Luis Sepulveda compie 70 anni

una copertina di "Il vecchio che leggeva romanzi d'amore" una copertina di "Il vecchio che leggeva romanzi d'amore"
Il grande scrittore cileno, autore di libri quali “Il vecchio che leggeva romanzi d’amore”, “Il mondo alla fine del mondo”, “Un nome da torero”, “La frontiera scomparsa”, “Patagonia Express. Appunti dal Sud del mondo”, “Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare”, “Incontro d’amore in un paese in guerra” e molti altri, compie settant’anni.

«Arrivò alla capanna abbandonata dai cercatori d'oro che era quasi buio, e scoprì che il temporale aveva abbattuto la costruzione di canne. Si dette rapidamente un'occhiata intorno e si rallegrò di trovare una canoa dal ventre lacerato rovesciata sulla riva. Trovò anche un sacco con delle fette di banana secche, se ne riempì le tasche e si infilò sotto il ventre della canoa. Le pietre del suolo erano asciutte. Sospirò sollevato, sdraiandosi sulla schiena con le gambe allungate, al sicuro [...].  Sistemò il machete al suo fianco. Il ventre della canoa offriva un'altezza sufficiente per mettersi gattoni se desiderava avanzare o retrocedere. L'imbarcazione misurava circa nove metri di lunghezza e aveva vari squarci prodotti dalle pietre affilate delle rapide. Messosi comodo, mangiò qualche pugno di banane secche e accese un sigaro, che fumò con vero diletto. era stanchissimo e non tardò ad addormentarsi. Cadde preda di uno strano sogno [...]. Trattenne il respiro per scoprire cosa stava accadendo. No, non era più nel mondo dei sogni. La femmina era davvero sopra la canoa, e passeggiava, e siccome il legno era molto liscio, levigato dall’acqua incessante, l’animale si serviva degli artigli per non scivolare mentre camminava da prua a poppa. Il vecchio sentiva il suono vicino della sua respirazione ansiosa. Lo scorrere del fiume, la pioggia e il passeggiare della femmina erano tutti i suoi riferimenti dell’universo. Il nuovo atteggiamento dell’animale lo obbligava a riflettere in fretta e furia. La femmina aveva dimostrato di essere troppo intelligente per pretendere che lui accettasse la sfida e uscisse ad affrontarla in piena oscurità. Che nuovo stratagemma era questo? Forse era vero quello che dicevano gli shuar riguardo all’olfatto dei felini? […]. Lo marcava come sua preda, considerandolo morto prima ancora di affrontarlo. Così passarono lunghe ore dense, finché un debole chiarore filtrò dentro il rifugio. Lui, sotto, controllava disteso sulla schiena la carica della doppietta, mentre la femmina, sopra, continuava la sua passeggiata instancabile, sempre più breve e nervosa. Quando sentì scendere l’animale, dalla luce dedusse che era quasi mezzogiorno. Attento, aspettò la sua nuova mossa, finché un rumore su un fianco lo avvertì che la femmina aveva iniziato a scavare tra le pietre su cui poggiava l’imbarcazione. Visto che lui non rispondeva alla sfida, la femmina aveva deciso di entrare nel suo nascondiglio. Trascinandosi sulla schiena, indietreggiò fino all’altro estremo della canoa, giusto in tempo per evitare gli artigli, comparsi lanciando colpi alla cieca. Sollevò il capo con la doppietta attaccata al petto e sparò. Poté vedere il sangue che schizzava dalla zampa dell’animale, e contemporaneamente un intenso dolore al piede destro lo avvertì che aveva calcolato male l’apertura delle gambe, e che vari pallini gli erano entrati nel collo del piede. Erano pari. Feriti tutti e due. La sentì allontanarsi, e con l’aiuto del machete sollevò un po’ la canoa, lo spazio sufficiente per vederla, a un centinaio di metri, che si leccava la zampa ferita. Quando si alzò in piedi la ferita gli produsse un dolore terribile, e l’animale, sorpreso, si acquattò sulle pietre calcolando l’attacco. “Sono qui. Finiamo questo maledetto gioco una volta per tutte”. Si sentì gridare con una voce sconosciuta, senza essere sicuro di averlo fatto in shuar o in spagnolo, e la vide correre sulla riva come una saetta maculata, senza fare caso alla zampa ferita. Il vecchio si accucciò, e l’animale, quando fu giunto a circa cinque metri da lui, spiccò un salto prodigioso mostrando gli artigli e le zanne. Una forza sconosciuta lo obbligò a aspettare che la femmina raggiungesse l’apice del suo volo. Allora premette i grilletti e l’animale si fermò a mezz’aria, piegò il corpo di lato e cadde pesantemente […]. Antonio José Bolivar Proaño si alzò lentamente in piedi. Si avvicinò all’animale morto e rabbrividì vedendo come l’avevano deturpato i due colpi […]. Era più grande di quello che aveva pensato vedendola la prima volta. Benché fosse magra, era una animale superbo, bellissimo, un capolavoro di vigore impossibile da riprodurre anche solo col pensiero. Il vecchio la accarezzo, ignorando il dolore del piede ferito, e pianse di vergogna, sentendosi indegno, umiliato, in nessun caso vincitore di quella battaglia. Con gli occhi annebbiati dalle lacrime e dalla pioggia, spinse il corpo dell’animale fino alla riva del fiume, e le acque se lo portarono via, verso l'interno della foresta, fino ai territori mai profanati dall'uoomo bianco, fino all'incontro col Rio delle Amazzoni, verso le rapide dove sarebbe stato squarciato da pugnali di pietra, in salvo per sempre dalle bestie indegne. Gettò subito via con furia la doppietta e la vide affondare senza gloria. Bestia di metallo odiata da tutte le creature. Antonio José Bolivar Proaño […] senza smettere di maledire il gringo primo artefice della tragedia, il sindaco, i cercatori d’oro, tutti coloro che corrompevano la verginità della sua Amazzonia, tagliò con un colpo di machete un ramo robusto, e appoggiandovisi si avviò verso El Idilio, verso la sua capanna, e verso i suoi romanzi, che parlavano d’amore con parole così belle che a volte gli facevano dimenticare la barbarie umana» (Luis Sepulveda, Il vecchio che leggeva romanzi d’amore, 1989)

Nato a Valle - in Cile - nel 1949, dopo il golpe di Pinochet dell’11 settembre 1973, viene arrestato, torturato e, qualche anno dopo (nel’ 77), costretto all’esilio.

Arrivato in Ecuador, vive per alcuni mesi nella Foresta Amazzonica con gli indios Shuar, scoprendo così le loro abitudini ed i loro ritmi di vita fondati sul profondo rispetto per la natura (tematiche che poi affronterà in molti fra i suoi libri e racconti). A tale esperienza è ispirato il libro con cui si afferma sulla scena internazionale, ovverosia Un vejo qui leia novelas de amor (Il vecchio che leggeva romanzi d’amore, 1989 - traduzione italiana 1993), da cui, dodici anni dopo, verrà tratto il film omonimo di Rolf de Heer interpretato da Richard Dreyfuss, Hugo Weaving e Timithy Spall. Seguono molti altri romanzi e racconti di fantasia sorretti da un’intensa vena favolistica, da dure e amare riflessioni sul mondo contemporaneo con un’attenzione costante alle tematiche ambientaliste, ecologiste ed animaliste.

Ricordiamo Mundo del fin del mundo (Il mondo alla fine del mondo, 1989), Nombre de torero (Un nome da torero, 1994), La frontera extraviada (La frontiera scomparsa, 1994), Al andar se hace el camino se hace el camino al andar (Patagonia Express. Appunti dal Sud del mondo, 1995), Historia de una gaviota y del gato que le enseño a volar (Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare, 1996), delicata favola-parabola che ha riscosso grandissimo successo (sia di pubblico sia di critica) e da cui, due anni dopo è stato tratto il film d’animazione La gabbianella e il gatto (1998) di Enzo D’Alò, Diario de un killer sentimental (Diario di un killer sentimentale, 1997), Desencuentros (Incontro d’amore in un paese in guerra, 1997), Jacaré - Hot Line (2002), Historias marginales (Le rose di Atacama, 2002), La locura de Pinochet (Il generale e il giudice, 2003), Moleskine, apuntes y reflexiones (Una sporca storia, 2004), Los peores cuentos de los hermanos Grim (I peggiori racconti dei fratelli Grim, 2004), El poder de los suenos (Il potere dei sogni, 2006), Los canzoncillos de Carolina Huechuraba y otras cronicas (Cronache dal cono Sud, 2006 - traduzione italiana 2007), La lampada de Aladino y otros cuentos para vencer al olvido (KLa lampada di Aladino e altri racconti per vincere l’oblio, 2008), La sembra de lo que fuimos (L’ombra di quel che eravamo, 2009), Historia de aqui y de alla (Ritratto di gruppo con assenza, 2010), Ultimas noticias del sus (Ultime notizie dal Sud, 2011).

Nel 2012 viene pubblicata in Italia la raccolta Tutti i racconti, a cura di Bruno Arpaia e che contiene anche alcuni inediti, ed il racconto Historia de Mix, de Max y de Mex (Storia di un gatto e del topo che diventò suo amico, 2012), mentre l’anno seguente arrivano l’autobiografia informale Escritura en tiempos de crisis. Articulos y reflexiones, Atacama en siete dias e Chile, el pais de mi memoria (Ingredienti per una vita di formidabili passioni, 2013), originale raccolta di scritti e riflessioni sui temi dell’amicizia, dell’impegno politico, del viaggio e dell’esilio, ed il racconto breve Historia de un caracol que describio la importancia de la lentitud (2013).

In epoche più recenti ha pubblicato Un’idea di felicità (2014), scritto con C. Petrini, El uzbeko muto y otras historias clandestinas (L’avventurosa storia dell’uzbeko muto, 2015), Historia de un perro llamado Leal (Storia di un cane e del bambino a cui insegnò la fedeltà, 2015), El fin de la historia (La fine della storia, 2016), Vivere per qualcosa (2017), scritto con C. Petrini e J. Mujica, il testo autobiografico Storie ribelli (2017), Historia de una ballena bianca contada por ella misma (Storia di una balena bianca raccontata da lei stessa, 2018).

Militante al fianco di Greenpeace per oltre vent’anni, ha diretto il film Ninguna parte (2001).

Nel 2016 Luis Sepulveda è stato premiato con l’Hemingway per la Letteratura.  

 

Pubblicato in Editoria

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da oltre quindici anni, ha lavorato come battitore e segretario di produzione per un documentario su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore e con la Dino Audino Editore. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e collaboratore alle vendite in occasione di presentazioni, incontri, dibattiti e fiere librarie.

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