 1974), La bionda, la bruna e l'asino (Rizzoli, Milano 1987), Cercando Emma (Rizzoli Bur, Milano 1993), Un clandestino a bordo (Rizzoli, Milano 1996), I giorni di Antigone - Quaderno di cinque anni, (Rizzoli Bur, Milano 2006), nonché la sceneggiatura di Cuore di mamma.

Fra i premi vinti, oltre ai già citati  Cimitile, Campiello e Strega, ricordiamo anche il Premio Pinuccio Tatarella.

Si è espressa pubblicamente in favore dei diritti animali.

Nel 2005, l'Università degli studi dell'Aquila le conferisce la Laurea Honoris Causa in Studi teatrali.

Due anni dopo riceve il Premio leopardiano “La Ginestra”.

Nel 2010, l'Università degli Studi di Foggia le ha conferito la laurea magistrale honoris causa in Progettista e dirigente dei servizi educativi e formativi.

Due anni dopo le viene assegnato il premio Alabarda d'Oro per la letteratura.

Alla fine degli anni Ottanta, gira per la Rai Raccontare Palermo, andato in onda su Rai3, in cui la scrittrice incontra, in giro per la città, vari esponenti della cultura siciliana quali Mimmo Cuticchio, regista e attore teatrale, erede della tradizione dell’Opera dei Pupi e dei cuntisti siciliani, e Giovanni de Simone.

Venerdì 11 novembre 2016, a Palazzo Sant’Elia a Palermo, ha inaugurato con le sorelle la  Mostra Topazia Alliata. Una vita per l’arte, prima retrospettiva italiana sull’opera della madre Topazia Alliata, pittrice e gallerista, scomparsa nel 2015 all’età di centodue anni.

In questa occasione ha dichiarato: “Questa per me è la vera festa, quella con i quadri dipinti da mia madre. Dei compleanni e delle date obbligate mi è sempre importato poco”.

La sera di sabato 19 novembre 2016 a Dacia Maraini verrà consegnato il Premio Manzoni alla Carriera in una cerimonia che si terrà, come di consueto, al Teatro della Società di Lecco.

“Una donna che ha fatto e scritto la storia, una testimone dei suoi tempi”, l’ha definita Stefano Motta, romanziere, saggista e membro della giuria.

 

Pubblicato in Editoria

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da oltre quindici anni, ha lavorato come battitore e segretario di produzione per un documentario su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore e con la Dino Audino Editore. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e collaboratore alle vendite in occasione di presentazioni, incontri, dibattiti e fiere librarie.

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