Un nostalgico Maurizio Costanzo tra aneddoti e curiosità

Un nostalgico Maurizio Costanzo tra aneddoti e curiosità
Maurizio Costanzo, giornalista di lungo corso che ha vissuto l’evoluzione della società italiana e soprattutto quella della sua televisione, oggi ha moltissimo da raccontare e nel suo ultimo libro ci parla di quegli oggetti, di quelle tradizioni e di quelle abitudini che non ci sono più, che sono andati perduti.

Nel libro, dal suggestivo titolo “Smemorabilia”, ci vengono elencati e descritti oggetti che la tecnologia ha spazzato via, ma che hanno accompagnato le nostre vite, come ad esempio il telefono a muro, le sigarette Turmac, la Coccoina, il flipper, il jukebox, la Polaroid, le cartoline, gli elenchi telefonici, l’orologio da taschino. Dietro ad ogni oggetto c’è una storia da raccontare.

“Perché io sono di una natura malinconica che è più portata a pensare quello che non c’è più di quello che c’è, e quindi mi è venuto in mente ad esempio dal gettone del telefono tutto quello che non c’è più. Uno usciva da casa e finalmente poteva col gettone sperare di raggiungere la persona. Poi la cabina del telefono dava un senso di solitudine, di unità, di protezione. Oggi coi cellulari è come se si fosse sempre in piazza”.

Non ci sono solo oggetti messi da parte da una tecnologia sempre più avanzata, ma anche abitudini superate da una società che cambia, Maurizio Costanzo non fa mistero di ritenere il “pranzo della domenica” una vera e propria istituzione: “Chi nega il fascino del pranzo della domenica, nega un pezzo di vita…”

Non solo ricordi, c’è spazio anche per le riflessioni e molti aneddoti e avvenimenti legati alla propria vita privata e professionale.

Riguardo al rapporto con il denaro: “Non ho mai voluto arricchirmi per il gusto di arricchirmi. Ho maneggiato somme anche ingenti. Ma alla fine il mio rapporto col denaro è minimo. Mi serve per vivere bene. Non lo spreco. (…) Ho bruciato molti soldi proprio per il teatro Parioli e la sua gestione. Una volta dovetti vendere casa per ripianare i debiti. Ma riperderei volentieri quel denaro”.

Un episodio legato a Raffaella Carrà, quando stava per entrare in accademia: “Io conoscevo la mamma di Raffaella Carrà che mi ha chiesto se potevo aiutare la figlia, che voleva iscriversi all’Accademia di cinema, e se l’aiutavo a scrivere il tema di ammissione. E io la aiutai”.

Il popolare presentatore confessa che: “Con il primo guadagno comprai un’auto sportiva: una Porsche. Un pazzo. Non riuscivo neanche ad arrivare ai pedali. Ora non guido dal 1976! Per fortuna mia e degli automobilisti romani”.

Da segnalare la dedica speciale: “Al Parioli col Maurizio Costanzo Show , dopo 40 anni: 1982-2022 e che non vada perduta nemmeno una goccia. Dedico questo libro ad Alberto Silvestri, Paolo Pietrangeli, Luisella Testa, Franco Bracardi”.
Infatti il “Maurizio Costanzo Show” con oltre 4.000 puntate è il più longevo talk show della televisione italiana e festeggia i 40 anni di vita.
Di se stesso dice di "essere rimasto intatto dentro. Non ho mai valicato il limite del Marchese del Grillo: io so’ io e voi... eccetera”.

Smemorabilia – Catalogo sentimentale degli oggetti perduti” di Maurizio Costanzo, editore Mondadori 18,50 euro, 156 pagine