In libreria: Ho scelto l'Italia. Contro-appunti di un imprenditore europeo

In libreria: Ho scelto l'Italia. Contro-appunti di un imprenditore europeo
Pensate che avviare un'attività in Francia o in Germania sia più semplice che in Italia? Provateci. 

Siete convinti che a casa nostra niente funzioni e che il Belpaese sia irrimediabilmente afflitto da burocrazia e corruzione? In realtà nel resto d'Europa non se la cavano meglio. L'Italia ha qualità e capacità che ne fanno un luogo in cui si può fare impresa molto meglio che altrove, al contrario di quanto in genere si pensi. È l'Italia vista da Eric Véron, che nel suo libro “Ho scelto l'Italia. Contro-appunti di un imprenditore europeo” (Ed. Reality Book, 140 pagine, 16 euro, in libreria dal 5 dicembre) racconta la sua esperienza e spiega perché, dopo tanti anni passati all'estero, ha deciso di fermarsi proprio qui.

Con un'analisi molto pragmatica, questo imprenditore cosmopolita mette a fuoco quindici punti, che corrispondono ad altrettanti luoghi comuni sull'Italia che non va, quella che non ha voglia di lavorare, paralizzata da inefficienze, vizi e mali incurabili, e li smonta uno a uno. Ciò che ne esce è una carrellata, costellata di esperienze personali, sui punti di forza di questo Paese. Dalla capacità produttiva a un'etica del lavoro che resiste ed è un vero asso nella manica delle imprese. Dal patrimonio culturale alla qualità della vita, fino alle infrastrutture, treni compresi. Perché il nostro è un Paese che soffre di esterofilia ma in fondo conosce poco quello che succede all'estero e ne ha un'immagine idilliaca. Mentre avrebbe tante ragioni per essere più fiero e ottimista e diventare più forte in Europa. Un racconto carico di ottimismo, per dire che abbiamo le carte per farcela. E che la crisi, così spesso considerata come una sciagura ineluttabile e da cui è impossibile risollevarsi, si può sconfiggere.

Eric Véronè un imprenditore franco-olandese, fondatore di Vailog, società specializzata in sviluppo immobiliare industriale, che ha sede a Milano ed è controllata da un gruppo quotato alla borsa di Londra. Negli ultimi quindici anni ha costruito più di un milione e mezzo di metri quadri di capannoni industriali in tutto il mondo, per un valore di oltre un miliardo di euro. 

 


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