Giorgio Bassani. In ricordo dello scrittore ferrarese nel centenario della nascita

Giorgio Bassani nel 1964 Giorgio Bassani nel 1964 Carlo Riccardi © Archivio Riccardi
Il 4 marzo 2016 Giorgio Bassani avrebbe compiuto cento anni.

Nato a Bologna nel 1916 da benestante famiglia ebraica di Ferrara, trascorre l’infanzia e la giovinezza nella città estense. Nel ’26 viene ammesso al Regio Liceo Ginnasio “Ludovico Ariosto”, dove nel ’34, dopo aver frequentato i cinque anni di Ginnasio e i tre di Liceo, consegue la maturità classica. In quegli anni mostra un vivo interesse per la musica e per il tennis, ma presto rinuncerà a tali passioni per dedicarsi interamente alla letteratura. Nel ’35 si iscrive alla Facoltà di Lettere dell’Università di Bologna, che frequenta viaggiando quasi ogni giorno da Ferrara e dove, nel ’39, nonostante le famigerate leggi razziali approvate la regime fascista, si laurea con una tesi su Niccolò Tommaseo discussa con Carlo Calcaterra, il quale, proprio nei due anni successivi avrà fra i suoi allievi anche Pier Paolo Pasolini - che, nel ’45, proprio con Calcaterra discuterà quella la tesi di laurea sul poeta Giovanni Pascoli che verrà pubblicata da Einaudi come Antologia della lirica pascoliana solo nel ’93, circa cinquant’anni dopo -. Negli anni dell’Università, Bassani fa amicizia con il poeta e critico letterario Attilio Bertolucci - futuro padre dei fratelli Bernardo e Giuseppe - e diventa ammiratore della pittura di Giorgio Morandi e dei saggi sull’arte di Roberto Longhi. 

Nel ‘40 pubblica - con lo pseudonimo di Giacomo Marchi - Una città di pianura, la sua prima opera. Nel ‘44 scrive le poesie Storie dei poveri amanti e altri versi, mentre, tre anni dopo, porta a termine Te lucis ante, una seconda raccolta di versi. Nel ‘48, Marguerite Caetani, fondatrice e curatrice della rivista “Botteghe Oscure”, propone al giovane autore ferrarese di lavorarci come responsabilem di redazione. Nel ‘55 diventa anche redattore della rivista “Paragone”, fondata quattro anni avanti da Roberto Longhi e Anna Banti, e, lavorando in quella redazione conosce, tra gli altri, Pier Paolo Pasolini. Nel frattempo, su “Botteghe Oscure” fa pubblicare scritti dell’amico Attilio Bertolucci, di Italo Calvino, Carlo Cassola, Mario Soldati e dello stesso Pier Paolo Pasolini. Nello stesso anno fonda l’associazione “Italia Nostra” e, in quel periodo, collabora ad alcune sceneggiature di film diretti da Michelangelo Antonioni, Alessandro Blasetti e Mario Soldati.

Nel ‘56 pubblica Cinque storie ferraresi, con cui vince il Premio Strega. Dal ‘57  al ’67 è docente di Storia del Teatro all'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica “Silvio D'Amico”. In veste di consulente e direttore editoriale della Feltrinelli, nel ’58 Bassani riesce a far pubblicare Il Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, da cui, nel ’63, verrà tratto l’omonimo film diretto da Luchino Visconti ed interpretato da Burt Lancaster, Claudia Cardinale, Alain Delon, Paolo Stoppa, Romolo Valli, Rina Morelli, Serge Reggiani, da un giovane Mario Girotti - non ancora  Terence Hill - e da una giovanissima Ottavia Piccolo. Fra gli autori stranieri ha il merito di far conoscere ai lettori italiani le opere di Jorge Luis Borges, Karen Blixen, Ford Madox Ford, Edward Morgan Forster e soprattutto del russo Boris Pasternak. Il dottor Živago - pubblicato in Italia nel ’57 e da cui, nel ’65, verrà tratto l’omonimo film diretto da David Lean e interpretato da Omar Sharif e Julie Christie - è un'anteprima mondiale e sarà un grande successo di vendite. Nell’allora URSS verrà pubblicato per la prima volta solo nell’88, ventotto anni dopo la morte dell’autore.

Il massimo successo editoriale di Bassani arriva nel ‘62, con la pubblicazione del romanzo Il giardino dei Finzi-Contini, scritto all'Hotel Le Najadi di Santa Marinella e con cui vince il Premio Viareggio. Nel '70, dal libro verrà tratto l'omonimo film di Vittorio De Sica, in una fra le sue ultime regie.

Diventato vicepresidente della RAI e, a partire dal ’65, presidente di “Italia Nostra”, si allontana dal Partito Socialista e si avvicina ai repubblicani di Ugo La Malfa. Nel ‘66 viene convocato come Presidente della giuria della Mostra del Cinema di Venezia. Con L'airone, del ''68, vince il Premio Campiello e, quindici anni dopo, con In rima e senza, il Premio Bagutta.

Nell ‘87 esce il drammatico Gli occhiali d'oro, film tratto dal suo omonimo romanzo del ’58, diretto da Giuliano Montaldo e interpretato da Philippe Noiret, Rupert Everett, Stefania Sandrelli e da un giovane Luca Zingaretti al suo esordio cinematografico. Dopo aver vinto anche il premio Pirandello, nel ‘92 è insignito del Premio Feltrinelli assegnato alla carriera. Nel ’98, due anni prima della sua scomparsa, la sua opera omnia viene raccolta in un unico volume, pubblicato da Mondadori - nella collana “Meridiani” - a cura - e con un saggio critico - dello scrittore Roberto Cotroneo.

Autore “completo” e acuto, figura di primissimo piano nel panorama culturale italiano della seconda metà del Novecento, Giorgio Bassani muore a Roma nell’aprile del 2000, all’età di ottantaquattro anni. 

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Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da oltre quindici anni, ha lavorato come battitore e segretario di produzione per un documentario su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore e con la Dino Audino Editore. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e collaboratore alle vendite in occasione di presentazioni, incontri, dibattiti e fiere librarie.

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