Una grave ferita alla cultura: la Biblioteca Rispoli rischia di chiudere i battenti

l'ingresso della Biblioteca Rispoli prima della sua chiusura "per lavori" l'ingresso della Biblioteca Rispoli prima della sua chiusura "per lavori"
La Biblioteca Rispoli - piazza Grazioli 4 - a Roma si sta avviando alla chiusura. Giovedì 29 giugno 2017 è stata diffusa una notizia secondo cui la biblioteca verrà trasferita nei locali del Burcardo. Purtroppo tali informazioni non sono aggiornate.

L’idea di trasferire la Rispoli nel Palazzo del Burcardo era un’ipotesi già presa in considerazione tempo fa, ma poi sono state effettuate delle verifiche tecniche e lo spazio, a causa delle barriere architettoniche, è stato ritenuto non idoneo ad ospitare una biblioteca di pubblica lettura. Ergo la biblioteca sta chiudendo e al momento non esiste una sede alternativa. Ciò rappresenta una grave ferita inferta alla cultura e alla nostra storia, in quanto andranno inesorabilmente perdute tutte quelle relazioni con il territorio che una biblioteca, proprio in virtù del ruolo che svolge all'interno del tessuto cittadino, costruisce nel corso degli anni.

Il liceo “Visconti”, insieme ad alcuni lettori della Biblioteca Rispoli, ha promosso una petizione on-line e fondamentale è il fatto che venga firmata e diffusa quanto più possibile.

Consultazione e prestito di oltre trentottomila volumi, libri e raccolte di poesia anche in inglese, francese, tedesco, spagnolo, russo e persiano. Consultazione di otto quotidiani e di ben ventotto periodici di attualità, anche stranieri. Una videoteca di oltre millequattrocento Dvd, oltre millecinquecento Cd fra musica e corsi di lingue, otto postazioni per la navigazione in rete. Ed inoltre numerosi (e frequenti) eventi culturali: conferenze, presentazioni di libri, mostre d’arte, mostre fotografiche e concerti.

Questo è quanto la Biblioteca Rispoli ha egregiamente offerto al pubblico fino al 2 gennaio 2017. A partire da quel giorno, la biblioteca, aperta oltre ottantacinque anni fa (nel 1930) come Biblioteca Popolare ed entrata a far parte della rete civica circa cinquant’anni dopo (nel 1979) è chiusa “per lavori”. Così è scritto sul cartello apposto di fronte all’ingresso. Senonché tali lavori non sono mai stati avviati, e forse mai programmati, dal momento che negli ultimi giorni si parla apertamente di una sua chiusura definitiva. Se così fosse, la grande area del Municipio I si troverebbe senza la sua biblioteca di riferimento, una struttura che da decenni rappresenta un’importante realtà culturale per via dell’alto numero di frequentazioni quotidiane, del vasto e qualificato patrimonio librario, delle numerose iniziative offerte. Una biblioteca che, per la sua collocazione strategica nella città di Roma, svolge un ruolo fondamentale ed insostituibile non solo per gli abitanti del centro storico, ma anche per tutti coloro i quali/le quali nel centro di Roma lavorano o transitano, un luogo accogliente ed immediato per i numerosi studenti delle scuole (a cominciare dal Liceo “Visconti”, che si trova in piazza del Collegio Romano, distante solo pochi metri) e dell’Università, che da generazioni affollano le sue sale, e per gli studiosi che vi trovano testi rari, nonché per tutti colori che partecipano attivamente alle sue iniziative.

L’incertezza relativa alle sorti della Biblioteca Rispoli, rientra a tutti gli effetti in quel preoccupante e drammatico stato di crisi in cui a Roma versano tutto le biblioteche di pubblica lettura, nate alla fine degli anni Settanta per l’iniziativa illuminata di Renato Nicolini ed attualmente costrette ad affrontare enormi difficoltà. A fronte di una sempre maggior fruizione e di una conseguente crescita numerica di tali biblioteche (dalle ventisei del 1996 si è arrivati alle attuali quaranta) e di una più vasta offerta di servizi, i finanziamenti sono stati drasticamente ridotti (oltre un quindici per cento in meno dal 2010/2011 in poi), con la conseguente difficoltà di far fronte al degrado delle varie sedi ed alle loro necessità di manutenzione, e rendono impossibile il rinnovo delle attrezzature e dello stesso patrimonio librario.

Anche la risorsa rappresentata dal personale altamente qualificato in servizio nelle biblioteche è in via di esaurimento. I dipendenti son passati dai trecentoquaranta del 2011 ai duecentosessanta del 2016 e rischiano di arrivare a duecento nel 2018, né pare che al momento siano stati preparati dei provvedimenti per affrontare le difficoltà che una simile riduzione di organico automaticamente porta con sé.

Il fatto che, per alleggerire il deficit dell’amministrazione della Capitale, si possa pensare a far chiudere definitivamente i battenti ad una biblioteca storica come la Rispoli - o ad una qualunque altra biblioteca - è del tutto inaccettabile. Le risorse impegnate per la cultura sono sempre straordinari investimenti sul futuro e le biblioteche, in un certo qual modo, rappresentano una sorta di “granai della cultura”. Difenderle e non permettere che la miopia della politica le chiuda e le uccida è, oltre che un diritto di ognuno di noi, un dovere.   

 

Pubblicato in Editoria

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da oltre quindici anni, ha lavorato come battitore e segretario di produzione per un documentario su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore e con la Dino Audino Editore. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e collaboratore alle vendite in occasione di presentazioni, incontri, dibattiti e fiere librarie.

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