"Green Italy" perché ce la possiamo fare

"Quella della green economy è la via che può cambiare l'Italia. E' un'idea di futuro per l'economia, la società, la politica. Ed è una prospettiva credibile anche per il dopo Monti". Ad affermarlo è Ermete Realacci, responsabile green economy del PD...

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"Quella della green economy è la via che può cambiare l'Italia. E' un'idea di futuro per l'economia, la società, la politica. Ed è una prospettiva credibile anche per il dopo Monti". Ad affermarlo è Ermete Realacci, responsabile green economy del PD, durante la presentazione del suo libro 'Green Italy', tenuta presso la Sala delle Conferenze di Piazza Montecitorio e alla quale sono intervenuti Pier Luigi Bersani e Carlo De Benedetti. "La crisi finanziaria -ha aggiunto Realacci- è una questione ineludibile che va affrontata con rigore, attenti a che nessuno resti indietro. Ma dobbiamo anche indicare una strada per il futuro, per far ripartire il paese". "Ce la possiamo fare se sapremo guardare l'Italia con occhi diversi da quelli delle agenzie di rating, con l'affetto e la curiosità necessari a cogliere i nostri tanti talenti. Se perseguiremo - ha continuato Realacci- con convinzione la riconversione ecologica della nostra economia, dei consumi e degli stili di vita, scommettendo su una green economy tricolore, che sposa i saperi e le vocazioni nazionali. Che tiene insieme le tradizioni secolari con l'elettronica e la meccanica di precisione". Una Green economy, ha concluso Realacci, "che punta su ricerca e conoscenza per produrre un'economia più sostenibile e avanzata. Che si apre ai mercati globali e rinsalda i legami con il territorio, che lega la competizione alla cura della coesione sociale, del capitale umano e dei diritti dei lavoratori. Che coniuga la testarda ostinazione sulla qualità artigianale dei prodotti alla bellezza e all'hi-tech".

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  • Autore: Maurizio Riccardi ©
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Pubblicato in Editoria
Giovanni Currado

Responsabile editoriale dell'agenzia Agr Srl.
Giornalista e fotografo, autore di diversi reportages in Asia e Africa. Responsabile dello studio dell'immenso archivio fotografico Riccardi e curatore della collana "Fotografici" per Armando Editore.

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