Un ponte di Libri per la Pace - La Memoria unisce e non divide

Un ponte di Libri per la Pace - La Memoria unisce e non divide
I libri rappresentano straordinari strumenti di conoscenza, perché creano ponti culturali e umani necessari, in grado di promuovere il confronto e il dialogo tra i popoli.

In occasione del 78° anniversario del rastrellamento del Ghetto di Roma, avvenuto il 16 ottobre 1943 e in cui 1.023 ebrei furono deportati nel campo di sterminio di Auschwitz, l'Associazione culturale Libra 2.0 propone la IV edizione della manifestazione dal titolo “Un Ponte di Libri per la Pace”.

Venerdì 15 ottobre dalle 10.00 alle 12.00 sull’intero PONTE DELLA SCIENZA (Lungotevere Vittorio Gassman), sarà tracciata una strada utilizzando i libri salvati dal macero, che verranno successivamente donati ai cittadini presenti.

Il Ponte della Scienza, dedicato a Rita Levi Montalcini, scienziata Premio Nobel per la Medicina, scomparsa nel 2012, unisce due municipi di Roma, l’ottavo e l’undicesimo. Creare una strada di libri salvati dalla distruzione e donarli a chi li “adotterà” rappresenta ciò che la Memoria deve essere: un elemento di unione e di protezione della Storia.

L’associazione LIBRA 2.0, nata nel 2010 come libreria, oggi abbraccia la filosofia dell’itineranza. Il suo obiettivo è produrre cultura per produrre integrazione sociale e bellezza. Ideata da Monica Maggi, giornalista pubblicista e scrittrice, l’associazione si muove su tutto il territorio nazionale creando eventi che abbiano come fine la fruizione della cultura in tutte le sue forme, con uno sguardo più attento nei confronti della poesia. Dalla libreria, chiusa fra quattro mura, difficilmente raggiungibile da tutti, l’Associazione Culturale LIBRA ha scelto di scendere in piazza, di cercare luoghi e atmosfere sempre diverse per creare momenti unici che siano condivisione. Tra gli obiettivi principali della Associazione salvare i libri destinati al macero e donarli. Perché la cultura non può morire.

«Questi libri e questo ponte hanno un preciso significato. Si tratta di volumi salvati dalla distruzione e poi adottati mentre il ponte collega due diversi Municipi di Roma. La Memoria questo deve essere: ognuno di noi deve adottarne una parte per essere continuamente collegato tra passato, presente e futuro», ha spiegato Monica Maggi, presidente della Associazione.

Alla manifestazione sarà presente Fabiana Di Segni, curatrice con Anna Segre del libro Fatina Sed. Biografia di una vita in più. Fatina Sed fu arrestata nel 1944 a Roma e deportata ad Auschwitz a tredici anni. Lei e il fratello furono gli unici a sopravvivere della loro famiglia. Solo molti anni dopo riuscì a scrivere la sua storia su un quaderno, fortunosamente ritrovato dalla nipote Fabiana. Sono pagine preziose per la forza e la verità che sprigionano. Grande il lavoro delle due curatrici, entrambe psicoterapeute, che hanno tentato di fare luce sulle conseguenze che quell’esperienza inumana ha avuto e ancora ha sulle generazioni successive, sulle figlie e sui nipoti di Fatina, di cui vengono riportate le testimonianze.

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