“Dal tuo terrazzo si vede casa mia” di Elvis Malaj semifinalista al Premio Strega

“Dal tuo terrazzo si vede casa mia” di Elvis Malaj semifinalista al Premio Strega
In semifinale per il Premio Strega 2018  il libro di Elvis Malaj "Dal tuo terrazzo si vede casa mia" (Racconti edizioni).

«Maria aveva trascorso l’intera mattinata chiusa in camera, e dopo una lunga ricerca su Internat aveva scoperto di essere ancora vergine» (Elvis Malaj, Dal tuo terrazzo si vede casa mia, Racconti edizioni, Roma)

«Per quanto ci si possa sforzare, nessun italiano potrà mai scrivere questa storia. Qui c’è un mondo nuovo, qualcosa che fino a una decina di anni fa non esisteva e che solo adesso qualcuno sta iniziando a raccontare. Leggendolo, ho improvvisamente avvertito la distanza tra quanto viene scritto e pubblicato dagli “italiani da sempre” e questo racconto – e ho provato a immaginare come sarà la letteratura italiana tra venti o trent’anni, e poi ho provato a domandarmi come vorrei che fosse, e ho iniziato a sperare che le opere di Malaj non siano un caso isolato, che esista, o che inizi a formarsi, una letteratura nuova, piena di contaminazioni, dove non è diversa la lingua, o l’intenzione, o la struttura, ma la materia stessa di cui si compone». (Paolo Zardi)

Fra due case che sui vedono l’un l’altra potrebbe esserci una strada. A volte, lastricata e sicura, ma sovente tortuosa o liquida con il mare fra l’Italia e l’Albania. La via fra le sue onde è faticosa come una nuova lingua da imparare, andando e tornando, pensando una cosa e dicendone un’altra. Tuttavia non sono soltanto le parole a mutare; ad assumere nuovi significati sono i fatti stessi e le persone che troviamo sul cammino.

Sempre a metà del “guado” Elvis Malaj restituisce al lettore qualche tappa di tale percorso: due mondi, due lingue, fra noi e loro, fra me e te. Declinazioni dell’inadeguatezza, poiché a camminare in cima al bordo, per forza di cose si finisce con il barcollare e con il non corrispondere ad alcuna definizione. E così una prima volta non sarà mai abbastanza bella o abbastanza “prima”, un approccio mai abbastanza azzeccato, una battuta mai capita fino in fondo. E una metefora? Sarà o troppo astratta o presa troppo alla lettera. E a volte, per evitare il confronto, si chiederà scusa e si fuggirà via approfittando di un incidente; oppure si preferirà il silenzio fin da subito e l’incidente lo si andrà a cercare. Si indosserà una maschera per diventare le persone che noi vogliamo. Perché il confine - sfumando e facendosi a poco in poco più labile, è fra finzione e realtà.

Dal tuo terrazzo si vede casa mia rappresenta una sorta di invito a venire dall’altra parte, a scendere di casa ed a transitare in quella strada. Un’istanza di condivisione e meticciato, di sguardo altro.

Elvis Malaj (Malesi e Madhe - in Albania -, 1990) è il primo autore italiano pubblicato da Racconti edizioni. Di origini albanesi, all’età di quindici anni si trasferisce ad Alessandria con la famiglia. Attualmente vive e lavora a Padova. È stato finalista al concorso 8x8 ed ha pubblicato racconti su «Effe» e nella rassegna stampa di «Oblique».

Dal tuo terrazzo si vede casa mia, suo libro d’esordio e pubblicato da Racconti edizioni (Roma), la casa editrice nata a Roma nel 2016 da un’idea di Stefano Friani ed Emanuele Giammarco, la prima (e per ora l’unica) casa editrice italiana a pubblicare solo short stories (ricordiamo Famiglie ombra di Mia Alvar, Fantasie di stupro di Margaret Atwood, Stamattina stasera troppo presto di James Baldwin, Birra scura e cipolle dolci di John Cheever, Sono il guardiano del faro di Eric Faye, Albero di carne di Stephen Graham Jones, Lezioni di nuoto di Rohinton Mistry, Appunti da un bordello turco di Phillip O’ Ceallaigh, Il vizio di smettere di Michele Orti Manara, Bere caffè da un’altra parte di ZZ Packer, Non chiamarmi col mio nome di James Purdy, Karma Clown. Dispacci da una nazione iperreale di Altaf Tyrewala, Viviamo in acqua di Jess Walter, Una coltre di verde di Eudora Welty, e Oggetti solidi. Tutti i racconti e altre prose di Virginia Woolf), è disponibile in libreria e online da settembre 2017.

                                                         

Pubblicato in Editoria

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da oltre quindici anni, ha lavorato come battitore e segretario di produzione per un documentario su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore e con la Dino Audino Editore. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e collaboratore alle vendite in occasione di presentazioni, incontri, dibattiti e fiere librarie.

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