Lezioni di sogni. Un metodo educativo ritrovato di Paolo Crepet presentato a Sacrofano

Paolo Crepet con Tiziana Panella Paolo Crepet con Tiziana Panella foto Petra Wendt
Si è svolta sabato 3 dicembre 2022 con notevole affluenza di pubblico presso la Biblioteca comunale di Sacrofano (RM) la presentazione del libro di Paolo Crepet “Lezioni di sogni. Un metodo educativo ritrovato” (Mondadori). L’autore ha dialogato con la giornalista La7 Tiziana Panella.

«È un grande privilegio avere avuto con noi a Sacrofano il Professor Crepet, che gira l’Italia per divulgare il suo metodo. La nostra biblioteca si rivela sempre più il luogo idoneo per confrontarsi, ritrovarsi e per maturare idee e utili approfondimenti», ha dichiarato la Sindaca di Sacrofano Patrizia Nicolini.

«La vita è piena di umiliazioni e di dolori, tutti i fili che la legano alla felicità si rompono in mano all’uomo uno dopo l’altro. Nascondete bene le vostre ferite quando ne avrete... I curiosi succhiano le nostre lacrime come le mosche il sangue d’un daino ferito» (Alexandre Dumas père, I tre moschettieri)

«Ho iniziato a scrivere questo libro convinto che le cicatrici della pandemia sarebbe durate ancora a lungo nelle nostre anime, soprattutto quelle più giovani, ma non avrei mai potuto pensare che l’avrei finito con le immagini di un ospedale pediatrico e di una scuola rasi al suolo da una guerra alle porte delle nostre case. Prima l’invisibile che uccide milioni di esseri umani, poi la morte visibile voluta da altri esseri umani. Distruzione, dolore, umiliazioni. Comunque angoscia, sensazione opprimente di non avere scampo, che la Storia si stia incartando. Eppure una via d’uscita c’è. Virus e bombe ci hanno fatto capire che se si vuole pace, prosperità e salute si deve ricominciare dall’educare. Per questo oggi sento più che mai la responsabilità di lasciare una traccia, una scia di cose viste e sentite, e di restituire ciò che ho imparato. Perché credo nei sogni che prossimo fare a occhi aperti [...] Non voglio fornire un manuale di regole per educare – sarebbe ridicolo e presuntuoso da parte mia -, ma credo sia utile dispiegare come un racconto le esperienze, i pensieri, le suggestioni, le contraddizioni e i dubbi che gli anni della mia professione - seduto nella poltrona del mio studio, in giro a incontrare la gente, scrivendo libri - mi hanno regalato. Spero che si possa cogliere tra paragrafi e parole anche l’essenza dell’ironia, grimaldello capace di scardinare cancelli chiusi per ignoranza, accidia, protervia e perfino indifferenza, come i miei maestri mi hanno insegnato facendomi alzare lo sguardo. Anche i sogni hanno le loro responsabilità e oggi ognuno di noi ha una grande, irripetibile occasione. Nonostante una pandemia non tramontata e una guerra che infuria come simbolo dell’idiozia umana, il nostro Paese riceverà importanti finanziamenti europei, una parte non esigua del quali verrà utilizzata per inventare nuovi strumenti educativi. Ricevere una tale quantità di denaro, non è una fortuna, piuttosto un’immensa responsabilità non soltanto per chi dovrà gestirla, ma per tutti i cittadini: nessuno potrà più accampare scuse. Per non sciupare questa gigantesca opportunità, occorre un’utopia, altrimenti ci occuperemo del qui e ora e tutto verrà vanificato. Occorrerà mettere assieme, come diceva il pittore spagnolo Francisco Goya, fantasia e ragione, che unite sono madre di ogni arte e di tutte le meraviglie che ne discendono. Questo libro si propone come contributo allo straordinario disegno di occuparci della visione del futuro, immaginarlo, progettarlo: mettere la generazione dei nostri giovani in grado di mostrare il loro attaccamento alla vita. Oggi che abbiamo mostrato loro, ancora una volta, l’orrore della morte, dobbiamo indicare l’antidoto che nasce dal cambiamento, anche radicale, che ognuno è disposto a intraprendere. Sognando» (Paolo Crepet, Prefazione a Lezioni di sogni. Un metodo educativo ritrovato, Mondadori, Milano 2022)

«Supportare un talento, gestire il rapporto con la tecnologia, educare alla gentilezza e al rispetto del prossimo sono tutte strade a cui nessuno può sottrarsi. Gli adulti dovrebbero, inoltre, possedere la sensibilità di individuare potenziali capacità non solo tra i primi banchi o tra i figli più arrendevoli, ma anche tra chi si allontana, uscendo dal gruppo e dalla consuetudine. Il compito dell’educatore non è, quindi, “normalizzare” gli outsider per facilitarne l’inclusione ma riuscire a trovare qualche seme della loro felicità, permettendo di comprendere a chi siede nelle prime file che chi è fuori è anche dentro. Occorre riabilitare la pedagogia degli ultimi, perché la mancanza di rispetto risiede proprio nello svilire menti non omologate. L’unico ruolo possibile per genitori e insegnanti è essere d’esempio, dal momento che “i bambini ci guardano e imparano da noi bellezze e viltà”. Solo così chi sta crescendo imparerà che l’unica aspirazione che vale è impegnarsi, ogni giorno, a essere migliori» (Madia Mauro, Il buon educatore deve saper riflettere, «Il Tempo», domenica 27 novembre 2022)

 

Siamo nel pieno di quella che Papa Francesco ha definito una catastrofe educativa: molti adulti si sentono sperduti, impreparati di fronte alle nuove generazioni ed i giovani si trovano senza punti di riferimento sicuri. In n mondo che cambia con grandissima rapidità è più che mai necessario ripensare il difficile compito di educare.

Ripercorrendo quanto scritti negli ultimi venticinque/trent’anni, mescolando ricordi personali e pubbliche riflessioni, Paolo Crepet offre il frutto della sua lunga esperienza, delineando quello che in molti hanno definito «il metodo Crepet». Un lungo viaggio, che pone al centro il bisogno di ripensare la genitorialità, la scuola, il rapporto fra le generazioni, il futuro.

È impossibile ignorare che la necessità di un profondo cambiamento si scontri con resistenze, timori, egoismi difficili da vincere, freni che privano bambini/bambine e ragazzi/ragazze del diritto di far nascere i propri sogni e di coltivarli, affidandosi alla capacità di sentire le proprie emozioni e di lasciarsi coinvolgere dalla passione per un progetto di vita.

Occorre dunque la forza di una voce critica, anche scomoda, che scuota da questo torpore educativo e aiuti ad invertire la rotta. Le pagine di Lezioni di sogni. Un metodo educativo ritrovato hanno dunque l’obiettivo di essere spunti, provocazioni, richiami, un’occasione per riflettere sul futuro delle giovani generazioni. Che cos’è il talento e come supportarlo? Come gestire il rapporto con la tecnologia e i social media? Come educare alla gentilezza, al rispetto, alla complessità? Sono solo alcuni fra gli interrogativi a cui nessuno può sottrarsi, perché «i bambini ci guardano e imparano da noi bellezze e viltà».

Crepet scrive perciò questo libro «come un portolano utile, per naviganti impauriti da vecchie e nuove tempeste, per coloro i quali/le quali vogliano trovare e riafferrare il bandolo di una matassa troppo strategica perché venga lasciata all’ignavia degli indifferenti».

 

«Se il futuro digitale ucciderà la sensibilità dei bambini, si suiciderà»; «Pochi sanno educare all’amore , perché rari sono quelli educati all’amore»; «Il coraggio di educare risiede nella capacità di togliere, non di aggiungere»; «Vorrei che i tuoi Natali non fossero colmi di doni - segnali a volte sfacciati delle nostre assenze -, ma di attenzioni»; «La curiosità porta la passione come il vento la pioggia benefica»; «Per i bambini giocare è una cosa tremendamente seria»; «L’educazione sta alla dottrina come la libertà alla galera»; «Il tuo compito, la tua meta in fondo al viaggio, è diventare migliore dei tuoi genitori»; «Le uniformi sono gabbie mentali , abbottonano l’anima»; «L’esistenza non è una corsa di cento metri, ma una maratona meravigliosa e per arrivare alla fine occorre merito, non furbizia»; «Assumersi il rischio di vivere - e non farsi bastare la sopravvivenza - significa comprendere che l’ambizione può esserne molla, motore, carburante, non ostacolo né limite»; «Un giovane deve ascoltare, immaginare, osare. Un vecchio restituire»; «La curiosità, come l’amore, non invecchia mai»; «Se si rompe un sogno, si frantuma la luce»; «Chi odia i diversi li invidia»; «Indifferenza è abbeverarsi di anestesia»; «L’imparzialità allude alla mancanza di idee»; «Un genitore che non ha il coraggio di credere nei propri figli è alienante»; «Diventare maturi significa iniziare a preoccuparsi per gli altri e a ridere di sé»; «Evitare gli esami significa cancellare anche quello di coscienza»; «È incredibile constatare come a un adulto possa piacere un giovane che non fa domande e non pone problemi»; «Il delirio delle culture postindustriali si esprime nell’autarchia individuale»; «Nel fuoriclasse s’intravede il talento di chi è stato fuori da una classe»; «Il minimo comun denominatore delle nostre vite, sotto il quale non dovremmo mai scendere, si chiama dignità»; «Non potrei mai fidarmi di un adulto che non conosca la pietà»; «Chi tollera l’accidia in un giovane lo fa morire lentamente»; «La società che parla solo di sesso lo trasforma in noia»; «Un tempo per sedurre bisognava essere colti e stravaganti; oggi qualsiasi mediocre può farlo; la conquista era un premio, ora una banale certezza»; «La fragilità è bellezza e dice di ognuno più della forza»; «Certi social network sono un’ottima palestra per educare gli adolescenti a smarrirsi»; «Appaio, mi vedono, dunque sono»; «Tutti si annoiano, ma pochi se ne accorgono»; «Il talento, quando è vero, è inconsapevole»; «Un bambino capace di stare da solo è rasserenante»; «Non capisco come faccia un genitore a essere orgoglioso di un figlio o una figlia violenti, visto che è una dimostrazione di frustrazione e impotenza»; «Pretendere che i propri figli crescano normali è come essere contenti di essere ovvi»; «Un genitore dovrebbe essere il capitano dei suoi figli, non il servo»; «La perfezione anatomica è noiosa ed effimera, con il tempo rimane l’intelligenza emotiva, che non si misura con un metro attorno ai fianchi»; «Ciò che ogni marinaio teme di più non è la tempesta ma la bonaccia»; «Più ci sentiamo liberi, più pensiamo che qualcun altro non lo debba essere»; «Autonomia, autostima e creatività sono le materie più importanti su cui bisognerebbe educare; peccato che non esistano in nessuna pagella»; «Compito dell’educatore è distinguere tra dolore e annientamento»; «“L’ultimo vestito deve avere le tasche bucate” recita un vecchio, saggio detto veneziano»; «Non c’è niente di più patetico di un anziano che non sa vivere la sua età»; «Se la nostra generazione è riuscita a costruire un progetto per sé, perché i nostri figli non dovrebbero essere capaci di fare altrettanto?»; «Una città, quando non è brutale concentrazione di anime, è prospettiva di solidarietà e immaginazione»; «Non te lo chiedo, ho paura della risposta» (Paolo Crepet, Lezioni di sogni. Un metodo educativo ritrovato, Mondadori, Milano 2022)

 

Paolo Crepet (Torino, 1951) è psichiatra e sociologo. Oltre all’attività clinica, si dedica alla divulgazione attraverso i suoi libri e i mezzi di comunicazione. È molto conosciuto da un vasto pubblico grazie anche alle numerose partecipazioni televisive a programmi a cui viene invitato per la grandissima competenza dei suoi pareri professionali. Fra i suoi numerosi libri ricordiamo Le dimensioni del vuoto. I giovani e il suicidio (Feltrinelli, 1993; Feltrinelli, 2002; Feltrinelli, 2021), Le misure del disagio psicologico (Carocci, 1994), Cuori violenti. Viaggio nella criminalità giovanile (Feltrinelli, 1995; Feltrinelli, 2002; Feltrinelli, 2017), Solitudini. Memorie di assenze (Feltrinelli, 1997; Feltrinelli, 2002; Feltrinelli, 2013), Naufragi. Tre storie di confine (Einaudi, 1998), Il rifiuto di vivere. Anatomia del suicidio (Editori Riuniti, 1998), scritto con Francesco Florenzano, Alle radici della violenza. Per spiegare l’inumanità dell’uomo (Gaspari, 1998), scritto con Stefano Parmigiani e Alberto Schön, Non siamo capaci di ascoltarli. Riflessioni sull’infanzia e l’adolescenza (Einaudi, 2001; Einaudi, 2006), La ragione dei sentimenti (Einaudi, 2002; Einaudi, 2004; Einaudi, 2007), Voi, noi. Sull’indifferenza di giovani e adulti (Einaudi, 2003), Dannati e leggeri (Einaudi, 2004; Einaudi, 2006), I figli non crescono più (Einaudi, 2005), Sull’amore. Innamoramento, gelosia, eros, abbandono. Il coraggio dei sentimenti (Einaudi, 2006), Dove abitano le emozioni (Einaudi, 2007), scritto con Mario Botta e Giuseppe Zois, I giorni dell’ira. Storia di matricidi (Feltrinelli, 2007), scritto con Giancarlo De Cataldo, A una donna tradita (Einaudi, 2008), L’interruttore del buio. Reportage fotografico a trent’anni dalla legge 180 sugli ex manicomi (Morgana Edizioni, 2008), scritto con Giacomo Saviozzi e Silvano Agosti, Nado Canuti. L’artista e il territorio. L’artista e la scuola (Morgana Edizioni, 2008), scritto con Gillo Dorfles, Un’anima divisa. Storia di Sara (Einaudi, 2010), L’autorità perduta. Il coraggio che i figli ci chiedono (Einaudi, 2011; Einaudi, 2022), Elogio dell’amicizia (Einaudi, 2012; Einaudi, 2014), Educare oggi (Enea Edizioni, 2012), Impara a essere felice (Einaudi, 2013), Non mi chiedere di più (Barney, 2014; Barbera, 2015), Il caso della donna che smise di mangiare (Einaudi, 2015), La gioia di educare (Einaudi, 2015), Baciami senza rete. Buone ragioni per sottrarsi alla seduzione digitale (Mondadori, 2016; Mondadori, 2017), Il coraggio. Vivere, amare, educare (Mondadori, 2017; Mondadori, 2018), Passione (Mondadori, 2018; Mondadori, 2019), Perché finisce un amore (Solferino, 2019), Libertà (Mondadori, 2019; Mondadori, 2020), Vulnerabili (Mondadori, 2020), Il coraggio. Vivere, amare, educare (Mondadori, 2020), La fragilità del bene (Einaudi, 2021), Oltre la tempesta. Come torneremo a stare insieme (Mondadori, 2021).

Tiziana Panella - San Paolo Bel Sito (NA), 1968 - è giornalista, autrice e conduttrice televisiva. All’età di diciotto anni vince un premio letterario organizzato dal settimanale «L’Espresso» e l’anno seguente comincia a collaborare con i quotidiani «Il Giornale di Napoli» e «Il Mattino», Nel 1990 comincia a lavorare in televisione conducendo i telegiornali di varie emittenti locali di Caserta. Due anni dopo torna alla carta stampata collaborando con «Visto». Nel ’93, dopo un reportage realizzato in Mozambico, pubblica il suo primo libro: Le parole della fame (Dalai Editore, 1995), scritto con Silvestro Montanaro). A partire dal ’94 è in Rai per contribuire alla realizzazione dei programmi I fatti vostri, Indagine e Chi l’ha visto? Nel 2000, dopo la prematura scomparsa di Marcella De Palma (1956-2000), insieme a Fiore De Rienzo, Pino Rinaldi e Filomena Rorro, conduce Chi l’ha visto? per circa sei mesi. L’anno seguente lavora con Michele Santoro in Il Raggio Verde, in onda su RaiDue, e nel successivo programma Sciuscià. Dal settembre 2001 passa all’allora neonata La7 (aveva cominciato a trasmettere circa tre mesi avanti) con contratto da praticante, dove conduce il telegiornale fino al 2004. Nello stesso anno, con Alessandra Anzolini, vince il IV Festival Cineambiente, con un documentario sul dramma dei rifiuti tossici in Campania. Dal novembre 2003, insieme a Susanna Schimperna, si occupa anche del programma Orlando, sempre su La7. Nel settembre 2007 approda a Omnibus (La7) come conduttrice del “tema del giorno” nella versione Omnibus Weekend, in onda il fine settimana. Dall’aprile 2008 conduce, nella fascia mattutina, il programma Le vite degli altri, sessanta puntate di biografie di personaggi famosi (replicato anche nell’estate 2011). Dall’ottobre 2010 al marzo 2011 conduce anche il Magazine del TG La7 “Life”. Dal 2011, insieme ad Enrico Vaime, conduce il talk show mattutino Coffee Break (La7). Dall’ottobre 2015 conduce Tagadà (La7, dal lunedì al venerdì dalle 14.00 alle 16.30). Dal 2005 al 2008 è stata assessora alle Politiche e ai Beni Culturali, ai Grandi Eventi, al Marketing territoriale e all’Editoria della provincia di Caserta.

 

Lezioni di sogni. Un metodo educativo ritrovato di Paolo Crepet, pubblicato da Mondadori (Milano) nella collana “Strade blu” e disponibile in libreria e online da giugno 2022, è stato presentato presso la Biblioteca comunale di Sacrofano sabato 3 dicembre 2022.

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da oltre quindici anni, ha lavorato come battitore e segretario di produzione per un documentario su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore e con la Dino Audino Editore. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e collaboratore alle vendite in occasione di presentazioni, incontri, dibattiti e fiere librarie.