Raffaele La Capria compie 97 anni

Raffaele La Capria all'inizio degli anni Sessanta Raffaele La Capria all'inizio degli anni Sessanta foto Carlo Riccardi
Il grande scrittore napoletano, Premio Strega 1961 con “Ferito a morte” ha compiuto novantasette anni.

«Guardando queste fotografie, che sono tutte molto belle anche come qualità tecnica, mi sono ritrovato nel mio tempo. Anzi, nel mio tempo più felice: quello della mia giovinezza, quando vinsi il Premio Strega e quando la vita mi appariva come appare a un giovane di trent’anni. Quindi visitare questa mostra è stato per me un viaggio nel passato. Le sento tutte molto vicine, quasi come se anch’io potessi entrare in una di queste foto. Anzi ci sono!» (Raffaele La Capria nel luglio 2016, ammirando le fotografie di Carlo Riccardi e rievocando epoche ormai molto lontane).

Nato a Napoli il 3 ottobre 1922, fra i più significativi autori del secondo Novecento italiano, ha al suo attivo una vasta produzione da narratore, saggista e traduttore.

Nel suo secondo romanzo, Ferito a morte (1961), con cui vinse il Premio Strega (battendo per un solo punto Delitto d’onore di Giovanni Arpino, Le voci della sera di Natalia Ginzburg e Ballata levantina di Fausta Cialente), un’ardita sperimentazione viene adibita alla rappresentazione dell’ingorgo psicologico e culturale di un personaggio e della sua generazione.

Testimoniando il forte intento unitario che è presente nella narrativa di La Capria, Ferito a morte confluirà poi (insieme al precedente Un giorno d’impazienza - 1952 - ed al successivo Amore e psiche - 1973) in Tre romanzi in una giornata (1982).

Napoli, la sua città, abbandonata alla fine degli anni Quaranta, con le sue vicende e la sua cultura, è sovente al centro della sua opera (La neve del Vesuvio - 1988 -, Capri e non più Capri - 1991 -, L’occhio di Napoli - 1994 -, Napolitan graffiti: come eravamo - 1998)

Nella sua produzione più recente ricordiamo il romanzo epistolare ed autobiografico L’inchiesta amorosa (2006), le raccolte Quattro storie d’amore (2007) e Guappo e altri animali (2007), America 1957, a sentimental journey (2009), lucido saggio sulla società americana del secondo dopoguerra, A cuore aperto (2009), una sorta di “diario di convalescenza” in cui ricuce lungo il filo della memoria ricordi personali, meditazioni filosofiche ed esperienze letterarie, Un amore al tempo della Dolce Vita (2009), in cui, attraverso le vicende dei due protagonisti, ricorda la Roma degli anni Sessanta, Quando la mattina scendevo in piazzetta (2011), riflessione su Capri percorsa da una vena intensamente autobiografica, Esercizi superficiali (2012), una sorta di “bilancio” di un’esistenza costellato da riflessioni e pensieri sull’Italia contemporanea, la raccolta di racconti Doppio misto (2012), il testo Novant’anni di impazienza. Un’autobiografia letteraria (2013), in cui, attraverso i suoi scritti, ricostruisce il suo percorso umano ed artistico, la raccolta di prose brevi Umori e malumori (2013), il diario intimo di un intellettuale che reagisce alle provocazioni che lo stato delle cose nel nostro Paese gli offre quotidianamente, La bellezza di Roma (2014), appassionato ed ironico ritratto della capitale filtrato attraverso uno sguardo autobiografico, la raccolta di articoli e conferenze Introduzione a me stesso (2014), Al bar (2015, scritto con U. Silva), libro di conversazioni e pensieri, Ultimi viaggi nell’Italia perduta (2015), Ai dolci amici addio (2016), Di terra e mare (2018), scritto con S. Perrella, Il fallimento della consapevolezza (2018).

Fra i vari riconoscimenti ottenuti nel corso della sua lunga carriera, il premio Campiello alla Carriera (2001) ed il premio Viareggio per la narrativa (2005, per L’estro quotidiano).

Inoltre, impossibile non ricordare la sua ricca attività come traduttore (ha tradotto opere teatrali di autori quali Jean Cocteau, Thomas S. Eliot, George Orwell, Jean-Paul Sartre, e scritto l’introduzione o la prefazione di opere di Damiano Damiani, Eduardo De Filippo, Stefano Di Michele, Giosetta Fioroni, Antonio Ghirelli, Ruggero Guarini, Predrag Matvejevic, Randall Morgan, Giuseppe Patroni Griffi, Furio Sampoli, Ignazio Silone, Stendhal, Sandro Veronesi).

Per il cinema, ha lavorato come cosceneggiatore di film quali Racconti dell’Italia di ieri (1961) di Gilberto Tofano, Leoni al sole (1961) di Vittorio Caprioli, La finestra (1962) di Silverio Blasi, in cui lavora insieme a Mario Soldati, Le mani sulla città (1963) di Francesco Rosi (cosceneggiatore insieme a Enzo Forcella), C’era una volta… (1967), anch’esso diretto da F. Rosi, Senza sapere niente di lei (1969) di Luigi Comencini, Uomini contro (1970) di F. Rosi, Identikit (1974) di Giuseppe Patroni Griffi, Cristo si è fermato a Eboli (1979) di F. Rosi, tratto dal celebre ed omonimo libro di Carlo Levi, Sabato, domenica e lunedì (1990) di Lina Wertmüller, Una questione privata (1991) di Alberto Negrin, Diario napoletano (1992) di F. Rosi, Ferdinando e Carolina (1998) di L. Wertmüller.

Alcune foto di Raffaele La Capria sono ammirabili nella mostra Vita da Strega, curata dall’Archivio Fotografico Riccardi e formata da cinquanta scatti del grande fotografo Carlo Riccardi (classe 1926) degli anni compresi fra il 1957 ed il 1971, in quindici differenti edizioni del Premio Strega.

Nelle foto della mostra, troviamo autori ed autrici quali Elsa Morante (Premio Strega 1957 con L’isola di Arturo), Dino Buzzati (Sessanta racconti - 1958), Giuseppe Tomasi di Lampedusa (Premio Strega 1959 con Il Gattopardo, da cui, quattro anni dopo, verrà tratto l’omonimo film di Luchino Visconti), Carlo Cassola (Premio Strega 1960 con La ragazza di Bube, da cui, tre anni dopo, verrà tratto l’omonimo film di Luigi Comencini), Mario Tobino (Il clandestino - 1962), i già citati Natalia Ginzburg e Giovanni Arpino (rispettivamente 1963 con Lessico famigliare e 1964 con  L'ombra delle colline), Paolo Volponi (Premio Strega 1965 con La macchina mondiale), Michele Prisco (Una spirale di nebbia - 1966 -, da cui, undici anni dopo, verrà tratto il film omonimo diretto da Eriprando Visconti), Anna Maria Ortese (Poveri e semplici - 1967), Alberto Bevilacqua (L’occhio del gatto - 1968), Lalla Romano (Le parole tra noi leggere - 1969), Guido Piovene (Le stelle fredde - 1970), Raffaele Brignetti (La spiaggia d’oro - 1971).

Vita da Strega è anche un libro, intitolato Gli anni d’oro del Premio Strega - Racconto fotografico di Carlo Riccardi (Agr, Roma 2016). Il volume, a cura di Maurizio Riccardi e Giovanni Currado, raccoglie una selezione di oltre novanta foto, una più vasta sintesi della raccolta presente all’interno dell’Archivio Riccardi.

Il 21 luglio 2016 la mostra, esposta presso la Biblioteca Rispoli a Roma dal 7 al 30 luglio dello stesso anno, era stata visitata da un “ospite d’onore”: Raffaele La Capria.

Raffaele La Capria è stato per oltre cinquant’anni (dal 1966) il marito della grande attrice teatrale, televisiva e cinematografica Ilaria Occhini, scomparsa il 20 luglio 2019 all’età di ottantacinque anni.

 

Pubblicato in Editoria

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da oltre quindici anni, ha lavorato come battitore e segretario di produzione per un documentario su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore e con la Dino Audino Editore. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e collaboratore alle vendite in occasione di presentazioni, incontri, dibattiti e fiere librarie.

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