Avere ragione di Adelino Cattani

Avere ragione di Adelino Cattani
In libreria da ottobre 2019 il libro di Adelino Cattani “Avere ragione. Piccolo manuale di retorica dialogica” (Dino Audino Editore)

«“Quello è colpevole. È chiaro come la luce del sole”, dice uno dei personaggi di La parola ai giurati di Sidney Lumet. Il film è la cronistoria di un processo di deliberazione e di un dialogo di persuasione. Si parte da una situazione di verdetto scontato: ogni indizio sembra incolpare un ragazzo portoricano di aver ucciso il padre a coltellate dopo un litigio. Ci sono due testimoni, l’arma del delitto è inconfondibile e il giovane non ha alibi. Per di più, c’è un movente: i pregressi dissidi col padre. Di conseguenza, la votazione iniziale, non preceduta da alcuna discussione, vede il ragazzo colpevole per undici giurati su dodici. Il giurato contrario, l’architetto interpretato da Henry Fonda, vuole tuttavia vederci chiaro e invita gli altri a pensarci un po’ prima di mandare a morte il ragazzo. Li esorta a riconsiderare i fatti, a porre in evidenza i dubbi e le incongruenze delle versioni; in sintesi, inizia un’opera di convincimento che lo porterà a capovolgere l’esito del processo. Come ha fatto il giurato contrario a convincere gli altri undici che nessuna prova è inconfutabile, arrivando addirittura a rovesciare le loro convinzioni di partenza? Tecnica, verrebbe da rispondere. Sì, perché l’opera di convincimento dell’architetto non è da considerarsi frutto del caso. Al contrario, si tratta di un’eccellente prova di abilità che può essere assunta come modello di oratoria: modi pacati; capacità di ascoltare e considerare il punto di vista degli altri, di formulare domande non banali ma idonee a sollevare ulteriori riflessioni e ragionamenti; abilità persuasive che non forzano l’interlocutore, anzi, gli danno socraticamente l’impressione che sia lui stesso ad arrivare alla conclusione quando, in realtà, è stato sapientemente guidato. Ed è proprio grazie a queste tecniche che l’architetto riesce a ribaltare le convinzioni degli altri giurati e dimostra come dei fatti che sembravano inconfutabili sono invece fragili, incerti, inconsistenti. Uno strumento non banale la retorica, quindi. Uno strumento che, soprattutto i professionisti della parola (giuristi, avvocati, professori, giornalisti) devono possedere per eccellere nella propria disciplina. La pensa così Adelino Cattani, docente di Teoria dell’argomentazione all’Università di Padova, che ha scritto Avere ragione proprio per recuperare il metodo del dibattito argomentativo e, attraverso questo recupero, restituire al discorso la necessaria importanza e all’oratore il piacere di conversare. Il libro dallo stile asciutto e lineare ripercorre, analizza e spiega tutte le tappe fondamentali del dibattito argomentativo e regolamentato, fornendoci le tecniche che ci permettono di padroneggiarlo al meglio. Proprio come fa Henry Fonda in La parola ai giurati, film che è preso in esame da Cattani in un capitolo specifico, dove si evidenziano i molti pregi ma anche qualche imperfezione dell’azione persuasiva dell’architetto. Avere ragione è un testo necessario ai professionisti della parola che vogliono migliorare le proprie capacità retoriche, ma può rivelarsi un’interessante scoperta anche per i non addetti ai lavori incuriositi dalla possibilità di migliorare l’esposizione delle proprie idee. Perché difendere le proprie convinzioni è un diritto e un dovere, specialmente di fronte a chi ci contesta» (Simone Carucci)

Twelve Angry Men (La parola ai giurati - 1957) di Sidney Lumet (sceneggiatura: Reginald Rose, tratta dal suo dramma televisivo omonimo del ’54; fotografia: Boris Kaufman; musiche: Kenyon Hopkins; montaggio: Carl Lerner; scenografia: Robert Markell; interpreti: Henry Fonda - giurato numero otto -, Lee J. Cobb - Giurato numero tre -, Martin Balsam - numero uno, il presidente della giuria -, John Fiedler - numero due -, E. G. Marshall - numero quattro -, Jack Klugman - numero cinque , Ed Binns - numero sei -, Jack Warden - numero sette -, Joseph Sweeney - numero nove -, Ed Begley - numero dieci -, George Voskovec - numero undici -, Robert Webber - numero dodici -, Rudy Bond - il giudice -, John Savoca - il ragazzo imputato -; produzione: Henry Fonda e Reginald Rose per Orion Nova Productions; durata: 94’; prima proiezione pubblica: 1° aprile 1957) è giustamente considerato (insieme a Testimone d’accusa di Billy Wilder, Anatomia di un omicidio di Otto Preminger, Vincitori e vinti di Stanley Kramer, al bellissimo Il buio oltre la siepe di Robert Mulligan - tratto dal libro omonimo di Harper Lee, Premio Pulitzer nel ’60 - e Il verdetto dello stesso S. Lumet) come uno fra i migliori Courtroom Dramas americani mai realizzati.  

«Validità logica ed efficacia persuasiva sono due qualità distinte. Un discorso può essere logicamente corretto senza essere retoricamente efficace». «La disputa è caratteristica della nostra tradizione. A dispetto di ciò, da noi mancano oggi quasi del tutto una cultura e una letteratura di formazione al dibattito». «Abbiamo spesso la sensazione che chi ascolta sia in balia di chi parla. Il potere d’incantamento del discorso, persuasivo o sofistico, sembra deplorevole e censurabile, ma tale potere diventa meno fatale e la situazione si fa meno drammatica se si tiene conto che lo stesso potere è disponibile all’uso di entrambi gli interlocutori» (Adelino Cattani, Avere ragione. Piccolo manuale di retorica dialogica, Dino Audino Editore, Roma 2019)

«Difendere le nostre idee è un diritto e un dovere, specialmente di fronte a chi ci contesta». Ma è possibile dissentire senza litigare? E soprattutto: si può insegnare e imparare a discutere? Il libro sostiene di sì, offrendo illustrazioni di argomentazioni logicamente convincenti e persuasivamente efficaci ed esempi di come non si discute. Nonostante il dibattito abbia un peso considerevole nella vita di ognuno (soprattutto in un’epoca come la nostra, sempre più pluralistica e controversiale), nessuno ce ne ha mai insegnato le regole, né tantomeno le tecniche. Eppure queste esistono, ed è solo conoscendole che potremo imparare a replicare in maniera logica, argomentata ed efficace. E con il giusto rispetto nei confronti dell’altro. Il libro è destinato a chiunque voglia - o debba - difendere le proprie idee in modo polemicamente cooperativo e creativamente disciplinato; a chi vuole esercitarsi nel gioco dialettico; agli studenti che devono affrontare il “tema argomentativo” e anche a chi intende allenarsi per le Olimpiadi scolastiche di debate. L’obiettivo fondamentale è quello di recuperare il metodo e lo spirito del dibattito argomentato e regolamentato. Oltre che, ovviamente, il piacere vero e proprio di discutere.

Adelino Cattani è docente di Teoria dell’argomentazione all’Università di Padova. Ha ideato e conduce dal 2006 una Palestra di Botta e Risposta in forma di tornei regionali e nazionali di dibattito argomentato e regolamentato ed è presidente dell’Associazione per una Cultura e la Promozione del Dibattito (ACPD). È autore di monografie - tradotte anche in spagnolo ed in cinese - e di saggi su pragmatica del linguaggio, rapporto fra logica e retorica, fallacie, versatilità linguistica, regole e mosse del “botta e risposta”.

Avere ragione. Piccolo manuale di retorica dialogica, pubblicato da Dino Audino Editore (Roma) nella collana “Manuali di Script”, è disponibile in libreria e online da ottobre 2019.

 

Pubblicato in Editoria

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da oltre quindici anni, ha lavorato come battitore e segretario di produzione per un documentario su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore e con la Dino Audino Editore. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e collaboratore alle vendite in occasione di presentazioni, incontri, dibattiti e fiere librarie.

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