Gian Maria Volonté. Recito dunque sono di Giovanni Savastano presentato a Spazio5

Gian Maria Volonté. Recito dunque sono di Giovanni Savastano presentato a Spazio5 foto Carmelo Daniele
È stato presentato martedì 20 dicembre 2022 presso Spazio5 - via Crescenzio 99/D, a pochi metri da piazza del Risorgimento – il libro di Giovanni Savastano “Gian Maria Volonté. Recito dunque sono” (Edizioni Clichy, Firenze 2018). L’autore ha dialogato con Francesca Ripanti (PxiL - Pazzi X i Libri).

«Fare l’attore per me è stata una scelta esistenziale. Sentivo la necessità di raccontare agli altri un po’ di verità» (Gian Maria Volonté in Giovanni Savastano, Gian Maria Volonté. Recito dunque sono, Edizioni Clichy, Firenze 2018).

«Gian Maria Volonté non è un attore come gli altri. Che incarni figure storiche antiche e recenti o identità frutto della creatività degli autori o della sua stessa inventiva, le sue metamorfosi, per lo spettatore, non si concretizzano in una semplice partecipazione estetica, ma in una vera e propria profonda esperienza emotiva interiore» (Giovanni Savastano, Gian Maria Volonté, Recito dunque sono, Edizioni Clichy, Firenze 2018)

Alfiere coraggioso del cinema politico in un’epoca di grandi conflitti sociali, Gian Maria Volonté (1933-1994) ha percorso la sua strada accompagnato da uno stuolo di registi (Valerio Zurlini - La ragazza con la valigia (1961) -, Luigi Comencini - A cavallo della tigre (1961), Un ragazzo di Calabria (1987) -, Paolo e Vittorio Taviani - Un uomo da bruciare (1962), Sotto il segno dello Scorpione (1969) -, Nanni Loy - Le quattro giornate di Napoli (1962) -,  Sergio Leone - Per un pugno di dollari (1964), Per qualche dollaro in più (1965) -, Florestano Vancini - Le stagioni del nostro amore (1965) -, Carlo Lizzani - Svegliati e uccidi (1966), Banditi a Milano (1968), L’amante di Gramigna (1969) -, Damiano Damiani - La strega in amore (1966), Quien Sabe? (1967), Io ho paura (1977) -, Sergio Sollima - Faccia a faccia (1967) -, Elio Petri - A ciascuno il suo (1967), tratto dal romanzo omonimo di Leonardo Sciascia, Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto (1970), Ipotesi (1970), episodio di Dedicato a Pinelli, La classe operaia va in paradiso (1971), Todo Modo (1976), anch’esso tratto da L. Sciascia -, Gianni Puccini - I sette fratelli Cervi (1968) -, Francesco Rosi - Uomini contro (1970), Il caso Mattei (1972), Lucky Luciano (1973), Cristo si è fermato a Eboli (1979), tratto dal libro omonimo di Carlo Levi, Cronaca di una morte annunciata (1987) -, Giuliano Montaldo - Sacco e Vanzetti (1971), Giordano Bruno (1973) -, Marco Bellocchio - Sbatti il mostro in prima pagina (1972) -, Francesco Maselli - Il sospetto (1975) -, Damiano Damiani - Io ho paura (1977) -, Gillo Pontecorvo - Ogro (1979) -,  Mauro Bolognini - La vera storia della Signora delle Camelie (1980) -, Giuseppe Ferrara - Il caso Moro (1986) -, Gianni Amelio - Porte aperte (1990), tratto dal romanzo omonimo di L. Sciascia, Emidio Greco - Una storia semplice (1991) -, i quali, insieme a lui, hanno reso grande la cinematografia italiana in patria e all’estero. Il suo approccio alla recitazione è simile a quello dello scultore che, di fronte al marmo informe, ha un solo modo per dargli identità: «scordarsi di sé» e farsi marmo egli stesso. Egli non si cala nel personaggio, bensì lo diventa. Anzi, lo è. Nella recitazione trova quindi una nuova forma del suo essere. Illecito, dunque sono. In questo saggio biografico si narra la sua avventura professionale ed esistenziale attraverso notizie rare sepolte negli archivi, la completa filmografia, testimonianze esclusive delle persone che lo hanno conosciuto, sue stesse dichiarazioni, un elenco narrato dei progetti mai andati in porto, ed infine numerose immagini.

Giovanni Savastano è psicoterapeuta, docente e scrittore, nonché appassionato e cultore di musica, cinema e filosofia. Ha cominciato il suo viaggio nella scrittura con articoli e libri di psicologia: poi, dopo aver seminato qualche racconto breve per Feltrinelli e Giovane Holden, è saltato sui vagoni musicali scrivendo sulle riviste «Musica & Dischi», «Classix!» e «Classic Rock» e pubblicando, insieme Andrea Angeli Bufalini, il volume La Disco. Storia illustrata della discomusic (Arcana, 2014). Nel 2021, dopo un’entrata in sala cinematografica con il saggio biografico Gian Maria Volonté. Recito dunque sono (Edizioni Clichy, 2018), fa ritorno sul dancefloor con La Storia della Disco Music (Hoepli, 2021), a cura di Ezio Guaitamacchi, Prefazione di Gloria Gaynor, introduzione di Amii Stewart, postfazioni di Mario Biondi e Ivan Cattaneo.

 

Gian Maria Volonté. Recito dunque sono di Giovanni Savastano, pubblicato da Edizioni Clichy (Firenze) nella collana “Sorbonne” e disponibile in libreria e online da novembre 2018, è stato presentato a Spazio5 martedì 20 dicembre 2022. Nel corso dell'incontro sono state proiettate alcune foto di Gian Maria Volonté scattate dal grande fotografo Carlo Riccardi (1926-2022) - scomparso lo scorso 13 dicembre all’età di novantasei anni - fra l’inizio degli anni Sessanta e la fine dei Settanta.

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da oltre quindici anni, ha lavorato come battitore e segretario di produzione per un documentario su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore e con la Dino Audino Editore. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e collaboratore alle vendite in occasione di presentazioni, incontri, dibattiti e fiere librarie.