Costantino D’Orazio presenta Vite di artiste eccellenti al CineVillage Parco Talenti

Costantino D’Orazio presenta Vite di artiste eccellenti al CineVillage Parco Talenti foto Francesco Toiati
È stato presentato lunedì 2 agosto 2021 al CineVillage Parco Talenti - via Arrigo Cajumi, angolo via Ugo Ojetti - nell’ambito della rassegna LibriCineVillage il libro di Costantino D’Orazio “Vite di artiste eccellenti” (Laterza).

«Voglio dire, cos’è una donna? Ve lo assicuro, non lo so. Non credo proprio che voi lo sappiate. Non credo assolutamente che qualcuno possa saperlo finché lei non si sia espressa in tutte le sue arti e professioni disponibili alle capacità umane» (Virginia Woolf, Professions for Women, 1931)

«Nel 1971, mentre infuria la lotta femminista, in un celebre saggio che ha segnato il dibattito più recente sul ruolo delle donne nella storia dell’arte, Linda Nochlin si chiede perché non sia mai esistita un’artista che abbia saputo eguagliare la grandezza di Michelangelo, la forza di Caravaggio o il genio di Raffaello. In un’epoca in cui gli studi di genere non avevano raggiunto i risultati odierni e quasi nessuno storico si era ancora dedicato a setacciare gli archivi per restituire alle donne il ruolo e l’influenza che hanno realmente esercitato nella pittura e nella scultura, la studiosa giunge alla conclusione che gran parte della responsabilità sia da attribuire ai maschi. Sono loro ad aver ostacolato, mortificato e temuto il talento femminile. Preoccupati che una donna prendesse il sopravvento, assumesse il controllo della situazione e dimostrasse che ogni cosa le riusciva meglio, gli uomini hanno fatto credere che le rappresentanti del sesso femminile fossero nate sotto una cattiva stella […], col solo scopo di impedir loro per secoli l’affermazione nel campo della scienza, della politica e dell’arte. Quante volte, ancora oggi, ci tocca sentir ripetere espressioni del tipo “è la prima volta a...”, “per la prima volta una donna…”, “non è mai successo che una donna...”? Significa che sono ancora tante le imprese che non è stato loro concesso di compiere nel corso del tempo ed è quindi normale stupirci che accada. Fa notizia. Tutto abbastanza prevedibile, se pensiamo al ritardo col quale le donne hanno acquisito alcuni diritti fondamentali: in Italia sono state ammesse al voto solo quasi ottant’anni fa. Chissà come sarebbe andato il referendum tra monarchia e repubblica nel 1946 senza il contributo delle elettrici. Si trattava della seconda occasione in cui si esercitava il suffragio femminile nel nostro Paese. In altre nazioni è andata anche peggio. Pensiamo alla Svizzera, dove le donne votano soltanto nel 1971 e nel piccolo Cantone Appenzello Interno addirittura dal 1990. Non basterebbe un intero volume per elencare i casi della tardata assegnazione di responsabilità pubbliche alle donne [...]. Il lettissimo The Family Monitor and Domestic Guide di Sarah Stickney Ellis, manuale di vita domestica pubblicato nel 1848 e molto popolare sia negli Stati Uniti che in Inghilterra, esortava le donne a non farsi irretire dalla smania di voler primeggiare. […] Al massimo, secondo la Ellis, una donna può dedicarsi al disegno, che è pratica facile, si può interrompere in ogni momento quando occorre occuparsi delle faccende di casa ed è congeniale a distrarre dai propri crucci e a mantenere quel buonumore che rientra tra i doveri sociali e domestici di una donna. Con testi di tale portata tra le mani delle ragazze, quale speranza poteva esserci di veder eccellere il talento femminile nella pittura e nell’architettura? Eppure, la fine dell’Ottocento, con l’esordio delle istanze femministe e l’arrivo sulla scena di donne particolarmente forti, segna un giro di boa e l’inizio di un percorso di emancipazione inarrestabile. Alcuni appassionati di storia sociale dell’arte connettono questa rivoluzione anche al fatto che proprio in quegli anni si sia allargato il mercato della pittura «da salotto», quella richiesta dai borghesi, sempre più in grado di spendere denaro nell’acquisto di beni effimeri, come quadri da appendere alle pareti: proprio quei soggetti in cui le donne avevano raggiunto un livello d’eccellenza negli ultimi due secoli. Ma in ambito pubblico dovranno ancora passare decenni perché le artiste vengano ammesse nelle sedi istituzionali e nei musei o addirittura invitate a lasciare il proprio segno nelle città. Nell’estate del 2019 il Baltimore Museum of Art, nel Maryland, ha annunciato la decisione di compiere un “doveroso passo avanti contro una vergogna su scala mondiale”, quella che ha relegato le artiste nei depositi dei magazzini dei grandi musei lasciando terreno libero all’esaltazione del genio dei loro colleghi maschi: l’istituzione si è impegnata a dedicare la programmazione del 2020 solo a mostre di artiste e a concentrare le nuove acquisizioni solo su opere realizzate da donne, investendo una cifra di oltre due milioni e mezzo di dollari. Avranno avuto l’imbarazzo della scelta, perché esistono ancora tanti capolavori dimenticati, nascosti nelle collezioni private e apprezzati solo dai veri cultori della questione di genere. L’arte delle artiste è un territorio a tratti inesplorato, relegato alla curiosità di (ancora) pochi studiosi e studiose che hanno abbracciato la missione di restituire loro il maltolto, la fama e il riconoscimento che da tempo avrebbero meritato. Vite di artiste eccellenti va in questa direzione e ha l’ambizione di poter contribuire a una maggiore conoscenza dell’orizzonte delle artiste, senza la pretesa di essere esaustivo. Riecheggiando il celebre catalogo che Giorgio Vasari pubblica a metà del Cinquecento - Le vite de’ più eccellenti pittori, scultori, e architettori -, sono oltre sessanta le donne raccontate in questo volume: come un ventaglio, il loro numero si allarga sempre di più col passare dei secoli. Aumentano i nomi, così come le assenze, in un sistema di selezione inevitabile che ha determinato per chi scrive un frustrante imbarazzo nella scelta. Più che la descrizione delle loro opere, di pagina in pagina si dipanano le vite delle artiste. Esistenze che riservano successi e dolori, perdite e vittorie, grandi esiti e frustranti fallimenti, come accade nell’esperienza di tanti artisti uomini. Perché, a guardarlo da vicino, il talento delle artiste non è poi così diverso da quello degli artisti. È soprattutto una questione di opportunità» (Costantino D’Orazio, Introduzione a Vite di artiste eccellenti, Laterza, Bari-Roma, 2021)

«Negli anni Ottanta del Novecento l’avventura delle artiste prende una piega davvero inaspettata, se si considerano tutte le difficoltà che le donne hanno dovuto superare per emergere nel corso della storia. Il numero delle donne che producono opere d’arte aumenta in maniera esponenziale, l’attenzione del mercato e dei musei si fa sempre più accesa e raccontarne il lavoro in un capitolo di un libro diventa non solo riduttivo, ma anche poco rispettoso. Per questo le artiste degli ultimi anni meritano un volume autonomo, dedicato alla loro capacità originale e del tutto inedita di interpretare il nostro tempo. Sono donne che si sentono eredi di una tradizione forte e combattiva, persone che si sono affermate per l’intensità del proprio lavoro e l’originalità dello sguardo. Sono a pieno titolo artefici della piega sempre più concettuale ed eclettica assunta dall’arte contemporanea, non più ristrette a ricerche in solitaria, spesso derivate dai loro drammi personali, o a dover contare solo su incontri casuali con i colleghi e le colleghe. Sono artiste che sperimentano tanti linguaggi: dalla performance alla pittura, dall’installazione al video, fino alla scultura, tecnica per secoli lontana dal mondo femminile. Le artiste sono una componente fondamentale della cultura contemporanea, sono talmente protagoniste da rendere anche ridicolo il ricorso alle quote rosa nell’arte. Sono il risultato di una storia millenaria a cui questo libro tenta di restituire il prestigio e il ruolo che meritano, perché l’arte di oggi, libera e visionaria, deve molto anche alle artiste che nei secoli hanno lasciato un segno profondo nel nostro immaginario. Raccontarlo non è mai abbastanza».

Dopo Dacia Maraini - la quale, lo scorso 28 giugno, ha presentato il suo Una rivoluzione gentile. Riflessioni su un Paese che cambia (Rizzoli) -, Aldo Cazzullo - Le italiane. Il Paese salvato dalle donne (Solferino), presentato il 5 luglio -, Gianrico Carofiglio - La disciplina di Penelope (Mondadori), presentato il 12 luglio -, Filippo La Porta - Come un raggio nell’acqua. Dante e la relazione con l’altro (Salerno Editore), presentato il 19 luglio - e Mario Tozzi - Uno scomodo equilibrio. Uomini, virus, pandemie (Mondadori), presentato il 26 luglio - Costantino D’Orazio, con la sua consueta bravura espositiva (chiara, esaustiva, dettagliata, efficace, ricca di sfumature, sottigliezze ed introspezione, ed in grado di creare grande empatia con il pubblico) ha raccontato una vera e propria Storia dell’arte al femminile, a cui moltissime donne - le loro immagini si sono susseguite nelle slides proiettate alle spalle dell’autore nel corso della presentazione -  hanno dato un contributo fondamentale.

Dall’antica Grecia ad oggi sono tante le donne che hanno dipinto, scolpito e decorato. Molte di loro sono state ingiustamente sottovalutate o ignorate, ed i loro nomi sono finiti nell’oblio. È arrivato il momento di raccontare anche un’altra Storia dell’arte.

Da Sofonisba a Artemisia, poi Tamara de Lempicka, Frida, Marina Abramović fino alle Guerilla Girls. Le loro “vite eccellenti” sono state raccontate da Costantino D’Orazio con il suo libro pubblicato da Laterza e presentato lunedì 2 agosto 2021 nella rassegna LibriCineVillage nella piazza del Parco Talenti a Roma.

Già nell’antica Grecia, come spiega C. D’Orazio nel suo libro, esistevano artiste donne, che hanno decorato palazzi e lasciato tracce del loro lavoro. Nel corso del Medioevo, considerato per lo più un periodo in cui le donne non godevano di alcun rilievo nella società, molte opere sono nate grazie alla manualità femminile, che aveva la possibilità di esprimersi soprattutto nei conventi.

Tuttavia, l’esplosione dell’arte al femminile risale al Rinascimento, quando alcune artiste sono arrivate ad occupare posti di rilievo nelle più prestigiose corti d’Europa, godendo di una fama pari a quella dei colleghi uomini. Bisognerà attendere la fine dell’Ottocento per vedere alcune artiste esporre nelle mostre accanto a pittori uomini: si tratta sovente di compagne di artisti famosi, altre volte di donne capaci di imporre la propria personalità oltre al proprio talento. Sono le apripista di un fenomeno che nel corso del Novecento diventerà inarrestabile. Le artiste firmeranno i manifesti delle avanguardie storiche e saranno sempre più protagoniste, finché nella seconda parte del secolo supereranno i propri colleghi in quanto a fama e quotazioni sul mercato. Nel suo lavoro Costantino D’Orazio rende omaggio alle numerose “eccellenti artiste”, i canoni delle quali si sono troppo spesso dimenticati.

Costantino D’Orazio (Roma, 1974) è storico dell’arte presso la Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. Curatore del Macro - Museo d’Arte Contemporanea di Roma - dal 2014 al 2017, collabora con l’Università Luiss e l’Università Link Campus. Conduce la rubrica “AR-Frammenti d’Arte” su RaiNews24 e partecipa al programma Wikiradio su Radio 3. Oltre a numerosi cataloghi di mostre, fra i suoi libri ricordiamo Le chiavi per aprire 99 luoghi segreti d’Italia (Palombi, 2011), Caravaggio segreto. I misteri nascosti nei suoi capolavori (2014), Leonardo segreto. Gli enigmi nascosti nei suoi capolavori (2014), La Roma segreta del film “La grande bellezza” (2014), Michelangelo. Io sono fuoco (2016), Raffaello segreto. Dal mistero della Fornarina alle stanze vaticane (2017), Ma liberaci dal male (2017), Leonardo svelato. I segreti nascosti nei suoi capolavori (2019) e Il mistero Van Gogh (2019), tutti pubblicati da Sperling & Kupfer, Andare per ville e palazzi (Il Mulino, 2015), Marisa e Mario Merz. Sto con quella curva di quella montagna che vedo riflessa in questo lago di vetro (Manfredi Edizioni, 2016), scritto con Federica Pirani, Mercanti di bellezza. Trenta storie di mecenati che hanno cambiato il volto dell’Italia (RaiLibri, 2017), Anish Kapoor (Manfredi Edizioni), scritto con Mario Codognato, L’arte in sei emozioni (Laterza, 2018), Bacon e Freud. Il lato oscuro di Londra (Skira, 2019), Raffaello. Il giovane favoloso (Skira, 2020), Mistero Caravaggio (Piemme, 2021).

 

Vite di artiste eccellenti di Costantino D’Orazio, pubblicato da Laterza (Bari-Roma) nella collana “I Robinson. Letture”, è disponibile in libreria e online da giugno 2021.

Le conversazioni di “LibriCineVillage” si sono svolte in un’area dedicata all'interno del Parco Talenti. L’ingresso era libero, nel pieno rispetto di tutte le norme anti Covid in vigore. Tutti gli appuntamenti sono stati alle ore 19.30, con possibilità di firmacopie. Il banco per la vendita è stato allestito dalla libreria Scuola e Cultura. L’orario degli incontri è stato coordinato con la proiezione - alle ore 21.15 - dei film del CineVillage - organizzato dall’Anec Lazio e dall’Agis - in modo tale da permetterne la visione ai presenti.

Pubblicato in Editoria

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da oltre quindici anni, ha lavorato come battitore e segretario di produzione per un documentario su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore e con la Dino Audino Editore. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e collaboratore alle vendite in occasione di presentazioni, incontri, dibattiti e fiere librarie.


 


 

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