“Birra scura e cipolle dolci” di John Cheever

"Birra scura e cipolle dolci" di John Cheever "Birra scura e cipolle dolci" di John Cheever
In libreria da ottobre 2017 il libro di John Cheever “Birra scura e cipolle dolci” (Racconti Edizioni).

«Leggere Cheever mi fa sentire come se facessi parte di un mondo d’improvviso interessante, di un paradiso, o perlomeno di un mondo che paradiso lo è stato o potrebbe esserlo» (John Updike)

«Cheever è il Cechov dei sobborghi» (Elmore Leonard)

«Chi conosce e ama i racconti di Cheever conosce il fascino della stringatezza, l’incanto della sospensione. Una sobrietà che deplora svolte melodrammatiche, e si comprime in una feroce essenzialità. C’è un’intensità quasi insostenibile in ogni riga di Cheever. Un’intensità che potrebbe essere la causa della sua sofferenza privata e del suo pubblico successo» (Alessandro Piperno)

John Cheever scrive questi racconti quando ha meno di trent’anni. Si tratta di short stories piene di idealismo e della sua necessaria scia di disillusione, giovanili e nello stesso tempo di uno scrittore già formato e superlativo, inizialmente pubblicate su riviste di sinistra con tirature più che limitate e poi, a poco a poco, su riviste sempre più alla moda come «Cosmopolitan» e «Collier’s». Non siamo ancora alle cronache minute di ciò che avviene dietro i prati perfettamente falciati e le staccionate imbiancate di fresco, bensì fra commessi viaggiatori al tramonto dei loro giorni di gloria e marxisti puritani che osservano gli altri bere e divertirsi mentre loro immaginano un’umanità nuova. Il lettore per la rivincita di una spogliarellista non più giovane e subito dopo assistiamo ai numerosi piccoli fallimenti di giocatori d’azzardo sempre alla ricerca di un'ultima opportunità, di un cavallo finalmente vincente e di una felicità mai raggiunta e sempre inseguita con la caparbietà di un cavallo baio adombrato. È l'onda lunga della Grande depressione post 1929, un’America che va imparando il gustodella nostalgia per un’epoca mai vissuta ed un’innocenza tutta da perdere. John Cheever abbraccia grazia e peccato, operando fra case sfitte, inquilini che non pagano la pigione e torchi fermi da troppe stagioni. E così il lettore incontra zingari ubriaconi travestiti da pellerossa e cameriere disposte ad ogni tipo di sgambetto pur di tenersi strette il lavoro e la dignità. Incontri che, come scrive Christian Raimo nell'introduzione, ci ricordano «perché vale la pena leggere».

John Cheever (Quincy - Massachussetts -, 1912 - Ossining - Stato di New York -, 1982) è considerato uno dei maestri della short story. Ad affermarlo sono stati scrittori del calibro di Ernest Hemingway, John Updike, Rick Moody, Dave Eggers, David Foster Wallace. Cheever è autore di sette raccolte di racconti e di cinque romanzi. Nel 1958 The Wapshot Chronicle (pubblicato nel 2004 da Fandango con il titolo Gli Wapshot), il suo primo libro, riceve il National Book Award.  Nel ’65 Lo scandalo Wapshot, pubblicato da Fandango nel 2005, riceve la William Dean Howells Gold Medal per la fiction dalla National Academy of Arts and Letters. Una selezione di sessantuno racconti confluisce in The Stories of John Cheever (sono già uscite le raccolte Il nuotatoreBallataOh città dei sogni infranti!Il rumore della pioggia a Roma, e Racconti italiani, tutte pubblicate da Fandango), che nel 1978 vince il National Book Critics Circle Award ed il Premio Pulitzer. Del 2011 è Tredici racconti (Fandango). Nel 2012 Feltrinelli pubblica Una specie di solitudine, che raccoglie i diari dello scrittore.

Birra scura e cipolle dolci di John Cheever, pubblicato da Racconti Edizioni (Roma), la prima (e finora l’unica) casa editrice italiana a pubblicare solo short stories (ricordiamo Famiglie ombra di Mia Alvar, Fantasie di stupro di Margaret Atwood, Stamattina stasera troppo presto di James Baldwin, Sono il guardiano del faro di Eric Faye, Albero di carne di Stephen Graham Jones, Dal tuo terrazzo di vede casa mia di Elvis Malaj, semifinalista al Premio Strega 2018, Lezioni di nuoto di Rohinton Mistry, Appunti da un bordello turco di Philip O Ceallaigh, Il vizio di smettere di Michele Orti Manara, Bere caffè da un'altra parte di ZZ Packer, Non chiamarmi col mio nome di James Purdy, Karma clown. Dispacci da una nazione iperreale di Altaf Tyrewala, Viviamo in acqua di Jess Walter, Una coltre di verde di Eudora Welty, Oggetti solidi. Tutti i racconti e altre prose di Virginia Woolf), traduzione di L. G. Luccone, illustrazioni di O. Gabos, è disponibile in libreria e online da ottobre 2017.

 

Pubblicato in Editoria

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da oltre quindici anni, ha lavorato come battitore e segretario di produzione per un documentario su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore e con la Dino Audino Editore. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e collaboratore alle vendite in occasione di presentazioni, incontri, dibattiti e fiere librarie.


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