“L’ultima parola. La vera storia di Dalton Trumbo” di Bruce Cook

un'immagine del film "L'ultima parola - La vera storia di Dalton Trumbo" di Jay Roach un'immagine del film "L'ultima parola - La vera storia di Dalton Trumbo" di Jay Roach
 Un libro da riscoprire. Quello di Bruce Cook "L’ultima parola. La vera storia di Dalton Trumbo" (Rizzoli).

«Trumbo è senza dubbio un prodigio della volontà. Ha sempre tenuto duro: è sopravvissuto, ha prevalso, ha persino trionfato. Si potrebbe persino prenderlo come esempio di un certo tipo di valori - tenacia, indipendenza, perseveranza - che oggigiorno sono diventati parecchio rari» (Bruce Cook, L’ultima parola. La vera storia di Dalton Trumbo, Rizzoli, Milano, 2016)

«Una storia esemplare sulla forza d’animo necessaria per combattere il sistema» («Variety»)

«Lei è o è mai stato membro del Partito Comunista?». Alla domanda di J. Parnell Thomas, senatore e presidente della Commissione per le attività antiamericane, Dalton Trumbo, uno fra gli sceneggiatori più pagati ed ammirati di Hollywood, non risponde.

Alle sue spalle, a sostenerlo, Humphrey Bogart (1899-1957), Lauren Bacall (1924-2014), Gene Kelly (1912-1996), John Garfield (1913-1952) e John Huston (1906- 1987). Siamo nel 1947 e negli Stati Uniti l’ondata di paranoia anticomunista investe anche gli studios. Centinaia di registi, attori, scrittori, sceneggiatori, direttori della fotografia, montatori, musicisti, scenografi, arredatori, costumisti vengono convocati per deporre di fronte alla Commissione. Solo dieci fra loro, i cosiddetti “Hollywood Ten”, verranno inquisiti ed incarcerati per essersi rifiutati di raccontare quel che sapevano e di tradire colleghi ed amici. Da allora Trumbo sarà costretto a lavorare per il “mercato nero”, senza aver la possibilità di firmare con il suo nome la sceneggiatura di film quali Vacanze romane (1953) di William Wyler e La grande corrida (1956) di Irving Rapper, che vincerà anche l’Oscar come Miglior Sceneggiatura. Solo nel 1960, Kirk Douglas, produttore e protagonista di Spartacus di Stanley Kubrick, deciderà di scrivere il suo nome chiaro e tondo nei titoli di testa del film («In ogni città e provincia liste di dissidenti sono già compilate», è la più celebre battuta del generale Crasso - interpretato da Laurence Olivier).

Gli “eroi” che hanno attraversato la storia del cinema non sono molti, e Dalton Trumbo è senz’altro fra loro. Si può affermare che, se la democrazia è arrivata ad Hollywood, è anche grazie a lui.

Bruce Cook (Chicago, 1932 - Los Angeles, 2003) è stato un giornalista e scrittore americano. Ha collaborato con alcuni fra i maggiori periodici americani ed ha pubblicato numerosi libri.

Dalton Trumbo (Montrose - Colorado -, 1905 - Los Angeles, 1976), scrittore, sceneggiatore e regista, è stato uno fra i dieci artisti di Hollywood che durante il Maccartismo, dopo essere stati accusati di simpatie comuniste, si rifiutarono di collaborare con la Commissione per le attività antiamericane fornendo i nomi di altri militanti progressisti. Incarcerato, finisce sulla famigerata “lista nera”, viene improvvisamente emarginato dal mondo del cinema e si trasferisce in Messico. Dopo molti anni di giornalismo e di lavoro come sceneggiatore, si vede costretto a scrivere sotto falso nome. Nel 1956 vince l’Oscar per la Miglior Sceneggiatura con La grande corrida di Irving Rapper, ma non ha la possibilità di andare a ritirare il premio, in quanto ha firmato il lavoro con uno pseudonimo (Robert Rich). Torna al cinema all’inizio degli anni Sessanta grazie a Kirk Douglas e ad Otto Preminger che lo ingaggiano per scrivere il soggetto e la sceneggiatura rispettivamente di Spartacus (1960) di Stanley Kubrick e di Exodus (1960), diretto da O. Preminger medesimo. Nel 1971 dirige E Johnny prese il fucile, tratto da un suo libro del 1938, una drammatica denuncia della follia disumana della guerra vista dal punto di vista di un soldato che in battaglia ha perduto tutti e quattro gli arti, la vista e l’udito, ma non la capacità di riflettere in modo critico.

Fra gli altri film da lui scritti ricordiamo Kitty Foyle, ragazza innamorata (1940) di Sam Wood, Ho sposato una strega (1942) di René Clair, Joe il pilota (1943) di Victor Fleming, Missione segreta (1944) di Mervyn LeRoy, La sanguinaria (1949) di Joseph H. Lewis, Ho amato un fuorilegge (1951), di John Berry, Cowboy (1958) di Delmer Daves, Il prezzo del successo (1959) di Joseph Antony, Solo sotto le stelle (1962) di David Miller, Hawaii (1966) di George Roy Hill, L’uomo di Kiev (1968), di John Frankenheimer, Papillon (1973) di Franklyn J. Schaffner.

Nel 2008 è stato prodotto Trumbo, un documentario che contiene interviste con vari attori e personaggi che hanno lavorato o avuto a che fare con lui. Nel 2015, sulla vita di Dalton Trumbo è stato realizzato anche il film L'ultima parola - La vera storia di Dalton Trumbo, diretto da Jay Roach ed interpretato da Bryan Cranston (nel ruolo di Trumbo) e da Diane Lane (in quello di sua moglie Cleo).

L’ultima parola. La vera storia di Dalton Trumbo di Bruce Cook, pubblicato da Rizzoli (Milano), traduzione di Mauricio Dupuis e Cecilia Martini del libro di B. Cook pubblicato a New York nel 1977, è disponibile in libreria e online da gennaio 2016.

 

Pubblicato in Editoria

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da oltre quindici anni, ha lavorato come battitore e segretario di produzione per un documentario su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore e con la Dino Audino Editore. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e collaboratore alle vendite in occasione di presentazioni, incontri, dibattiti e fiere librarie.

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