Immensa meraviglia di Alex Imburgia presentato allo IALS

Vladimir Derevianko, Madia Mauro, Roberta Ammendola e Alex Imburgia Vladimir Derevianko, Madia Mauro, Roberta Ammendola e Alex Imburgia
Si è svolta sabato 10 ottobre 2020 presso la Sala 1 dello IALS - via Cesare Fracassini 60, non lontano dall’Auditorium Parco della Musica - a Roma la conferenza stampa per la presentazione del libro di Alex Imburgia “Immensa meraviglia” (Viola Editrice). Con l’autore è intervenuto Vladimir Derevianko, uno fra i maestri e coreografi più acclamati della scena contemporanea internazionale. L’incontro è stato moderato dalla giornalista Rai Roberta Ammendola, la quale ha anche letto alcuni brani del libro.

«Francesco sapeva bene che, in quel momento, non doveva permettere che l’emozione avesse la meglio. Era cresciuto e non era più il timido ragazzino che calcava il palcoscenico per il saggio di fine anno. Iniziò a ballare, dimenticando ogni pensiero. In quel preciso istante c’erano solo lui, la musica e la danza» (Alex Imburgia, Immensa meraviglia, Viola Editrice, Roma 2020).

«“Vivere è un’arte che assomiglia più alla lotta che alla danza, perché bisogna sempre tenersi pronti e saldi contro i colpi che ci arrivano imprevisti”. Fu un altro Marco a pronunciare questa frase, Marco Aurelio, ma sono sicuro che il mio Maestro l’avrebbe di certo condivisa». (Alex Imburgia, Imprevisti, ottavo capito di Immensa meraviglia, Viola Editrice, Roma 2020).

«Immensa meraviglia è il secondo romanzo di Alex Imburgia in cui si racconta la bellezza e l’intensità della danza. Prima di questo libro, l’autore ha introdotto il mondo del balletto con Il saggio di danza, che ha ricevuto importanti riconoscimenti come il Premio della Giuria all’XI edizione del Premio Letterario Internazionale Città di Cattolica e il Diploma d’onore al Premio Letterario Milano International 2019. In Immensa meraviglia, dedicato al maestro Marco Ierva, Alex Imburgia mette in luce un’interconnessione profonda tra la sua voce interiore e il suo Maestro che, come il fluire silenzioso di un dialogo costante, funge da preludio musicale al tempo e al luogo di ogni capitolo in cui si intrecciano gli avvenimenti. Questa forma espressiva aiuta il lettore a visualizzare e, al tempo stesso, a vivere in prima persona gli eventi in cui si intersecano i destini dei protagonisti, mettendo in evidenza l’ineluttabilità di un legame che, come un filo invisibile, passa attraverso le loro vite e finirà per condurle nello stesso posto. La storia si snoda tra Arezzo, Roma e Parigi, l’atmosfera del libro è elettrizzante e coinvolgente, tanto da sembrare la sceneggiatura di un film dove non mancano i colpi di scena. Ogni personaggio ha la propria personalità e le proprie particolari sfumature psicologiche, ognuno è legato all’altro da un’unica grande passione: la danza. È tangibile l’emozione della crescita, la scoperta di sentimenti e di emozioni nuove che i protagonisti affronteranno in modo intenso, vivendo sulla loro pelle le contraddizioni e lo sgomento di un sogno ambizioso che porterà con sé confusione e stupore, ma farà emergere anche laceranti contraddizioni e riscatti sociali. Fra Marco e Alex, figure-guida del racconto, emerge una forte complicità e un profondo affetto, battezzati sotto il segno del Magister straordinario […]. Nelle pagine di Immensa meraviglia c’è spazio per la pura commozione, quella che ci porta a pensare, ricordare e riconsiderare i Magister delle nostre vite. Come in un eterno ritorno, gli allievi diventano Maestri e imparano a riconoscere le proprie origini: “Quel giorno mi fu chiaro, in maniera lampante, che un vero artista, così come qualunque persona di successo che non voglia “smarrirsi”, ha bisogno di rimanere sempre in contatto con le proprie radici. E per noi danzatori, in special modo, prendere lezione circondati da coloro che, in quel momento non sono altro che comuni allievi come te, è sempre un rigenerante bagno di umiltà e fa bene all’anima… Un po’ come tornare a casa, insomma”. Più avanti […] tutti i fil rouge delle vite dei protagonisti si incontreranno per tessere la trama arcana e straordinaria del destino, le parole si faranno poesia e le frasi diventeranno emozioni, perché a parlare non sarà che lei, l’arte della danza». (Vladimir Derevianko, Prefazione a Alex Imburgia, Immensa meraviglia, Viola Editrice, Roma 2020)

«La mia vita è indissolubilmente legata alla danza. Tutte le scelte che ho compiuto finora sono state in funzione della danza, di quel desiderio incontenibile di viverla ed esprimersi attraverso di essa. Immensa Meraviglia è dedicato a Marco Ierva, il mio Maestro, il mio mentore che purtroppo oggi non c’è più. È sua questa espressione! L’Immensa Meraviglia non è nient’altro che il popolo dei danzatori e tutto il mondo che ruota intorno a loro. Marco non è stato solamente uno dei tanti Maestri di danza che mi hanno formato artisticamente, lui ha rappresentato, per me, molto di più. Una guida preziosa, un Maestro di vita che ha colmato quei vuoti che si vengono inevitabilmente a creare in ognuno di noi quando da ragazzi lasciamo il nido familiare per affacciarci d’improvviso alla vita adulta […]. Il mondo della danza è, sovente, percepito da chi non lo conosce come effimero, fatto principalmente di divertimento, ma non è affatto così. La danza, che è sicuramente un’arte che si nutre di bellezza e giovinezza, esige, tuttavia, da chi vuole praticarla seriamente, la massima abnegazione. Una dedizione assoluta che deve esserci sin da giovanissimi, quando decidiamo di sacrificare molti aspetti ludici della nostra crescita a favore di un allenamento costante e quotidiano che, forse, nel giro di una decina di anni, ci porterà ad essere professionisti in quest’arte […]. La strada che porta alla realizzazione dei sogni è necessariamente lastricata di innumerevoli sacrifici e di tanta fatica. Personalmente, non conosco altri “modi” per realizzarli! Ovviamente, questo assunto, non lo ritengo valido solo per i danzatori, ma è universale […]. La vita dei danzatori non è lunghissima […]. Una cosa però è certa: questa breve vita sarà meravigliosa, anzi, sarà un’Immensa Meraviglia […]. La prefazione è di Vladimir Derevianko. Era giusto che lui firmasse anche quest’ultima perché i due libri [Il saggio di danza e Immensa meraviglia, ndr] seppur auto-conclusivi, sono strettamente connessi […]. Sono onorato della sua amicizia e del fatto che lui sia presente tra le pagine dei miei romanzi con le sue prefazioni» (Alex Imburgia in In uscita “Immensa meraviglia”. Intervista ad Alex Imburgia, a cura di Madia Mauro, Agrpress, settembre 2020)

 

1991. Un gruppo di amici, uniti fra loro dalla passione per la danza, affronta una serie di sfide non solo professionali. Fra Roma, Arezzo e Parigi le loro vite si intrecciano in una serie di “casualità” che riannodano fra loro i fili del passato. Lo Studio 7, la miglior scuola di danza della Toscana, rappresenta ancora una volta il punto di partenza delle loro carriere: una futura étoile dell’Opéra, una brillante promessa della danza moderna, un’originale coreografa, una talentuosa diplomanda dell’Accademia ed una stella dell’hip-hop. La vicenda culminerà in un sorprendente “regalo” destinato alla loro Maestra Claudia, nei confronti della quale, ognuno ha suo modo, ha una straordinaria riconoscenza. Il sentimento è il “fil rouge” che connette fra loro le vicende di Francesco, Aurora, Costanza, Sara e Andrea. Fra colpi di scena, rivelazioni, cocenti delusioni e amori travolgenti, le avventure dei cinque ragazzi saranno sempre scandite dal ritmo della danza, intesa come centro nevralgico delle vite dei protagonisti.

 

Alex Imburgia (Roma, 1970) è ballerino e coreografo. Il suo primo grande amore rimane quello per la danza, a cui approda dopo una lunga carriera da ginnasta. Laureato in Architettura, ha danzato nelle più importanti produzioni del teatro italiano, calcando palcoscenici come quelli del Sistina di Roma e del Teatro Greco di Taormina. In tv ha ballato in numerosi varietà ed ha firmato importanti coreografie. Oggi è maestro di danza presso lo IALS (Istituto Addestramento Lavoratori dello Spettacolo) di Roma.

Nel 2018 ha pubblicato Il saggio di danza (Viola Editrice), il suo primo romanzo, che ha ricevuto importanti riconoscimenti come il Premio della Giuria all’XI edizione del Premio Letterario Internazionale “Città di Cattolica” e con il quale consegue il Diploma d’Onore al Premio Letterario “Milano International 2019” ed il Premio Internazionale “Comunicare l’Europa”.

 

Vladimir Derevianko (1959) si forma come danzatore presso la Scuola del Bol’šoj di Mosca e nel 1977 ne diviene il primo ballerino interpretando la maggior parte dei ruoli principali del repertorio classico. Ha danzato con alcune fra le più grandi étoiles internazionali (Carla Fracci, Elisabeth Maurin, Elisabetta Terabust, Luciana Savignano, Alessandra Ferri, Eva Evdokimova, Evelyne Hart, Viviana Durante). Ha ricevuto prestigiosissimi premi, fra cui il Benois de la Danse conferitogli al Bol’šoj. Nel 2011 ha dato l’addio alle scene ed è uno fra i maestri e coreografi più acclamati della scena internazionale contemporanea.

 

Immensa meraviglia di Alex Imburgia, pubblicato da Viola Editrice (Roma), prefazione di Vladimir Derevianko, grafica strutturale a cura di Federico Grilli, è disponibile in libreria e online da ottobre 2020. 

 

Pubblicato in Editoria

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da oltre quindici anni, ha lavorato come battitore e segretario di produzione per un documentario su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore e con la Dino Audino Editore. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e collaboratore alle vendite in occasione di presentazioni, incontri, dibattiti e fiere librarie.

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