Mazzini diventa un caso con Fisichella a Spazio 5

Giuseppe Mazzini fa ancora discutere. A sorpresa ha animato lui la conversazione di Domenico Fisichella, autore del libro “Dal Risorgimento al fascismo 1861-1922”, pubblicato da Carocci, con lo scrittore e giornalista Roberto Ippolito a Spazio5, in via Crescenzio 99d a Roma.  

fisichella ippolito

Giuseppe Mazzini fa ancora discutere. A sorpresa ha animato lui la conversazione di Domenico Fisichella, autore del libro “Dal Risorgimento al fascismo 1861-1922”, pubblicato da Carocci, con lo scrittore e giornalista Roberto Ippolito a Spazio5, in via Crescenzio 99d a Roma. Nella discussione sviluppatasi e raccontata dalle foto Agrpress visibili nella galleria, Fisichella ha sostenuto che il mazzinianesimo, anche se “tra i protagonisti del Risorgimento”, ne uscì “sconfitto” per aver insistito invano sull’insurrezione e per “l’opzione repubblicana”, rimanendo così “fuori dal gioco governativo” nell’Italia unita.

Ippolito ha osservato come questa impostazione metta in ombra l’importante ruolo avuto da Mazzini. Dal pubblico si è inserito Giuseppe Marchetti Tricamo, direttore di “Leggere:tutti”, che ha giudicato sbagliato considerare Mazzini perdente, non riconoscendo il suo grande contributo alla causa e ai valori del Risorgimento.

L’incontro, voluto da Maurizio Riccardi animatore di Spazio5 e direttore dell’agenzia fotografica Agr, ha rappresentato una vera e propria cavalcata nella storia: dall’Italia appena nata al suo sviluppo, dall’affermazione come potenza continentale alla prima guerra mondiale fino alla drammatica conquista del potere da parte del fascismo.
Sulla scorta degli elementi forniti dal libro di Fisichella (ordinario di dottrina dello stato e di scienza della politica, ex ministro dei beni culturali e per dieci anni vicepresidente del Senato) la conversazione ha messo a fuoco alcune questioni con originalità. A cominciare da quella che Fisichella definisce “palese incongruenza”: la partecipazione di quattro milioni 129mila cittadini ai plebisciti con i quali venne unificata l’Italia e gli appena 418mila elettori alle elezioni per la Camera dei deputati del 1861. Un’incongruenza spiegabile con le differenti caratteristiche dei due tipi di votazione: una scelta secca nel primo caso, la rappresentanza per la legislatura nel secondo.
A Spazio5 ancora una volta affollato per un appuntamento culturale, Ippolito (autore fra gli altri libri di “Evasori” e “Il Bel Paese maltrattato”, entrambi pubblicati da Bompiani, giornalista e organizzatore di eventi come il festival letterario di Ragusa “A tutto volume”) ha evidenziato il difficile cammino dell’allargamento del suffragio e la lunghissima esclusione delle donne dal diritto di voto. Fisichella ha fatto presente che “nello stesso mondo femminista” c’erano “dissensi”: questo perché una parte ritenne “di secondaria importanza la battaglia” considerando invece prioritarie le condizioni sociali ed economiche.
Si è parlato poi della percezione del nuovo stato “come soggetto ostile e inaffidabile”, allo stesso modo come ha affermato Fisichella delle dinastie e potenza straniere che hanno pesato sulla storia del paese. Fra i temi economici l’attenzione è stata rivolta “ai primi passi dello stato imprenditore” come ha detto Ippolito. Con il liberale Giolitti “lo stato – afferma Fisichella – corona il suo ruolo di gestore e promotore in prima persona del sistema ferroviario nazionale”. E infine un’approfondita riflessione su come sia stata possibile l’avvento della dittatura fascista.
Anche in questa occasione al termine di un incontro a Spazio5 in numero di copie richieste e quindi firmate dall’autore è stato elevato. La vendita è avvenuta grazie alla collaborazione della libreria Il Seme di via Monte Zebio 3.
Con la lezione di storia offerta da Spazio5 e da Maurizio Riccardi si è aperto un ciclo di appuntamenti dedicati ai libri che descrivono l’Italia nelle sue diverse sfaccettature.

  • Domenico Fisichella “Dal Risorgimento al fascismo 1861-1922”
  • Autore: AGRpress
  • Domenico Fisichella “Dal Risorgimento al fascismo 1861-1922”
  • Autore: AGRpress

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