Auguri a Raffaele La Capria. Il Premio Strega '61 compie 94 anni

Raffaele La Capria negli anni Sessanta Raffaele La Capria negli anni Sessanta foto Carlo Riccardi
Raffaele La Capria il 3 ottobre 2016 ha compiuto novantaquattro anni.

Nato a Napoli nel 1922, dopo la laurea in Giurisprudenza (1947) all’Università di Napoli e, dopo aver soggiornato in Francia, in Inghilterra e negli Stati Uniti, nel ’50 si trasferisce a Roma.

Nel ’52 esordisce nella narrativa con il romanzo Un giorno d’impazienza (Bompiani, Milano 1952; poi Mondadori, Milano 1987).

Nel ’57 frequenta il prestigioso Harvard International Seminar of Literature.

A partire dagli anni Cinquanta scrive sulle pagine culturale del “Corriere della Sera” e realizza radiodrammi per la Rai.

Nel ’61 vince il Premio Strega con Ferito a morte (Bompiani, Milano 1961; poi Mondadori, Milano 1984; Utet, Milano 2005), il suo secondo libro, che, per un solo voto, batte Delitto d’onore di Giovanni Arpino (futuro Premio Strega 1964 con L’ombra delle colline) e Ballata levantina di Fausta Cialente e, per pochi altri voti, Le voci della sera di Natalia Ginzburg (Premio Strega 1963 con Lessico famigliare).

All’inizio degli anni Ottanta ha raccolto i tre libri Un giorno d’impazienza, Ferito a morte e Amore e psiche (Bompiani, Milano 1973) nel volume Tre romanzi di una giornata (Einaudi, Torino 1982).

Dal ’90 è co-direttore della rivista letteraria “Nuovi argomenti”.

Nel corso della sua lunga carriera Raffaele La Capria ha pubblicato oltre venti libri. Ricordiamo i saggi False partenze: frammenti per una biografia letteraria (Bompiani, Milano 1974; poi Mondadori, Milano 1995), e Il sentimento della letteratura (Mondadori, Milano 1997), il racconto Colapesce: favola italiana raccontata da (Mondadori, Milano 1974; poi Colonnese, 1998; Drago, 2008), le raccolte di racconti Fiori giapponesi: cinquantacinque pezzi facili (Bompiani, Milano 1979; poi Mondadori, Milano 1989; BUR, Milano 2009), La neve del Vesuvio (Mondadori, Milano 1988), con cui vince il Premio Grinzane Cavour, e L’estro quotidiano (Mondadori, Milano 2005), con cui vince il Premio Viareggio, le raccolte di scritti civili La mosca nella bottiglia: elogio del senso comune (Rizzoli, Milano 1996), Lo stile dell’anatra (Mondadori, Milano 2001; poi BUR, Milano 2012) e La bellezza di Roma (Mondadori, Milano 2014), la sua autobiografia, intitolata Cinquant’anni di false partenze ovvero l’apprendista scrittore (Minimum Fax, Roma 2002), con introduzione di Raffaele Manica e un omaggio di Alfonso Berardinelli, Caro Goffredo (Minimum Fax, Roma 2005), dedicato all’amico Goffredo Parise (1929-1986), Premio Strega 1982 con Sillabario n.2.

Nel 2003 tutte le sue opere scritte fino a quell’anno vengono pubblicate in un volume della collana Mondadori “I Meridiani”, a cura di Silvio Perrella. Un’altra edizione (anch’essa con “I Meridiani” Mondadori), riveduta e aggiornata, verrà pubblicata in due volumi dodici anni dopo, nel 2015. 

Nel 2001 riceve il Premio Campiello alla Carriera e, l’anno seguente, il Premio Chiara (anch’esso alla Carriera).

Nel 2011 gli viene conferito il Premio Alabarda d’Oro alla Carriera per la Letteratura e, l’anno seguente il Premio Brancati.

Inoltre, impossibile non ricordare la sua intensa attività di traduttore (ha tradotto opere teatrali di autori quali Jean Cocteau, Thomas S. Eliot, George Orwell, Jean-Paul Sartre, e scritto l’introduzione o la prefazione di opere di Damiano Damiani, Eduardo De Filippo, Predrag Matvejevic, Stefano Di Michele, Giosetta Fioroni, Antonio Ghirelli, Giuseppe Patroni Griffi, Ruggero Guarini, Randall Morgan, Furio Sampoli, Ignazio Silone, Stendhal, Sandro Veronesi), e quella per il cinema, per cui ha lavorato come cosceneggiatore di film quali Racconti dell’Italia di ieri (1961) di Gilberto Tofano, Leoni al sole (1961) di Vittorio Caprioli, La finestra (1962) di Silverio Blasi, in cui lavora insieme a Mario Soldati, Le mani sulla città (1963) di Francesco Rosi (cosceneggiatore insieme a Enzo Forcella), interpretato da Rod Steiger, C’era una volta… (1967), anch’esso diretto da Francesco Rosi, Senza sapere niente di lei (1969) di Luigi Comencini, Uomini contro (1970) di Francesco Rosi, interpretato da Gian Maria Volonté, Identikit (1974) di Giuseppe Patroni Griffi, Cristo si è fermato a Eboli (1979) di Francesco Rosi, tratto dall’omonimo libro di Carlo Levi e interpretato da Gian Maria Volonté, Sabato, domenica e lunedì (1990) di Lina Wertmuller, Una questione privata (1991) di Alberto Negrin, Diario napoletano (1992) di Francesco Rosi, Ferdinando e Carolina (1998) di Lina Wertmuller.

Alcune foto di Raffaele la Capria sono ammirabili nella mostra Vita da Strega, curata dall’Archivio Fotografico Riccardi e formata da cinquanta scatti del grande fotografo Carlo Riccardi - il quale, il 3 ottobre 2016, ha compiuto novant’anni - degli anni compresi fra il ’57 ed il ’71, in quindici differenti edizioni del Premio Strega.

Nelle foto della mostra, ospitata dalla Biblioteca Rispoli a Roma - piazza Grazioli 4, a pochi passi da piazza Venezia - dal 7 al 30 luglio 2016, troviamo autori e autrici quali Elsa Morante (Premio Strega 1957 con L’isola di Arturo), Dino Buzzati (Premio Strega 1958 con Sessanta racconti, Giuseppe Tomasi di Lampedusa (Il Gattopardo - 1959 - da cui, quattro anni dopo, verrà tratto l’omonimo film di Luchino Visconti interpretato d Burt Lancaster, Claudia Cardinale, Alain Delon, Paolo Stoppa, Serge Reggiani, Romolo Valli, Rina Morelli, Mario Girotti - non ancora Terence Hill - e Ottavia Piccolo), Carlo Cassola (La ragazza di Bube - 1960 - da cui, tre anni dopo, verrà tratto l’omonimo film di Luigi Comencini interpretato da Claudia Cardinale e George Chakiris), Mario Tobino (Il clandestino - 1962), i già citati Natalia Ginzburg e Giovanni Arpino, Paolo Volponi (Premio Strega 1965 con La macchina mondiale), Michele Prisco (Una spirale di nebbia - 1966), Anna Maria Ortese (Poveri e semplici - 1967), Alberto Bevilacqua (L’occhio del gatto - 1968), Lalla Romano (Le parole tra noi leggere - 1969), Guido Piovene (Premio Strega 1970 con Le stelle fredde), Raffaele Brignetti (Premio Strega 1971 con La spiaggia d’oro).

Vita da Strega è anche un libro, presentato in anteprima nel corso dell’inaugurazione della mostra e intitolato Gli anni d’oro del Premio Strega - Racconto fotografico di Carlo Riccardi (Edizioni Ponte Sisto, Roma 2016). Il volume, a cura di Maurizio Riccardi e Giovanni Currado, raccoglie una selezione di oltre novanta foto - una più ampia sintesi della raccolta presente all’interno dell’Archivio Riccardi - e si conclude con un commento di Stefano Petrocchi, direttore della Fondazione Maria e Goffredo Bellonci.

Il 21 luglio 2016 la mostra è stata visitata dallo stesso Raffaele La Capria (accompagnato da Stefano Petrocchi) in qualità di “ospite d’onore” il quale, ammirando le foto di Carlo Riccardi e ricordando epoche ormai lontane, ha affermato: “Guardando queste fotografie, che sono tutte molto belle anche come qualità tecnica, mi sono ritrovato nel mio tempo. Anzi, nel mio tempo più felice: quello della mia giovinezza, quando vinsi il Premio Strega e quando la vita mi appariva come appare a un giovane di trent’anni. Quindi visitare questa mostra  è stato per me un viaggio nel passato. Le sento tutte molto vicine, quasi come se anch’io potessi entrare in una di queste foto. Anzi ci sono!"

 

Pubblicato in Editoria

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da oltre quindici anni, ha lavorato come battitore e segretario di produzione per un documentario su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore e con la Dino Audino Editore. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e collaboratore alle vendite in occasione di presentazioni, incontri, dibattiti e fiere librarie.

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