Malerba: la storia di un killer che ammazza per non farsi ammazzare

Malerba Malerba
Era il 21 settembre del 1986. Una data che resterà alla storia perché per la provincia di Agrigento rappresentò l'inizio di una spietata guerra fra "stiddari" e uomini di "Cosa Nostra".

Fra tutti un protagonista assoluto: Giuseppe Grassonelli. Un uomo che rinuncia a tutto e inizia la sua violentissima guerra contro i capimafia di "Cosa Nostra".

Diventa così uno spietato killer per fronteggiare da solo lo sterminio della sua famiglia; fino al suo arresto e alla condanna all'ergastolo ostativo.

Una storia avvincente e ricca di pathos quella raccontata nelle pagine di "Malerba", il libro scritto a quattro mani da Giuseppe Grassonelli e dal giornalista Carmelo Sardo, vicecaporedattore cronache del Tg5.

Un salto nel passato, in una Sicilia che non è quella che sembra. Un racconto avvincente racchiuso nelle pagine di "Malerba", il nuovo libro edito da Mondadori.

"Malerba", erba cattiva: lo chiamavano così nel paese siciliano dove è nato. La sua storia comincia quando, ragazzino, viene spedito in Germania per allontanarlo da una giovinezza scapestrata. La Sicilia sembra lontanissima. Ma il destino lo richiama. Dopo il servizio militare, a vent'anni, torna al paese: un'immersione negli affetti famigliari prima di ripartire per la Germania. Ma la sera precedente alla partenza resta ferito nella strage con cui comincia lo sterminio dei suoi parenti: un regolamento di conti mafioso nello stile più atroce. Fugge, sconvolto, ma presto scopre che Cosa Nostra ha affidato il compito di ucciderlo a uno dei suoi amici d'infanzia.

È la storia di un giovane uomo che non ha fiducia nello Stato, né in alcuna altra istanza morale capace di contenere la ferocia umana. Giuseppe Grassonelli, che assume nelle pagine di "Malerba" il nome fittizio di Antonio Brasso ("nome di battaglia" negli anni della guerra di mafia), ci racconta la storia della sua vita breve e intensissima: segnata dalla morte e dalla cesura dell'arresto, all'età di ventisette anni. L'ebbrezza dell'illegalità, l'orrore indicibile di un intero sistema di relazioni nel quale la vita umana e la dignità individuale non hanno alcun valore, ma tutto è clan, affiliazione o infamia, emergono in queste pagine con potenza sinistra. A parlare è la voce di un uomo radicalmente cambiato dall'esperienza della detenzione.

Giuseppe Grassonelli non si pente, non collabora con la giustizia e sconta dunque la pena durissima dell'ergastolo ostativo. In carcere è entrato semi-analfabeta, oggi è laureato in lettere e filosofia all'università Federico II di Napoli, con 110 e lode ed è considerato un "detenuto modello".

Per raccontare la propria storia si affida al cronista che anni prima aveva seguito la sua "guerra" come giornalista per una TV privata: Carmelo Sardo, che con efficacia e partecipazione ci conduce attraverso queste pagine. Per provare a capire. Perché le parole, e la memoria, sono l'arma più potente contro la silenziosa omertà del male.

Una storia dannata, terribile e allo stesso tempo tenera, racchiusa in un libro da leggere e far leggere.

Carmelo Sardo - Giuseppe Grassonelli, Malerba, Mondadori (collana Strade Blu), 380 p., 2014.

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Pubblicato in Editoria
Francescochristian Schembri

Nato ad Agrigento dove vive e risiede, è giornalista pubblicista dal 2012. Ha collaborato con testate nazionali e locali e si occupa principalmente di tematiche politico-economiche. Laureando in giurisprudenza, ha maturato esperienze politico amministrative nel settore ambientale e delle politiche universitarie. Appassionato di studi storici, ha come hobby la lettura in ambito filosofico e storico. 

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