Il tempo al tempo del Coronavirus. Un viaggio tra i pensieri e le immagini della quarantena

Il tempo al tempo del Coronavirus. Un viaggio tra i pensieri e le immagini della quarantena
«Nei due mesi di quarantena le nostre vite sono cambiate, sono state stravolte, i nostri riferimenti sono saltati, le nostre relazioni azzerate, almeno fisicamente. Siamo stati chiamati ad adattarci ad un nuovo ritmo di vita ed a norme di comportamento alle quali non avevamo mai pensato, idonee e necessarie alla prevenzione della pandemia, non certo naturali e spontanee. Abbiamo sentito il bisogno di “pensare ad altro”, di rendere costruttivo questo lungo periodo che ci ha permesso di riflettere se sfuggire a questi stati d’animo ed a noi stessi oppure cercare di trovare un senso e creare valore anche in questo particolare momento per l’umanità».

Con queste parole l’Associazione UniAmo Sacrofano introduce e spiega il motivo del libro, patrocinato dal Comune di Sacrofano, dal titolo Il tempo al tempo del Coronavirus, realizzato con il contributo volontario di amici e conoscenti e le testimonianze realizzate durante il difficile periodo vissuto nei mesi scorsi. Il desiderio di condividere esperienze ed emozioni, raccolte con grande cura e dedizione, ha dato vita ad un viaggio emozionante in un tempo che è già storia.

Patrizia Nicolini, Sindaco di Sacrofano, così parla del libro: «Sono lieta di aver dato il patrocinio a questa iniziativa. Sappiamo tutti che il lockdown è un tempo che non si dimenticherà e che ha cambiato profondamente noi e le nostre vite. Un tempo vissuto da ciascuno in modo inaspettato, a contatto con le proprie paure e le proprie speranze di fronte ad un nemico invisibile e imprevedibile che per la prima volta ci si poneva di fronte. Il volume ha il merito di raccogliere la memoria di quei giorni difficili e del tutto nuovi che ci hanno colto impreparati anche nelle nostre reazioni. Le emozioni che vi sono racchiuse riescono a farci sentire vicini anche quando siamo stati lontani».

Il libro è una raccolta di storie, ma anche un racconto fotografico di grande impatto. Le immagini proposte, scattate nei giorni di profondo dolore che ha colpito l’Italia tutta, rappresentano la natura, alberi e prati in fiore, scorci del paese di Sacrofano, dove gran vive la maggior parte degli autori. Ci sono autoscatti, screenshot di conversazioni tra amici ritrovati e foto della ripresa, della ripartenza, della speranza.

Le pagine sono intervallate dai disegni di Elisa Pacitti, artista che durante il lockdown non ha mai smesso di creare, realizzando tavole colorate e ricche di sensibilità, che sono state scelte e pubblicate sulla pagina Facebook del Comune di Sacrofano per il lungo periodo della quarantena e successivamente esposte nella mostra dal titolo Tutti nella stessa barca.

E ancora fotografie di arcobaleni, di tramonti e albe, proprio come quella immortalata da Paola Scarsi, che scrive: «Ma quell’alba, così fiammeggiante, mi è sembrata un segno forte di speranza e d'incoraggiamento. Ora, forse, lentamente, ne stiamo uscendo».

 

Iniziamo dal principio.

Il tempo al tempo del Coronavirus si apre con un collage di sessanta foto corrispondenti ai sessanta giorni di quarantena di Paola Catta, che nelle pagine a seguire confessa: «Ho sempre amato, fin da bambina, raccogliere oggetti curiosi. […] Li osservo e penso a quando questi momenti bui saranno un ricordo e potrò nuovamente raccogliere con mia nipote altri frammenti di piccoli tesori».

Anna Barlassina racconta, invece, i giorni di paura durante la fase acuta della malattia che ha colpito sia lei che il marito Sandro e descrive, attraverso i pensieri scritti a mano e così riportati all'interno del libro, la forza necessaria per superare i momenti difficili, anche con un l'aiuto di un regalo inaspettato: l'arrivo della gatta Carmelina. Numerose le fotografie che accompagnano il testo: fiori, natura e i lavori, tra cui le ceramiche e i presepi da lei realizzati.

«C'era una volta il paese più bello al mondo che, come tanti, viveva di corsa e bruciando il tempo». Così inizia il racconto, a lieto fine, di Giampietro Olivetto, accompagnato da una foto scattata al monitor della televisione, che immortala il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nella giornata del 25 Aprile, mentre scende, da solo, la scalinata dell'Altare della Patria. «Poi un giorno tutto cambiò. L'invisibile, spietato nemico - che apparve prima distante e molto, molto lontano - arrivò rapidamente e, nel giro di pochi giorni, calò sullo Stivale una corona di spine. Il male non conosceva ostacoli né confini e si abbatteva su chiunque, senza alcuna distinzione. Allora la paura fu compagna generale. E furono il coraggio, il senso del dovere, il sacrificio, la responsabilità, la solidarietà e la concordia, i sentimenti e i comportamenti che in quel periodo accompagnarono quegli abitanti».

Tra le pagine del libro anche preziosi consigli, come quello di Darinka Montico che invita ad ascoltare le parole di un video emozionale, esortando a non demonizzare la paura e a non lasciarsi mai sopraffare da essa ma, al contrario, di ascoltarla. 

E ancora riflessioni sull'importanza della forza interiore, racchiuse nelle parole di Beatrice Bartolomeo: «Credo profondamente che ci troviamo a vivere un momento irripetibile ed unico per tutte le generazioni e per l’intero pianeta. Un momento unico ed irripetibile perché ora ognuno di noi ha l’opportunità di tirare fuori il valore nascosto ed alcune volte ignorato dentro il suo cuore».

Carlo Cupellini raccoglie pensieri lungo la strada di casa, che diventano poesia: «Una voce in lontananza sveglia il pensiero... percorre via degli Ulivi arrivando alla Casa del Sole, dove ogni attimo è arte d'amare, vivere, creare».

Un messaggio di fratellanza quello di Petronela Dimitriu: «E poi c'è un'altra cosa... ho scoperto di essere innamorata di questo popolo meraviglioso. Questa sì che è una emozione grande, che mi rende felice in questo tempo strano», e di speranza «Vorrei viaggiare intorno al mondo in un grande girotondo, nella terra dei miei avi e ricordarne le sembianza», di Stefania Pulli.

Stefania Culla racconta i giorni infernali del lockdown, soprattutto da un punto di vista professionale, occupandosi della commercializzazione di prodotti per laboratori di analisi. Descrive giornate intense caratterizzate da “procedure d’urgenza” in un tempo che andava veloce come la malattia. La sua storia si conclude con un ringraziamento rivolto a tutti coloro che non si sono mai fermati: i trasportatori, gli installatori di apparecchiature medicali, i formatori sanitari, i colleghi in sede, la Protezione Civile, gli amici e, infine, chi ha reso possibile il grandissimo lavoro di squadra.

Si firma M.L. ed è di Vicenza l'autore del racconto, scritto in veneto e tradotto, della sua esperienza dopo aver contratto il virus. M.L. descrive in modo attento e accorato i momenti di paura in ospedale e sottolinea la forza e il coraggio del personale medico sempre al suo fianco: «Non so nemmeno come facciano a venire al lavoro in queste condizioni, rischiando anche loro in prima persona. Io non so se lo farei. La maggior parte dei sanitari del mio reparto sono Donne (Dottoresse, Infermiere, Addette alle pulizie e a portare il cibo). SPETTACOLARI».

 

Nella chat “CHE CI FACCIO QUI” scambi epistolari e consigli di lettura tra amiche.

In particolare, il giorno 30/4:

Irmgard Springl: Ieri facendo la mia piccola passeggiata ho scoperto una piccola libreria con ingresso permesso ad una sola persona. Avevo solo venti euro con me, sufficienti per un libro.

Alessandra Pasquarelli: «Invece di fare la fila al super... oggi mi arrenderò. Sono entrata da Feltrinelli e mi sono comprata il libro. Sono felice».

Maria Grazia Cristofoletti: «Hai fatto benissimo! Magari rimanere rinchiusi in una libreria!»

Barbara Pandiani: «Ho appena terminato La notte del Getsemani di Recalcati. Leggendo non mi accorgo delle giornate che scorrono. E che non sono sempre uguali».

 

Maria Grazia Cristofoletti, che si è ammalata di Covid a marzo, lascia la sua testimonianza raccontando quanto sia stato necessario il “fare” durante la malattia, per trovare un senso. Riprendendo a lavorare all’uncinetto, Maria Grazia ha, infatti, realizzato pupazzi in stoffa fino a crearne uno, quasi umanizzato, raffigurante il virus. «Donare a familiari, colleghi e amici un pensiero con le mie mani mi ha dato tanta gioia. E la clausura ha avuto un senso».

Prezioso il contributo di Emanuele Travaglini, che ci ricorda cosa significhi e quanto sia importante essere sempre presenti, soprattutto a sé stessi: «“Lavorare” con i bambini significa questo e molto altro e rappresenta un costante aggiornamento e confronto continuo con sé stessi, andando oltre qualsiasi libro o teoria. Spero che tutte le persone che lavorano con i bambini e soprattutto i genitori possano riflettere e pensare che si inizia a costruire sempre da sé stessi e dalla ricchezza che abbiamo dentro».

Pan-demos, “tutto il popolo” è il personale racconto di Anna Marzoli, che, attraverso gli scatti realizzati in cento giorni, ha deciso di fermare le giornate in un attimo qualsiasi, togliendone, però, il colore, proprio come la paura della malattia ha tolto luce alla “normalità”. Le sue fotografie sono in bianco e nero, senza esasperazioni e senza pretese, come racconta nel testo. La fila al supermercato, il Papa nella silenziosa Piazza San Pietro ripreso alla tv, la veduta del paese di Sacrofano, una via deserta, l'abbraccio con il cagnolino o l’incontro con un'amica. Tutto è in bianco e nero. Ma il 100° giorno ritornano i colori. Ritorna la vita. E ricomincia il viaggio.

Non manca l’Erasmus ai tempi del Coronavirus, con le testimonianze, raccolte da Emanuele Grassi, studente di Economia e Management, di ragazzi, italiani e stranieri, che hanno vissuto la quarantena lontano da casa. Imparando così ad affrontare la solitudine e il confronto con gli altri in un vortice di emozioni contrastanti, cariche di timori e di speranze, che non potranno mai dimenticare.

Le ultime immagini proposte rappresentano, infine, la vita che riparte, dai cuccioli nati durante la quarantena e fortunatamente adottati da nuove famiglie - foto scattate da Gabriella Gandellini - alla passeggiata del 5 luglio a Monte Musino. Finalmente liberi e finalmente insieme. 

Nel libro si ringraziano (in ordine alfabetico): Anna Barlassina, Beatrice Bartolomeo, Paola Catta, Maria Grazia Cristofoletti, Stefania Culla, Carlo Cupellini, Gianpiera Di Iorio, Petronella Dimitriu, Gabriella Gandellini, Emanuele Grassi, Susanna Gulinucci, M.L., Anna Marzoli, Darinka Montico, Giampietro Olivetto, Elisa Pacitti, Barbara Pandiani, Alessandra Pasquarelli, Stefania Pulli, Paola Scarsi, Irmgard Springl, Emanuele Travaglini.

 

Per avere informazioni su come richiedere una copia del libro o per conoscere le attività della Associazione UniAmo Sacrofano:

 https://www.facebook.com/UniAmoSacrofano/

Pubblicato in Editoria

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