“Guida al cinema noir” di Stefano Di Marino e Michele Tetro

Una scena de "La morte corre sul fiume" di Charles Laughton Una scena de "La morte corre sul fiume" di Charles Laughton
In libreria da novembre 2018 il libro di Stefano Di Marino e Michele Tetro “Guida al cinema noir” (Odoya).

«Ora voglio fare un brindisi, se permettete. Lunga vita al crimine» (da Il mistero del falco - 1941 - di John Huston)

«L’ho ucciso io. L’ho ucciso per denaro e per una donna. E non ho preso il denaro… e non ho preso la donna» (da Double Indemnity - La fiamma del peccato 1944 - di Billy Wilder)

«L’odio ci vuole. Odia chi vuole batterti, odialo a morte! E vedrai che i soldi ti pioveranno addosso. E coi soldi verranno le donne. E tutte le altre cose belle della vita» (da La polizia bussa alla porta - 1955 - di Joseph H. Lewis.

Il Noir è forse il genere cinematografico più prolifico e duraturo della storia del cinema. Connesso alla letteratura ma anche in grado di sviluppare moltissimi soggetti originali, accompagna il pubblico fin dagli anni Trenta. Oggi tutto viene “schedato” come noir, ma esistono canoni tematici e stilistici che il lettore, per approfondire tale ricchissimo filone, dovrebbe conoscere. L’obiettivo fondamentale del libro è sia quello di introdurre il neofita in un mondo oscuro e complesso sia di stimolare connasseurs ed esperti a rivedere ed analizzare in modo critico film classici e meno noti.

Una panoramica del genere Noir, così come è stato interpretato non solo nel suo Paese d’origine – gli Stati Uniti -, ma anche in Francia, in Inghilterra ed in Italia, senza trascurare quelle cinematografie che, nel corso degli anni, hanno integrato il Noir nella loro tradizione: la Scandinavia, la Spagna e l’Estremo Oriente. Una volta chiarita la divisione nei tre periodi principali (Noir classico - dagli anni Trenta fino alla fine dei Cinquanta -, neo Noir - dalla Nouvelle Vague fino agli anni Ottanta - e post Noir - le ultime tendenze connesse al cinema di Quentin Tarantino), il volume affronta tutti i personaggi chiave con una vasta scelta di film.

Vengono affrontati i personaggi maschili e femminili nella loro evoluzione, con esempi tratti da un gran numero di film corredati da “casi scottanti”, pellicole paradigmatiche analizzate fin nei dettagli. Gangsters, rapinatori, detectives, agenti onesti e corrotti, dark ladies e donne perseguitate, maniaci e avventurieri in terre lontan, senza dimenticare una folta schiera di uomini e donne coinvolti/coinvolte loro malgrado in situazioni da incubo. Una panoramica che permette non solo di scegliere ed apprezzare i singoli film, ma anche di seguire l’evoluzione di un genere arrivato fino ai nostri giorni.

Numerosi i riferimenti a grandi film quali Il mistero del falco (1941) di John Huston, tratto dal libro di Dashiell Hammett, Double Indemnity (La fiamma del peccato - 1944) di Billy Wilder, tratto dal libro di James M. Cain e scritto dallo stesso B. Wilder insieme a Raymond Chandler,  Io ti salverò (1945, tratto dal libro di Frances Beeding), Notorious - L’amante perduta (1946), L’altro uomo (1951, conosciuto anche con il titolo Delitto per delitto) e Marnie (1964, tratto dal libro omonimo di Winston Graham), tutti diretti da Alfred Hitchcock, Mi chiamo Julia Ross (1945), Mani lorde (1949), La sanguinaria (1950) e La polizia bussa alla porta (1955), tutti diretti da Joseph H. Lewis, Il grande sonno (1946) di Howard Hawks, tratto dal libro di Raymond Chandler, Anime ferite (1946), Odio implacabile (1947) e Mirage (1965), tutti e tre diretti da Edward Dmytryk, Il segreto del medaglione (1946) di John Brahm, I gangsters (1946) di Robert Siodmak, tratto da uno fra i Quarantanove racconti di Ernest Hemingway, La scala a chiocciola (1946) e Doppio gioco (1949), anch’essi diretti da R. Siodmak, Gilda (1946) di Charles Vidor, Lo strano amore di Martha Ivers (1946) di Lewis Milestone, Il postino suona sempre due volte (1946) di Tay Garnett, tratto dal libro di James M. Cain, La fuga (1947) di Delmer Daves, Solo chi cade può risorgere (1947) e La gang (1951), entrambi diretti da John Cromwell, Out of the Past (Le catene della colpa - 1947, conosciuto anche con il titolo La banda degli implacabili - di Jacques Tourneur), Notte senza fine (1947) di Raoul Walsh, grande esempio di noir in ambientazione western, Il bacio della morte (1947) di Henry Hathaway, Morirai a mezzanotte (1947) di Anthony Mann,  Il terrore corre sul filo (1948) di Anatole Litvak, Le vie della città (1948) di Rouben Mamoulian, Dietro la porta chiusa (1948), Il grande caldo (1953) e Gardenia blu (1953), tutti e tre diretti da Fritz Lang, Sangue sulla luna (1949, conosciuto anche con il titolo Vento di terre selvagge) di Robert Wise, ottimo esempio di western fortemente contaminato con atmosfere noir, La corda di sabbia (1949) di William Dieterle, Una rosa bianca per Giulia (1950) e Il suo tipo di donna (1951), entrambi diretti da John Farrow, I trafficanti della notte (1950) di Jules Dassin, Bandiera gialla (1950) di Elia Kazan, La giungla d’asfalto (1950) di John Huston, tratto dal libro omonimo (1949) di William Riley Burnett, Seduzione mortale (1952) di Otto Preminger, L’avventuriero di Macao (1952) di Josef von Sternberg, So che mi ucciderai (1952) di David Miller, Il quarto uomo (1952) di Phil Karlson, Mano pericolosa (1953) di Samuel Fuller, La morte corre sul fiume (1955) di Charles Laughton, Rapina a mano armata (1956) di Stanley Kubrick, L’infernale Quinlan (1958) di Orson Welles, Il promontorio della paura (1962) di Jack Lee Thompson, Senza un attimo di tregua (1967) di John Boorman, Una squillo per l’ispettore Klute (1971) di Alan J. Pakula, Il lungo addio (1973) di Robert Altman, tratto da Raymond Chandler, Marlowe il poliziotto privato (1975) di Dick Richards, anch’esso tratto da R. Chandler, Marlowe indaga (1978) di Michael Winner, ed altri.    

Stefano Di Marino è fra i più prolifici narratori italiani. Attivo per le collane Mondadori “Segretissimo” e “Giallo”, da molti anni si dedica alla narrativa, scrivendo romanzi e racconti di spy-story, gialli, avventurosi ed horror. Per Fabbri ha curato Il cinema del Kung Fu ed il Cinema horror. Per «La Gazzetta dello Sport» le collane “Il cinema del Kung Fu” (da non confondere con il sopra citato titolo pubblicato da Fabbri) e “Gli indistruttibili - Il cinema d’azione degli ultimi vent’anni”. Fra i suoi libri sul cinema ricordiamo Tutte dentro – Il cinema della segregazione femminile (Bloodbuster Edizioni), Bruce e Brandon Lee (Sperling & Kupfer), Dragons Forever – Il cinema marziale (Alacran), Italian Giallo – Il thrilling italiano tra cinema, fumetti e cineromanzi (Cordero Editore), Eroi nell’ombra – Il cinema delle spie raccontato come un romanzo (Dbooks.it). Per Odoya ha già pubblicato Guida al cinema di spionaggio (2018).

Michele Tetro è scrittore e giornalista, ed ha pubblicato racconti sulle riviste «OMNI», «Futura», «L’Eternauta», «Futura Europa», «Yorick Fantasy», «Magazine». Ha curato l’antologia H. P. Lovecraft – Sculptus in Tenebris: saggi ed iconografia lovecraftiana (Nuova Metropolis) e, con Roberto Chiavini e Gian Filippo Pizzo, ha scritto Il grande cinema di fantascienza: da “2001” al 2001, Il grande cinema di fantascienza: aspettando il monolito nero, Il grande cinema fantasy (Gremese), Mondi paralleli - Storie di fantascienza dal libro al film (Della Vigna), ed altri. Per Odoya è autore di Robert E. Howard e gli eroi della Valle Oscura e coautore dei volumi Guida al cinema di fantascienza, Guida alla letteratura horror e Guida al cinema horror.

Guida al cinema noir di Stefano Di Marino e Michele Tetro (i sdue hanno scritto anche - sempre per Odoya - Guida al cinema western - 2016 - e Guida al cinema bellico - 2017), pubblicato da Odoya (Bologna), è disponibile in libreria e online da novembre 2018.

 

 

 

Pubblicato in Editoria

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da oltre quindici anni, ha lavorato come battitore e segretario di produzione per un documentario su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore e con la Dino Audino Editore. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e collaboratore alle vendite in occasione di presentazioni, incontri, dibattiti e fiere librarie.


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