Se ne va John le Carré, il Maestro della spy story

una scena di "La Casa Russia"  di Fred Schepisi una scena di "La Casa Russia" di Fred Schepisi
È morto a Truro - in Cornovaglia - all’età di ottantanove anni il grande scrittore britannico, autore di romanzi di spionaggio quali “Chiamata per il morto”, “Un delitto di classe”, “La spia che venne dal freddo”, “Lo specchio delle spie”, “La talpa”, “La tamburina”, “La Casa Russia”, “Il visitatore segreto”, “Il direttore di notte”, “Il sarto di Panama”, “Il giardiniere tenace” e molti altri.

«A differenza di Fleming, le Carré non deve ricorrere all’iperbole per rivelare i meccanismi del sottobosco. D’altronde è forse lo scrittore vivente che conosce meglio quello che succede dietro le quinte della politica della forza e dell’oligarchia globale. E anche se in Gran Bretagna è ormai considerato un maestro, probabilmente il soliti pregiudizi sprezzanti sui romanzi di spionaggio non gli faranno avere tutti i riconoscimenti che merita. Per dirla chiaramente, John le Carré è uno scrittore che merita il Nobel. Il suo successo sta nel combinare strutture narrative essenziali con un orecchio straordinario per il dialogo, avvolgendo poi il tutto in una comprensione degli eventi contemporanei che alla maggior parte dei comuni mortali appare frammentata. […] è nel pusillanime establishment britannico che Le Carré identifica i veri trasgressori morali. […] come Le Carré è diventato più radicale con gli anni, così è cresciuto il suo pessimismo» (Misha Glenny, «The Globe and Mail», ottobre 2010; tradotto in «Internazionale», novembre 2010)

Nato a Poole - in Inghilterra - nell’ottobre 1931, David John Moore Cornwell - meglio noto con il nome d’arte John le Carré - nel 1949, attratto dalle lingue straniere, si iscrive all'Università di Berna per poi abbandonarla e tornare a Oxford - al Lincoln College -,  dove nel ’56 si laurea in Letteratura tedesca.

Nei due anni seguenti insegna al prestigioso Eton College e nel ’59 diventa funzionario del Foreign Office britannico. Inizialmente riceve la carica di Secondo Segretario presso l'Ambasciata del Regno Unito a Bonn e successivamente viene trasferito come consigliere politico al Consolato di Amburgo, dove viene reclutato dall'MI6, i servizi segreti britannici.

Nel ’61 scrive il suo primo romanzo, Call for the Dead (Chiamata per il morto) quando ancora è ancora membro del servizio segreto.

Due anni dopo la carriera di le Carré alle dipendenze del Secret Intelligence Service viene interrotta da un agente doppiogiochista al servizio del Kgb, che fa saltare la copertura a molti agenti britannici. Un decennio dopo le Carré descriverà ed analizzerà con attenzione tale vicenda in Tinker, Taylor, Soldier, Spy (La talpa - 1974), romanzo fondamentale nella sua produzione, in cui il protagonista George Smiley dà la caccia all'infiltrato Gerald.

La maggior parte fra i suoi libri appartengono ai filoni dello spionaggio e del thriller, con una particolare attenzione ai blocchi contrapposti durante la Guerra fredda. Una notevole eccezione è The Naive and Sentimental Lover (Un ingenuo e sentimentale amante - 1971), in cui l'autore fa trasparire alcuni elementi autobiografici.

Sotto vari profili, il suo lavoro è una risposta critica e ragionata al sensazionalismo che contraddistingue il più celebre rappresentante letterario del genere: James Bond, l'agente 007. I suoi protagonisti sono tridimensionali e l'interazione con il mondo che li circonda è molto più realistica e meno “glamour”. George Smiley, uno fra gli agenti segreti più amati dai lettori di tutto il mondo, nasce nel'61 con il primo romanzo, il già citato Chiamata per il morto.

La consacrazione definitiva arriva due anni dopo con la pubblicazione di The Spy Who Came in From the Cold (La spia che venne dal freddo - 1963), con cui vince il Gold Dagger e l’Edgar Award.

Nei romanzi di le Carré sovente risaltano le falle dei sistemi di spionaggio occidentali, con “fra le righe” la considerazione per cui la Nato e l’Unione Sovietica fondamentalmente altro non sono che le due facce della stessa moneta, in cui i protagonisti sembrano votati allo spionaggio - ed al controspionaggio - più che alle ideologie che dovrebbero difendere.

I romanzi successivi, in quello che si potrebbe definire il ciclo di Smiley (il già citato La talpa; The Honourable Schoolboy - L’onorevole scolaro, 1977 -, con cui vince il premio Gold Dagger ed il James Tait Black Memorial Prize;  Smiley’s People - Tutti gli uomini di Smiley, 1980) consacrano le Carré come uno fra i maggiori rappresentanti della narrativa di spionaggio della sua generazione. Le sue opere, con gli anni arricchite da uno stile più maturo, da una sottile ironia, e da una costante attenzione verso la complessità dei dettagli, delle sfumature e dei risvolti storici e politici - nonché oltre esistenziali e perfino filosofici - delle vicende narrate, vanno oltre i meccanismi narrativi dello spionaggio classico, per collocarsi su un livello sicuramente più alto in confronto al ristretto ambito della letteratura di genere spionistico.

La fine della Guerra Fredda - subito dopo la caduta del Muro di Berlino ed il crollo del Patto di Varsavia - mette in crisi l’intero genere della narrativa di spionaggio, non risparmiando neppure l'autore britannico, il quale, per qualche anno, non sembra più in grado di trovare una nuova vena creativa.

Tuttavia, con The Taylor of Panama (Il sarto di Panama - 1996) e The Constant Gardener (Il giardiniere tenace - 2001), in cui  si ispira ad una vicenda realmente avvenuta, torna al successo, adattando lo spionaggio a nuove necessità, comiche nel primo libro, dichiaratamente ispirato a Graham Greene ed al suo celebre Il nostro agente a L’Avana (portato al cinema nel 1960 con il film omonimo diretto da Carol Reed ed interpretato da Alec Guinness), sociali nel secondo in cui attacca lo strapotere delle multinazionali farmaceutiche e denuncia la tragica situazione africana.

Fra gli altri libri ricordiamo A Murder of Quality (Un delitto di classe - 1962), The Looking-Glass War (Lo specchio delle spie - 1965), A Small Town in Germany (Una piccola città in Germania - 1968 -, conosciuto anche con il titolo Quel tanto fedele Mr. Harding ), End of the Line (Fine della corsa - 1970), scritto in origine come teledramma, The Little Drummer Girl (La tamburina - 1983), con cui è finalista per l'Edgar Award, A Perfect Spy (La spia perfetta - 1986), con cui vince il Martin Beck Award, The Russia House (La Casa Russia - 1989), The Secret Pilgrim (Il visitatore segreto - 1990), The Umbearable Peace (La pace insopportabile - 1991), The Night Manager (Il direttore di notte - 1993), Our Game (La passione del suo tempo - 1995), Single & Single (1998), Absolute Friends (Amici assoluti - 2003), The Mission Song (Il canto della missione - 2006), A Most Wanted Man (Yssa il buono - 2008), Our Kind of Traitor (Il nostro traditore tipo - 2010), A Delicate Truth (Una verità delicata - 2013), A Legacy of Spies (Una passato da spia - 2017), Agent Running in the Field (La spia corre sul campo - 2019).

Nel 2016 è uscito Tiro al piccione, la sua autobiografia.

Fra gli altri premi e riconoscimenti ricevuti nel corso della sua lunga carriera ricordiamo il premio Mystery Writers of America (1984), Il premio Malaparte (1987) ed il premio Cartier Diamond Dagger (1988).

 

Insieme a Friedrick Forsyth (dal quale furono tratti Il giorno dello sciacallo - 1973 - di Fred Zinnemann, Dossier Odessa - 1974  - di Ronald Neame, I mastini della guerra - 1980 - di John Irvin e Quarto protocollo - 1987 - di John MacKenzie), Robert Ludlum (Osterman Weekend - 1983 - di Sam Peckinpah), John Grisham (Il socio - 1993 - di Sydney Pollack, Il cliente - 1994 - e Il momento di uccidere - 1996 - di Joel Schumacher, Il Rapporto Pelikan - 1994 - di Alan J. Pakula,  L’uomo della pioggia - 1997 - di Francis Ford Coppola, La giuria - 2003 - di Gary Fleder), Scott Turow (Presunto innocente - 1990 - di Alan J. Pakula) e qualche altro, John Le Carré è stato uno fra gli autori più fortunati per quanto riguarda la qualità delle versioni cinematografiche dei suoi libri. Nel ’65 Martin Ritt dirige La spia che venne dal freddo, in cui Richard Burton interpreta il protagonista Alec Leamas. Chiamata per il morto (1967) di Sidney Lumet, con James Mason, Maximilian Schell, Harriet Andersonn e Simone Signoret, è di due anni dopo, mentre nel ’69, Frank Pierson dirige Lo specchio delle spie, con Christopher Jones ed un giovane Anthony Hopkins (al suo secondo film).

Due le versioni televisive dei suoi romanzi, entrambe britanniche: La talpa (1979), con Alec Guinness nel ruolo di George Smiley, e Tutti gli uomini di Smiley (1982), con A. Guinness e Curd Jurgens.

Dagli anni Ottanta ad oggi, le versioni cinematografiche dei romanzi di le Carré sono state sette: La tamburina (1984) di George Roy Hill, con Diane Keaton, La Casa Russia (1990) di Fred Schepisi, con Sean Connery e Michelle Pfeiffer, Il sarto di Panama (2001) di John Boorman, con Pierce Brosnan, Jamie Lee Curtis e Geoffrey Rush, The Constant Gardener - La cospirazione (2005) di Fernando Meirelles, con Ralph Fiennes e Rachel Weisz (Oscar come Miglior Attrice Protagonista), La talpa (2011) di Thomas Alfredson, con Gary Oldman nel ruolo di George Smiley, La spia - A Most Wanted Man (2014) di Anton Corbijn, con Philip Seymour Hoffman, Rachel McAdams, Robin Wright e Willem Dafoe, Il traditore tipo (2016) di Suzanne White, con Ewan McGregor, Naomie Harris, Stellan Skarsgard e Damian Lewis.

 Nel 2016 viene trasmessa la serie in sei puntate The Night Manager, con Tom Hiddleston e Hugh Laurie; nell’autunno 2018, sulla BBC, troviamo la miniserie in sei puntate La Tamburina di Park Chanwook, con Florence Pugh, Alexander Skarsgard e Michael Shannon.

 

 

Pubblicato in Editoria

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da oltre quindici anni, ha lavorato come battitore e segretario di produzione per un documentario su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore e con la Dino Audino Editore. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e collaboratore alle vendite in occasione di presentazioni, incontri, dibattiti e fiere librarie.


 


 

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