'Il padrino dell’antimafia' di Attilio Bolzoni

'Il padrino dell’antimafia' di Attilio Bolzoni
In libreria da marzo 2019 il libro di Attilio Bolzoni “Il padrino dell’antimafia” (Zolfo Editore).
«Non conoscono il nostro sistema di architettura perfetto. Ricordati. È l’architettura di come si agisce dentro la politica, dentro certe» (Calogero Antonio Montante, detto Antonello)
 
«Ho già dimenticato il merlo parlante e sono pronto a raccontarvi come sono inciampato su Calogero Montante, in arte Antonello. E come mi sono ritrovato suo nemico e nemico dei suoi amici solo per avere scritto qualche articolo, per avere dato notizia che era sotto indagine per reati di mafia. Ma la storia di Montante - […], “il meccanico” di Serrafalco e anche in altra maniera che scoprirete capitolo dopo capitolo - non appartiene certo solo a lui né tantomeno a me. perché dentro di sé ha un pezzo d’Italia con il sangue marcio, avvelenata dalle convenienze e dai ricatti. Un’Italia che si fa sempre sedurre dall’esclusività dei “cerchi chiusi”, che cede sempre a impulsi osceni, che per sopravvivere a se stessa non esita ad aggregarsi in forme non percepibili alla vista ma che trasudano umori infetti. A me piace chiamarle “mafie incensurate”. Calogero Montante è solo un ingranaggio di questo “organismo” italiano che si riproduce ciclicamente e che non sempre ha regole scritte, statuto sociale, tessere o membri formalmente affiliati. È quello che una volta era conosciuto in Sicilia come “soprastante”, Calogero Montante è un campiere dei nostri tempi. Al quale hanno assegnato il compito di sorvegliare e preservare gli interessi di padroni con sembianze istituzionali in una particolare stagione, quella che segue le grandi stragi di mafia. E a lui hanno affidato il lavoro sporco, traghettare tutto un mondo oscuro dagli anni spaventosi delle bombe a quelli più rassicuranti del silenzio delle armi [...]. Chiudo il libro con il forte convincimento che dietro Antonello non ci sia solo Antonello, alle sue spalle spingono poteri che avevano (e hanno ancora) la necessità di gestire la riconversione mafiosa. Sono stato indeciso sino all’ultimo se scrivere queste righe finale al “breve discorso introduttivo”, poi ho pensato che era giusto così. È una dedica: a quei giornalisti - ma anche a tutti gli altri - che si sono fatti comprare o che strillano tanto contro le mafie straccione e si sono tenuti prudentemente alla larga da questa storia» (Attilio Bolzoni, Breve discorso introduttivo in Attilio Bolzoni, Il padrino dell’antimafia. Una cronaca italiana sul potere infetto, Zolfo Editore, Milano 2019)   
 
Un siciliano che è “nel cuore” di un boss di cosa nostra diventa misteriosamente il faro dell’antimafia italiana. Il delitto perfetto. Con la complicità di ministri dell’Interno ed alti magistrati, di spie e di generali, Calogero Antonio Montante in arte Antonello è il personaggio che più di ogni altro segna l’oscura stagione delle “mafie incensurate” che dettano legge dopo le stragi del 1992. Simbolo della legalità per Confindustria ed a capo di una centrale clandestina di spionaggio, tra affari e patti indicibili la sua storia fa scorgere un pezzo d’Italia con il sangue marcio. Chi è davvero Montante? Solo il prestanome di un sistema imprenditoriale criminale? Il pezzo “difettoso” di una perfetta macchina di potere? È pupo o puparo? Ma c’è un intrigo nell’intrigo: le telefonate del Presidente. Qualcuno sospetta che nelle mani di Montante siano finite le registrazioni delle conversazioni fra l’ex Capo dello Stato Napolitano e l’ex ministro Mancino, quei quattro colloqui agli atti del processo di Palermo sulla trattativa Stato-mafia che la Corte Costituzionale aveva ordinato di distruggere.
 
Il 9 maggio 2019 Montante è stato condannato a quattrodici anni di reclusione.
 
Attilio Bolzoni (Santo Stefano Lodigiano - LO -, 1955) giornalista di «la Repubblica», scrive di mafia dalla fine degli anni Settanta. Ha vissuto a Palermo per venticinque anni (dal 1979 al 2004). Fra i suoi numerosi libri ricordiamo FAQ mafia (Bompiani, 2010), Il capo dei capi. Vita e carriera criminale di Totò Riina (Rizzoli, 2011), scritto insieme a Giuseppe D’Avanzo, Parole d’onore. Le voci della mafia (Glifo 2014), scritto insieme a Marco Gambino e Manuela Ruggiero, La giustizia è Cosa Nostra (Glifo, 2019), scritto insieme a G. D’Avanzo, Uomini soli. Pio La Torre e Carlo Alberto Dalla Chiesa, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino (2012; ripubblicato nel 2017), Imperi criminali. I beni confiscati e il fallimento dello Stato (2018), La mafia dopo le stragi. Cosa è oggi e come è cambiata dal 1992 (2018), Giornalisti in terre di mafia. Quelli che scrivono e quelli che si voltano dall’altra parte (2018), tutti pubblicati da Melampo (Milano).   
 
Il padrino dell’antimafia. Una cronaca italiana sul potere infetto di Attilio Bolzoni, pubblicato da Zolfo Editore (Milano) nella collana “Le Storie”, è disponibile in libreria e online da marzo 2019.
 
Pubblicato in Editoria

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da oltre quindici anni, ha lavorato come battitore e segretario di produzione per un documentario su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore e con la Dino Audino Editore. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e collaboratore alle vendite in occasione di presentazioni, incontri, dibattiti e fiere librarie.


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