Salone del Libro di Torino. Gli editori: “Vogliamo farlo a Milano”

il Lingotto di Torino, che per diciassette edizioni consecutive ha ospitato il Salone del Libro il Lingotto di Torino, che per diciassette edizioni consecutive ha ospitato il Salone del Libro
Una drammatica decisione. Dopo due ore e mezza di dibattito, mercoledì 27 luglio 2016 il consiglio generale dell'AIE (Associazione Italiana Editori) si divide, ma la maggioranza è favorevole ad una Fiera a Rho. La scelta già fatta a febbraio 2016.

L'Associazione italiana editori per il Salone del Libro ha scelto Milano, annunciando la costituzione di una società con la Fiera di Rho. Lo illustra il presidente dell’AIE Federico Motta al termine del consiglio generale dell’Associazione: “Si é molto dibattuto  e il consiglio mi ha invitato a continuare la collaborazione con la Fondazione del Libro. Diamo grande  disponibilità verso Torino per una collaborazione fattiva, che superi questa assurda divisione, non voluta da noi, che ha portato a fare valutazioni prive di fondamento”.

Nel 2019, l’AIE compirà duecentocinquanta anni. “Siamo un valore per questo Paese”, ha concluso Federico Motta.

Tuttavia, il Presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino ha reagito annunciando un nuovo progetto nazionale per il Salone torinese, arrivato nel 2016 alla sua ventiquattresima edizione (diciassette fra le quali si sono svolte al Lingotto).

Nella sede dell’AIE, in corso di Porta Romana a Milano, la riunione è durata due ore e mezza. Molti gli interventi che hanno preceduto il voto dei membri del consiglio generale chiamati a pronunciarsi sui due progetti, quello di MiBook alla Fiera di Rho e quello del Salone del Libro di Torino, progetti che sono stati presentati in anticipo. Le votazioni si sono chiuse con diciassette votanti a favore di Milano, otto astenuti, e sette contrari. In totale hanno votato trentadue consiglieri su trentasette.

Pare che l' AIE recederà anche dalla Fondazione per il Libro. Federico Motta ritiene che l'uscita dalla Fondazione sia possibile e la decisione “è stata presa già il 25 febbraio dal consiglio generale. Abbiamo aspettato per correttezza l'esito delle elezioni amministrative. Il modello di Torino non è condiviso”. 

All' inizio dell' incontro Federico Motta ha letto la lettera scritta il 26 luglio da Sergio Chiamparino e dalla sindaca di Torino Chiara Appendino, in cui l’AIE veniva criticata per l' iniziativa. “Torino deciderà di fare quello che vuole. Noi iniziamo un progetto nuovo".

Pubblicato in Editoria

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da oltre quindici anni, ha lavorato come battitore e segretario di produzione per un documentario su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore e con la Dino Audino Editore. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e collaboratore alle vendite in occasione di presentazioni, incontri, dibattiti e fiere librarie.

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