Combook: come comunicare con i social network

In libreria, la nuova edizione di Combook, scritto da Salvo Guglielmino e Andrea Benvenuti, su come comunicare con i social network. Ma in Italia il modello  Obama è ancora lontano

In libreria, la nuova edizione di Combook, scritto da Salvo Guglielmino e Andrea Benvenuti, su come comunicare con i social network. Ma in Italia il modello  Obama è ancora lontano

combook

Si chiamano “influenzer”. Il successo di Beppe Grillo e del suo movimento sarebbe da ascrivere a dieci eminenze grigie con un “indice Klout” superiore a 75, cioè in grado di condizionare oltre 100 mila utenti di internet. Klout è un servizio di social network che valuta l’influenza degli utenti attraverso il Klout score: un indice numerico che è legato ai “like” che ricevono i propri post su Facebook o ai retweet.  E’ una delle notizie più curiose contenute nella seconda edizione del volume “Combook. Come comunicare con il social network” (Centro di documentazione giornalistica, pagg. 248 con la prefazione di Sergio Rizzo ) scritto a due mani da due giornalisti, Salvo Guglielmino e Andrea Benvenuti, che da anni si occupano di comunicazione e new media.

Dopo aver esaurito la prima tiratura in tempi record, Combook torna ora in libreria con un’ampia rassegna di applicazioni e suggerimenti per comunicare e lavorare attraverso i social network, arricchita con gli strumenti più aggiornati e attuali. Da Pinterest, per condividere fotografie, immagini e video, a Xing, network professionale di ultima generazione, alle ultimissime novità. “E’ stata aggiornata anche la sezione della politica, dopo l’ultima campagna elettorale che ha visto un utilizzo massiccio dei social network da parte di tutti i candidati”, sottolinea Salvo Guglielmino che è capo ufficio stampa della Cisl e responsabile di Labor web tv. “La Rete ha avuto certamente un ruolo crescente nelle ultime elezioni politiche. Anche se in effetti il ruolo chiave lo hanno giocato ancora una volta i programmi televisivi d’informazione, mentre sul web sono rimbalzati i video delle apparizioni televisive più pregnanti, condivisi e commentati, generando ulteriori contenuti. La stessa fenomenale ascesa di Grillo ha avuto come quinta le piazze del suo tour, certo rimandate in Rete dal suo network, ma anche  per generare battute e contenuti notiziabili ripresi a man bassa da tg e talk”.  La lezione americana (dove Facebook e Twitter  sono oggi decisivi per orientare il voto)  insomma, è ancora lontana , un po’ per tutti. Con una eccezione: Matteo Renzi che sul web ha una marcia in più. “Renzi è il più Obamiano tra i leader politici italiani. La sua capacità di coinvolgere on line i suoi contatti, provocando reazioni, è superiore persino a quella di Grillo, non solo su Facebook ma soprattutto su Twitter. Renzi è anche il più bravo a creare menzioni, retweet e risposte. Ogni suo tweet genera mediamente 35 reazioni contro le 14 di Grillo o le 12 di Letta. E anche quando perde dice “ho non vinto”.  
Ma il volume di Guglielmino e Benvenuti è anche una guida pratica all’utilizzo dei social media non solo per il mondo della politica, ma soprattutto  per le imprese,il sindacato,  le associazioni, il non profit. “Secondo un sondaggio condotto annualmente negli Stati Uniti- sottolineano  i due  autori- i social media occupano un posto di primo piano sia per cerca lavoro, sia per le aziende che lo offrono. Ai candidati è richiesta una conoscenza approfondita ed una esperienza diretta delle communities on line”. Le cifre parlano chiaro: 100 milioni di iscritti a Linkedin, 35 milioni a Viadeo, 10,8 milioni a Xing. Sono questi oggi i principali siti che consentono socialità finalizzata alla carriera e ai rapporti professionali. Senza contare i nuovi portali che sfruttano queste reti al meglio: come creare il proprio profilo, come cercare le figure professionali che occorrono alle aziende, a quali gruppi iscriversi, cosa pubblicare e cosa non pubblicare. In Italia il 43 per cento delle piccole imprese, rispetto al 27 per cento delle grandi imprese, ha trovato nuovi clienti mediante i social network.  Insomma è una vera rivoluzione, un po’ per tutti. E soprattutto per i giornalisti, gli addetti stampa e gli operatori della comunicazione che devono misurarsi con le trasformazioni introdotte dalle nuove tecnologie. Se per gli utenti è sempre più semplice utilizzare i social media e il social networking, per chi si occupa di informazione le cose si stanno complicando. Le notizie, infatti, non sono più importanti solo per il loro contenuto ma anche per come si posizionano e si promuovono.
“Le notizie sono ormai conversazioni e vengono promosse se gli utenti ne parlano”, sottolinea Andrea Benvenuti, giornalista e responsabile di corsi di formazione sui nuovi strumenti del web.  “Non basta più essere nelle top rating di google perché molto del flusso e del traffico rimane all'interno dei social network. Tant'è che Twitter e Facebook per primi stanno perfezionando motori di ricerca interni ai loro social. Conoscere il funzionamento delle reti e dei social network sarà sempre più indispensabile per le testate giornalistiche, le aziende e le organizzazioni sociali.
E' un work in progress continuo. Non rimanere aggiornati e non saper scegliere gli strumenti per una corretta strategia di comunicazione penalizzerà i buoni propositi e l'utilità delle informazioni.”

 

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