Presentazione del libro "Migranti e territori" all'Istituto Sturzo

Presentazione del libro "Migranti e territori" all'Istituto Sturzo G.Guida ©agrpress
Una bella presentazione quella del 9 Luglio presso l’Istituto Luigi Sturzo a via della Coppelle 35, a Roma; un evento ben riuscito; un eccellente libro “Migranti a territori”.

 

A parlarne i curatori Marco Omizzoli e Pina Sodano, gli autori di alcune delle ricerche ed alcuni deputati chiamati a rispondere alle domande poste in essere da quanto emerge nei saggi presenti nella collettanea. Coordinatrice della discussione, Ilaria Bonaccorsi, direttrice di Left, settimanale italiano impegnato ed attento al tema dei fenomeni migratori, che ha aperto l'incontro manifestando il suo entusiasmo per il volume, spiegando come esso sia utile anche per sensibilizzare la politica auspicando un cambiamento nella legiferazione internazionale, a partire dalla sospensione di una legge, come la Dublino III che stabilisce i criteri e i meccanismi per l’esame delle domande di protezione internazionale. Il difetto principale che si critica a tale legge, oltre alla sostanza generale, sta nell’obbligo che la richiesta venga esaminata dallo stato dell’Unione dove il richiedente ha fatto ingresso.

Ma quella di ieri non è stata solo la presentazione di un libro, è stato anche qualcosa in più, un incontro durato tre ore, nel quale si sono susseguite relazione ed opinioni, domande e risposte. Non solo un evento per lo più indicato per i così chiamati “addetti ai lavori”, ma adatto ed indicato per qualsiasi cittadino. Una riflessione sui temi della diaspora, dell'accoglienza in Italia, del lavoro bracciantile dei migranti e sul diritto alla città.

Il primo a esporre il suo saggio, nella splendida cornice della sala Perin del Vaga, è stata Marco Omizzolo, curatore del volume, che ha raccontato la sua esperienza sul campo con l’associazione In Migrazione, di cui è il vicepresidente. Una Onlus impegnata attivamente nella battaglia allo sfruttamento, ai danni della comunità indiana, nel lavoro bracciantile nell’Agro Pontino. Un lavoro “faccia a faccia” con il problema, con le aziende agricole che sfruttano lavoratori indiani e li impegnano a salari bassissimi (in media 3,00€/h a fronte degli 8,26 del contratto nazionale) ed orari improponibili (12/14 ore di media a fronte delle 6,40 ore del contratto nazionale). A rispondergli è stato l’On. Davide Mattiello, deputato PD e membro della Commissione parlamentare antimafia, che ha spiegato ed annunciato come si sta lavorando per collegare alla legge antimafia 416bis il reato, già esistente, di caporalato. Spiegando come il caporalato abbia nella sua essenza il requisito basilare per essere identificato come associazione di tipo mafioso “che si avvale della forza intimidatrice del vincolo associativo e della conseguente condizioni di assoggettamento e di omertà”. Mattiello ha inoltre denunciato il ritardo nella presentazione del rapporto del Governo, che per legge doveva essere consegnato il 30 giugno, riguardo le spese dei centri d’accoglienza in Italia.

Ha poi preso la parola Emilio Drudi, introdotto dall’On. Erasmo Palazzotto, deputato SEL, che ha fatto notare come il nostro sistema di accoglienza, figlio della Bossi-Fini, non sia affatto ne predisposto ad un’accoglienza dignitosa, né tanto meno ad impedire l’arrivo delle persone in fuga dai propri paesi; piuttosto il nostro è un sistema che “fa giungere sulle nostre coste i migranti per poi negargli i diritti”. Drudi, giornalista, già vice capo redattore della Cronaca di Roma del “Messaggero”, ha spiegato quale sia l’attuale situazione politica eritrea. Una panoramica assolutamente essenziale per comprendere l’origine di una buona parte dei flussi migratori a cui assistiamo da anni.

La discussione poi ha preso le parole di Pina Sodano, anch’essa curatrice del volume, che ha esposto il suo studio comparato sulla famiglia palestinese tra Italia e Svezia, ed ha rigirato all’On. Franco Bordo la seguente domanda: “a che punto siamo con il riconoscimento dello stato palestinese?”. L’Onorevole, deputato SEL, ha raccontato della sua esperienza in Palestina, in occasione di un viaggio spontaneo di nove parlamentari nei territori palestinesi durante operazioni militari di Israele.

Hanno poi parlato, a proposito dei centri di accoglienza, Simone Adreotti direttore si uno sprar (sistema di protezione per i richiedenti asilo e rifugiati) e l’On. Khalid Chaouki, deputato PD, che hanno fatto notare come i bandi per l’apertura dei centri d’accoglienza siano scritti male e di come l’ANCI sia manchevole in questo, in quanto non sprona i sindaci ad aprire i centri per poi darli in gestione, ma piuttosto si attende il fenomeno inverso, e cioè che un gestore si occupi di aprire un centro per poi chiedere tutte le autorizzazioni. E questo rende la situazione meno controllabile e meno sostenibile. Ma ancora più importante è stata la battuta dell’Onorevole del PD, che ha detto che “in Italia ci sono 80000 migranti, tante persone quante ne può contenere lo stadio San Siro. Non parliamo di emergenza”.

Infine, davanti un pubblico stanco, ma ancora attento, hanno preso la parola Carlo Colloca, docente di Analisi sociologica e metodi per la progettazione del territorio presso l’Università degli Studi di Catania, e Marco Pacciotti, del Forum immigrazione PD. Colloca, in un sottile e molto acuto intervento, ha sottolineato come in Italia ci preoccupiamo molto dei cervelli in fuga, senza assolutamente occuparci dei cervelli in entrata, non permettendo così al nostro paese di arricchirsi di culture ed intelligenze straniere, e precludendo a chi raggiunge il nostro paese uno sviluppo dignitoso rispetto al suo grado di istruzione, impedendogli di contribuire alla crescita della nazione che li ospita. 

A chiudere la discussione Chira Garri, ricercatrice di Amnesty International Italia, che ha denunciato come la legge Rosarno sia stata un grande fallimento, soprattutto nella sua scrittura; e Roberto Iovino, della segreteria nazionale Flai Cgil, che ha chiuso dicendo “è tanto difficile dire a livello governativo, chi sfrutta i migranti non avrà più neanche un euro di finanziamento pubblico?”

Insomma tre ore importante, ed un volume di ricerche fondamentali per approfondire e conoscere il fenomeno dei flussi migratori. 

 

“Un testo” come ha detto Colloca “forzato alla lentezza. Lo stesso spirito con cui bisognerebbe affrontare il tema dei migranti”.

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  • Autore: Gabriele Guida
  • Pina Sodano
  • Autore: Gabriele Guida

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