Il dramma della SLA raccontato in "Buonanotte, madame" di Alessio Biondino

Il dramma della SLA raccontato in "Buonanotte, madame" di Alessio Biondino
Martedì 24 marzo 2015 Alessio Biondino presenta il suo libro Buonanotte, madame (0111 edizioni, 2014) presso la libreria Marcovaldo di Roma (via Cairano, 22). Insieme all’autore interviene il Professor Fabio Pierangeli, docente di Letteratura italiana all’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”.

Alessio, il protagonista del libro è un giovane infermiere che da pochi giorni lavora per un’azienda di servizi di assistenza domiciliare a malati gravi. È un mondo nuovo per lui: preoccupazione e curiosità lo accompagnano lungo il tragitto verso casa di Maria Rosa, 64 anni, affetta da SLA. Col passare del tempo e con l’aumentare della confidenza, Alessio instaura un legame forte con la sua paziente e inizia a riflettere su alcuni aspetti del suo lavoro e su tutta una serie di privazioni umane, sociali e quotidiane di Rosa: dal farsi uno shampoo, al venir meno all’assistenza domiciliare per ben cinque notti a settimana.

Nonostante si impegni a mantenere un elevato standard di cure infermieristiche e di coinvolgere Rosa – la sua “madame” – nella routine assistenziale, le giornate di degenza trascorrono lente, tra le difficoltà e i drammi di una malattia che non lascia spazio alla consolazione. Dopo 17 mesi Alessio viene assegnato suo malgrado a un nuovo paziente; parallelamente la malattia della donna conosce la sua inevitabile evoluzione: le crisi s’intensificano e la mobilità peggiora, sino alla totale immobilità. Rosa piange quasi sempre perché ha capito che non è quasi più in grado di chiedere aiuto. Dopo pochi giorni, accade l’inevitabile: Maria Rosa muore. Al funerale Alessio stenta a trattenere il suo dolore e, con il viso rigato dalle lacrime, rivolge lo sguardo verso il cielo, dove immagina Rosa finalmente serena. A lei è dedicato il suo ultimo saluto, il saluto di tutte le sere: “Buonanotte, madame”.

Liberamente ispirato alla reale esperienza dell’autore e introdotto dalla prefazione di Mina Welby, Buonanotte, madame tratta di un lavoro difficile, di una malattia crudele e di un rapporto umano rigenerante. Dalle complesse cure assistenziali, alle difficoltà nella comunicazione, passando per l’amore del marito, le lacrime e le risate, i momenti spensierati, le cene con i parenti, fino alle carezze “assistite” della signora Rosa alla gattina, il romanzo è il racconto discreto e appassionato di un’esperienza vissuta, in cui insieme ai gravi limiti del sistema assistenziale del nostro paese e alle difficoltà di vivere una terribile patologia come quella della SLA, emergono con forza l’importanza dei rapporti umani e il valore delle piccole conquiste quotidiane.

Un inno alla vita, dunque, che ci ricorda di quanto sia bello e terapeutico, nonostante tutto, ridere. Perché non esistono malati incurabili, solo inguaribili.  

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