Filippo di Vittorio Alfieri, a cura di Stefano Locatelli e Claudio Maccari

Filippo di Vittorio Alfieri, a cura di Stefano Locatelli e Claudio Maccari
In libreria da novembre 2022 “Filippo” di Vittorio Alfieri (Dino Audino editore), a cura di Stefano Locatelli e Claudio Maccari.

Filippo, pubblicata nel 1783, è la tragedia con cui Vittorio Alfieri (Asti, 1749 - Firenze, 1803) dà avvia a quella riforma del teatro e del tragico che auspica in molti suoi scritti.

In questa edizione, per la prima volta, fuori da un’analisi tradizionale volta a mettere in luce soprattutto il valore letterario dell’opera, la tragedia alfieriana viene ricondotta ai principi drammaturgici che hanno fondato la sua composizione, convogliando l’attenzione del lettore/lettrice sul profondo rapporto che in Alfieri sussiste fra la composizione drammaturgica e il verso poetico. Viene così messo in luce come il conflitto tragico sia motore tanto delle “psicologie” dei personaggi quanto dell’azione che si svolgerà sulla scena e come la scelta di far entrare in scena il protagonista solo nel secondo atto sia sostenuta da una mirabile strutturazione della tensione drammatica. Il pubblico viene coinvolto grazie all’identificazione con Carlo e Isabella nel ruolo di vittime.

Il saggio introduttivo, firmato da Stefano Locatelli, in sinergia con l’analisi strutturale realizzata nella seconda parte del libro, mostra il Filippo di Alfieri in una prospettiva quanto mai attuale, in grado di appassionare e sovvertire ancora oggi le aspettative.

Stefano Locatelli è professore associato in Discipline dello spettacolo presso la Sapienza Università di Roma, dove insegna Storia del teatro e Drammaturgia. Ha dedicato vari studi al teatro italiano del XVIII secolo, occupandosi in particolare di editoria teatrale e dell’edizione critica della Merope di Scipione Maffei. Insieme a Andrea Minuz dirige la collana “Drama. Classici della Drammaturgia” per Dino Audino editore.

Claudio Maccari, Laureato in Lettere all’Università di Roma Sapienza, ha frequentato il XII corso Script -Rai (2009) per sceneggiatori e collabora con la Fondazione Centro Studi Alfieriani di Asti. È docente in un liceo di Roma e dirige un centro per l’assistenza allo studio. Ha pubblicato Costruire una narrazione (Dino Audino editore, 2013), scritto con Luigi Forlai e Formattare una sceneggiatura (Dino Audino editore, 2017), scritto con Annalisa Elba e Roberto Moliterni.

 

Filippo di Vittorio Alfieri, testo completo e analisi drammaturgica, a cura di Stefano Locatelli e Claudio Maccari, pubblicato da Dino Audino editore (Roma) nella collana “Drama. Classici della Drammaturgia” (collana frutto della collaborazione con Writers Guild Italia, il sindacato degli sceneggiatori italiani), è disponibile in libreria e online da novembre 2022.

 

La collana "Drama. Classici della Drammaturgia"

Una nuova collana, in collaborazione con WGI, diretta da Stefano Locatelli e Andrea Minuz. Ogni libro, nato dalla collaborazione fra drammaturghi, sceneggiatori e studiosi universitari, propone analisi di testi teatrali, film, serie tv pensate per la didattica e la formazione, ma rivolte a chiunque sia interessato a comprendere i processi della scrittura drammatica. Verranno scelte quelle opere esemplari per la loro forza di scrittura: “classici”, appunto, che hanno fissato o ridisegnato un canone, un genere, una tendenza, uno stile, dando vita a storie, personaggi e dialoghi memorabili.

"Drama. Classici della drammaturgia" propone analisi di testi teatrali, film, serie tv pensate per la didattica e la formazione, ma rivolte a chiunque è interessato a comprendere i processi della scrittura drammatica. Ogni volume, di taglio monografico, ricostruisce in dettaglio i meccanismi di un testo teatrale o di uno script, unendo la prospettiva di drammaturghi e sceneggiatori con quella degli studiosi universitari, chiamati a collaborare insieme nelle analisi. Un aspetto che rende la collana decisamente unica nel panorama editoriale italiano.

I volumi sono composti da un saggio introduttivo, affidato a uno studioso, che presenta e ricostruisce il contesto storico-produttivo, seguito poi da un’analisi affidata a un drammaturgo o uno sceneggiatore. La scelta ricadrà su quelle opere esemplari per la loro forza di scrittura: “classici”, appunto, che hanno fissato o ridisegnato un canone, un genere, una tendenza, uno stile, dando vita a storie, personaggi e dialoghi memorabili.

La collana, progettata da Dino Audino in collaborazione con WGI (il sindacato degli sceneggiatori italiani), ha origine dalla rivista «Script», che all’inizio degli anni Novanta ha riportato all’attenzione in Italia il dibattito sulle strutture narrative e drammaturgiche e, con il corso Script/Rai, dal 1997 ne ha fatto oggetto di un Corso di formazione per sceneggiatori durato un quindicennio.

L’iniziativa risponde a varie esigenze. Anzitutto, l’idea di tenere insieme due serie di volumi (una dedicata al teatro, l’altra al cinema e alla serialità) viene dalla convinzione che Tre sorelle o Desperate Housewives, un film di genere hollywoodiano o un film d’autore o un testo di Shakespeare, pur avendo un peso culturale diverso e logiche diverse di scrittura, si reggano su meccanismi drammaturgici comuni: la definizione di una trama, la costruzione e la trasformazione di personaggi, ambienti, dialoghi. È intorno a questi meccanismi che si concentrano le analisi. Nel caso dei volumi sul cinema si vuole inoltre affermare l’importanza dello studio della sceneggiatura in un contesto accademico dove il discorso sui film è ancora in gran parte ricondotto esclusivamente alla regia, all’immagine, alla messa in scena, privilegiando in generale uno sguardo estetico-interpretativo sul prodotto finito, anziché lo studio della costruzione drammaturgica e del processo produttivo su cui si regge ogni film (non esistono infatti collane dedicate all’analisi della sceneggiatura).

Anche per quanto riguarda la linea di volumi dedicata alla drammaturgia teatrale, non ci si concentrerà tanto sulle questioni di ordine estetico. I due aspetti che verranno messi in luce saranno, da un lato, quelli storico-contestuali (contesto storico, organizzativo-produttivo, di cultura teatrale) e dall’altro, soprattutto, una analisi strutturale finalizzata a mettere in luce come è fatto e perché funziona da punto di vista drammaturgico quel testo teatrale, dunque con un’attenzione (fin qui rara almeno nel contesto italiano), per esempio, alle dinamiche di protagonista e antagonista, obiettivi, conflitti, archi di trasformazione dei personaggi e quant’altro è alla base del processo di creazione e sviluppo di quell’opera, sempre con la consapevolezza che il lavoro drammaturgico è anche un lavoro “artigianale”, strettamente intrecciato con i contesti storico-culturali ed economico-produttivi in cui si colloca, a esigenze proprie del teatro materiale o della microsocietà degli attori, caratterizzato al contempo da azione pratica e pensiero.

La struttura dei volumi delle due serie sarà omologa, pur con varianti dettate anche da esigenze editoriali: mentre i testi teatrali riporteranno il testo originale, che da solo occuperà mediamente sessanta/settanta pagine, le sceneggiature, di solito molto più lunghe e che prevedono non di rado problemi di diritti, verranno lette online tramite rimandi a una versione disponibile dello script che sarà utilizzato per l’analisi. Nel caso delle serie, verrà analizzata la prima stagione e pubblicate le scalette di almeno due puntate, scegliendole tra le più significative dal punto di vista della strutturazione complessiva della stagione stessa.

Comitato scientificoGiaime Alonge (Università degli studi di Torino), Alberto Bentoglio (Università degli studi di Milano), Mariapia Comand (Università degli studi di Udine), Fabrizio Fiaschini (Università degli studi di Pavia), Damiano Garofalo (Università di Roma Sapienza), Stefano Locatelli (Università di Roma Sapienza), Giacomo Manzoli (Università di Bologna), Andrea Minuz (Università di Roma Sapienza), Alessandro Pontremoli (Università degli studi di Torino), Laura Peja (Università Cattolica di Milano), Federica Villa (Università degli studi di Pavia).

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da oltre quindici anni, ha lavorato come battitore e segretario di produzione per un documentario su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore e con la Dino Audino Editore. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e collaboratore alle vendite in occasione di presentazioni, incontri, dibattiti e fiere librarie.