"Respirano i muri" di Paolo Di Stefano e Massimo Siragusa

"Respirano i muri" di Paolo Di Stefano e Massimo Siragusa
  In libreria "Respirano i muri", di Paolo Di Stefano e Massimo Siragusa, pubblicato da Contrasto per la collana “In Parole”. 

«Respirano i muri come respirano gli uomini e le donne. Respirano le case, assorbono l’aria […], l’odore di chi le abita, gli urli, i pianti, le risate, i corrugamenti facciali, i gesti e gli sguardi dei vecchi, gli scatti d’ira e gli slanci di gioia, gli aromi del cibo e dei ricordi, l’acido, il chiuso dei vetri, le confidenze, l’intimità che si libera dalle bocche dagli occhi dalle mani. E i nostri polmoni respirano quei muri, intonaci scrostati, mattoni sfarinati, tufi rosi dalla salsedine. Respiriamo le cose, le case inspirano le nostre parole che, se capita, diventano memoria». (Paolo Di Stefano, Massimo Siragusa, Respirano i muri, Contrasto, Roma 2018)

Per Paolo Di Stefano il legame che unisce un uomo alla propria casa è qualcosa di profondo e fondante. Le case vengono arredate, vissute, curate e a volte abbandonate, assorbono gli odori, gli umori, i sentimenti, le vite di chi le abita e contemporaneamente le influenzano, diventando parte fondamentale della memoria più intima di un uomo. Nel volume l’autore racconta questo rapporto a partire dalla descrizione della casa in cui è nato, in Sicilia. Lì gli odori dell'infanzia si mescolano, evocando figure di nonni e nonne, zii e zie, bambini che urlano e corrono, in un paese diviso tra le radici arcaiche e la modernità che si sente nell'aria. È una vicenda di emigrazione che porta la famiglia prima a Mandello del Lario e poi in Svizzera, dove il respiro dei muri è un altro e gli odori si mescolano con la nostalgia.  Le abitudini familiari tra Sud e Nord sono descritte nei particolari, in gesti semplici e significanti messi in atto da personaggi reali, strettamente legati all’autore, con ironia ma anche con un velo malinconico.
 
Velo che si ispessisce nelle “voci” che occupano la seconda parte del libro, dove protagonisti insieme agli ambienti sono persone costrette all’abbandono delle loro case. Di Stefano dà voce a emigranti e a senzatetto con la confidenza di un diario e la sottigliezza di un poeta: la casa che proteggeva dal caldo e dal freddo come una madre, gli utensili di cui ci si è presi cura, in uno scambio di utilità e attenzione quasi pari, come se anche arredi e suppellettili potessero penare della separazione, avere nostalgia.

Con le sue fotografie, che accompagnano i testi di Paolo Di Stefano, Massimo Siragusa ha spesso cercato di indagare le caratteristiche di un rapporto complicato e intimo: «la casa come rifugio, luogo di incontro, status sociale, affermazione di identità. E l’assenza della casa come perdita di questi elementi.

Nella prima sezione, dedicata agli esterni di edifici in Sicilia, la sua regione, riconosciamo lo sviluppo d’interi quartieri medioborghesi degli anni Sessanta in quei giochi apparentemente arditi di volumi e materiali, nell’intricato rapporto tra natura, cemento e calce. […]
Nella seconda parte, le diverse “voci” si accompagnano a immagini di unhousing più estemporaneo e precario. Qui gli interni mossi e colorati, vuoti o al contrario riempiti all’inverosimile, sono quelli di case occupate abusivamente, di baracche, di quartieri popolari abbandonati al degrado.

L’intreccio d’arte narrativa e visiva custodito nel libro esplora e rende reali le emozioni trattenute dalle mura domestiche. Mura fatiscenti, che respirano insieme ai corpi e si sbriciolano come le anime che hanno vegliato prima di lasciarle. Nelle fotografie, luoghi straripanti di oggetti restituiscono storie intime di persone assenti. Le parole affollano le immagini, che diventano la scenografia della narrazione, sottolineano un distacco potente, quasi luttuoso.

Prime presentazioni in programma

Milano: sabato 10 marzo, ore 15.30, Tempo di Libri (Fieramilanocity, Sala Amber 2), con Goffredo Fofi.

Roma: venerdì 16 marzo, ore 19.00, Aperitivo con gli autori, Libreria L'Altracittà; sabato 17 marzo, ore 17.00, Libri Come (Auditorium Parco della Musica, Sala Studio 2).

Velletri (RM): domenica 18 marzo, ore 19.00, Libreria Mondadori.

Catania: martedì 27 marzo, ore 19.00, Libreria Cavallotto.

Siracusa: mercoledì 28 marzo, ore 18.30, Libreria Casa del Libro.

Torino: mercoledì 11 aprile, ore 18.30, Libreria Il Ponte sulla Dora.

Roma: venerdì 4 maggio, ore 19.30, Leica Store Piazza di Spagna.

 

Paolo Di Stefano è nato ad Avola (SR) ed è inviato del «Corriere della Sera». Ha pubblicato poesie, racconti, inchieste e romanzi, fra cui Baci da non ripetere (Feltrinelli, Milano 1994), Tutti contenti (Feltrinelli, Milano 2003), Nel cuore che ti cerca (Rizzoli, Milano 2008), La catastròfa. Marcinelle 8 agosto 1956 (Sellerio, Palermo 2011), Giallo d’Avola (Sellerio, Palermo 2013), I pesci devono nuotare (Rizzoli, Palermo 2015). Con il nom de plume di Nino Motta ha pubblicato La parrucchiera di Pizzuta (Bompiani, Milano 2017). Ha vinto numerosi premi letterari, tra cui: il Grinzane Cavour, il SuperFlaiano, il SuperVittorini, il Campiello, il Volponi, Lo Straniero e il Viareggio-Rèpaci.

Massimo Siragusa è nato a Catania e vive a Roma, dove insegna allo IED. Ha esposto in numerosi musei e gallerie in Italia ed all’estero e collabora con le più importanti testate internazionali. Ha vinto numerosi premi tra cui quattro World Press Photo (1997, 1999, 2008, 2009) e tre Sony Awards. Ha pubblicato i libri Il Vaticano, Il Cerchio Magico, Credi e Teatro d’Italia.

Respirano i muri di Paolo Di Stefano e Massimo Siragusa, pubblicato da Contrasto (Roma) nella collana “In Parole”, introduzione di Goffredo Fofi, è disponibile in libreria e online a partire da marzo 2018.

Pubblicato in Editoria

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da oltre quindici anni, ha lavorato come battitore e segretario di produzione per un documentario su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore e con la Dino Audino Editore. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e collaboratore alle vendite in occasione di presentazioni, incontri, dibattiti e fiere librarie.

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