Il tempo dilatato di Marchetti, ovvero l'ottimismo contro la prevaricazione

Antonio Caprarica e Giuseppe Marchetti Tricamo Antonio Caprarica e Giuseppe Marchetti Tricamo Foto M.Riccardi © AGR
Presentato a Roma il libro di Giuseppe Marchetti Tricamo "Il tempo dilatato". Riflessioni sul senso della lettura.

È il momento del viaggio in un tempo dilatato, quello in cui ci si concede una lettura diversa, migliore, consapevole; - spiega Marchetti Tricamo - essere colti, sapere, conoscere, riflettere, essere credibili rappresenta oggi un'opportunità per noi e per tutto il Paese. Ai poeti e agli scrittori, ma anche a tutti i cittadini, il compito di vigilare per combattere prontamente anche il più leggero soffio di autoritarismo, ogni tentativo di prevaricazione, di intolleranza, di razzismo, di violazione dei diritti umani, di trasgressione delle regole della convivenza civile, di profanazione dei sacri luoghi della memoria. Il futuro dell'Italia dipende da noi, più di quanto ciascuno sia portato a immaginare.

Quello che Giuseppe Marchetti Tricamo invita a fare è quindi un’escursione tra le parole di quei libri che regalano uno spicchio di conoscenza in più, in ogni caso: sia che si decida di leggerli per la prima volta, ma anche nel caso di una rilettura. Ad ogni modo, una lettura più viva e consapevole.
 
Ma Marchetti, attraverso il suo tempo dilatato,regala ai lettori un ottimismo necessario per l’Italia che decide di combattere ogni tentativo di prevaricazione, perché l’avvenire dipende da noi e da quella stessa realtà che dobbiamo abbracciare, così da poterne immaginare e creare una migliore.
 

Con l'autore hanno partecipato: Antonio Caprarica, Stefano Folli, Federico Moccia, moderati da Giancarlo Tartaglia.

Pubblicato in Editoria
Maurizio Riccardi

Sito web: www.maurizioriccardi.it

Fotografo, giornalista, direttore del Gruppo AGR, di cui fanno parte: l'agenzia fotografica AGR, il magazine online Agrpress.it, l'Archivio Riccardi, la sezione Audiovsivi / web e la sezione Comunicazione.
Nasce a Roma nel 1960, si può dire nella camera oscura del padre, anche lui noto fotografo della "Dolce Vita". 

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