'Il karma in un paio di scarpe' di Orietta Cicchinelli a 'Letture d’Estate'

'Il karma in un paio di scarpe' di Orietta Cicchinelli a 'Letture d’Estate'
Nell’ambito della rassegna “Letture d’Estate”, martedì 9 luglio, dalle ore 19,30, sarà presentato a Roma nei Giardini di Castel Sant’Angelo il romanzo “Il karma in un paio di scarpe” della giornalista e scrittrice Orietta Cicchinelli.

Alla presentazione interverranno l’Autrice Orietta Cicchinelli, responsabile del servizio Cultura e Spettacoli di Metro Roma, la giornalista Loredana Marinaccio, l’attrice Cinzia Mascoli e il regista e autore Stefano Jacurti che leggeranno brani scelti dai libri della Cicchinelli, gli editori Tony Lupetti e Gianluca Galletti e “Antonio” il protagonista del romanzo.

Nel libro, (Tuga Edizioni & Tony Lupetti, pag. 128, € 10,00) scorre la storia di Antonio da Nocera, classe 1960 ex camorrista, nato povero in una famiglia numerosa, ragazzino vivace, caparbio e desideroso di riscatto in una terra avara con i suoi figli. Una vita vissuta intensamente alla massima velocità, che s’intreccia con personaggi ai limiti del surreale, negli anni delle guerre di camorra tra cutoliani e nuovi camorristi, in cui Antonio si ritrova a combattere una guerra non sua. E tutto a causa di un paio di scarpe…

Dopo il successo del romanzo “Hijo de Puta - La parabola di un legionario” e del racconto “La madre” (la cui seconda edizione è appena uscita per Tuga edizioni), Orietta Cicchinelli ci consegna un’altra emozionante storia su un microcosmo di varia umanità.

“Antonio, chiarisce Orietta Cicchinelli, aveva letto il mio libro “Hijo de puta-La parabola di un legionario” e mi disse di avere una bella storia da raccontare. Così iniziò a snocciolare i suoi ricordi che richiamavano fatti di cronaca lontani da me, fatti noti e meno noti. Senza indagare troppo su vicende di malavita organizzata e dintorni ho voluto concentrarmi sull’uomo e sui suoi trascorsi. M’incuriosiva. Dunque posso senz’altro affermare che questo non è un libro inchiesta né vuol essere uno studio sul fenomeno camorra. Non è un libro verità, ma è solo lo sguardo sul mondo di un personaggio particolare, il più silenzioso socio del club di biliardo gestito da mio fratello, un uomo che aveva bisogno di raccontarsi”.

Antonio, scrive Elio Sena nella prefazione, “è il protagonista di una vicenda straordinaria, avvitata in un vortice di coincidenze, casualità, imprevedibili intervalli di fortuna, ma anche esposta alle fantasie di dominio sulla realtà più prosaica e comune, legale diremmo, grazie alla creazione di un mondo parallelo in cui l’onnipotente pensiero dell’infanzia si ritualizza in codici e misure di adulti fuorilegge. Questo pianeta, in orbita per conto suo, è abitato da desideri e bisogni che s’inseguono senza incontrarsi mai con quelli ‘degli altri’  e spesso neanche tra loro, giacché troppe volte s’incagliano tra le sbarre di una finestra. Antonio, deriso e umiliato da bimbo per avere ai piedi scarpe smisurate, unica possibilità di un povero altrimenti a piede nudo, è dotato di un’intelligenza sopraffina, presto affidata al risentimento che chiede giustizia a sostituti del padre (quello vero benedice per affetto e leggerezza la prima malefatta del figlio) e della Legge dello Stato (sempre e per definizione anaffettiva). Così, noi che leggiamo entriamo e usciamo dal carcere con lui, c’imbattiamo in personaggi della Camorra (‘O Pazzo, Don Raffae’) e della Cronaca Nera (gli sgherri della Magliana, Izzo), seguiamo La Volpe (cioè il nostro furbo eroe) nelle sue imprese da paladino dei diseredati e da braccio armato del Capo senza scrupoli, lo invitiamo per un momento a fermarsi quando è in libertà e ci diamo alla macchia quando invece lo vediamo sfidare in pieno sole pericoli dalle scontate conseguenze. Come raccomanda il padre, in un momento assai delicato della ‘carriera’ del figlio camorrista, noi pure gli diciamo: ‘Stai attento!’, vibrando un poco anche per le parole del genitore troppo compiaciuto di aver ‘fatto bene a far nascere’ quel suo settimo e ultimo figlio così “speciale”, ignorando di averlo destinato, forse proprio per una tale prefigurazione magica, a una vita spericolata, di obbedienza mascherata da ribellione, e a lungo senza sorriso”.

Pubblicato in Editoria
Alberto Esposito

Giornalista pubblicista iscritto all'Albo dei Pubblicisti del Lazio da Marzo 2004.
Si occupa di montaggio, postproduzione, dirette televisive, registrazioni in studio, editing audio e video.
Collabora ed ha collaborato con diversi quotidiani tra cui Italia Sera, La voce e Il Romanista

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