Una rivoluzione gentile di Dacia Maraini presentato al CineVillage Parco Talenti

Una rivoluzione gentile di Dacia Maraini presentato al CineVillage Parco Talenti foto Giacomo Gabrielli
È stato presentato con grande affluenza di pubblico lunedì 28 giugno 2021 al CineVillage Parco Talenti - via Arrigo Cajumi, angolo via Ugo Ojetti - nell’ambito della rassegna LibriCineVillage l’ultimo libro di Dacia Maraini “Una rivoluzione gentile. Riflessioni su un Paese che cambia” (Rizzoli).

«Cosa intendo per una rivoluzione gentile? Un cambiamento basilare del comune sentire e del comune agire che avvenga senza spargimento di sangue e senza violenze o offese irrimediabili. Ma come è possibile, si chiederà qualcuno, poiché tutti i cambiamenti sono avvenuti con spargimento di sangue e violenze inaudite. Eppure, basta conoscere la storia, ovvero basta saperla leggere per constatare che le fondamentali trasformazioni avvengono per mezzo delle idee, dei comportamenti che seguono alla scoperta di nuovi rapporti dell’essere umano con la tecnologia, con la religione, con la medicina, con la scienza, con le leggi dell’universo eccetera. Tutte le grandi metamorfosi sociali partono da conquiste di nuove visioni che pretendono nuovi valori e nuove regole. Le guerre vengono dopo, spesso per mano di chi teme e contrasta quelle conquiste, quelle basilari mutazioni. [...] È successo con la cultura provenzale e l’affermazione laica delle idee cavalleresche di onestà, fedeltà a una idea civile, rispetto per l’avversario [...]. È successo con le idee umanistiche del Rinascimento e il rifiuto della sessuofobia, con l’introduzione di un concetto umanistico di libertà individuale. Potremmo dire che il Rinascimento è stato una anticipazione dell’Illuminismo […]. È successo con il secolo dei lumi e i suoi grandi filosofi che hanno completamente rovesciato le antiche idee che sorreggevano la cultura feudale con i suoi rapporti verticali fra padrone e servo. È successo con i grandi ideali socialisti, poi sfociati nella rivoluzione russa. Fallita nel momento in cui ha voluto chiudersi dentro una prigione burocratica, accettando in pieno una logica di potere. È successo con il Sessantotto e la richiesta di nuovi rapporti fra privilegiati e diseredati, con una rinnovata visione di uguaglianza del diritto allo studio e alla libertà di parola e di pensiero, contro ogni forma di autoritarismo e di dirigismo» (Dacia Maraini, Premessa a Una rivoluzione gentile. Riflessioni su un Paese che cambia, Rizzoli, Milano 2021)

È il momento del cambiamento con la cortesia, ovverosia di una “rivoluzione gentile” quella che Dacia Maraini propone con il suo ultimo libro.

In un’epoca di incertezza e paura come quella che stiamo attraversando abbiamo bisogno di un “antidoto” all’odio. Ma è possibile lottare per la giustizia sociale e climatica, per il rispetto delle donne e in favore della solidarietà usando come arma la gentilezza? È la sfida che Dacia Maraini lancia nel suo ultimo libro, che contiene sette anni di riflessioni apparse sulla stampa nazionale. Accompagnandoci nel suo universo intellettuale e civile, la scrittrice rende il lettore/lettrice partecipe del suo sguardo sul mondo. La lotta contro la violenza ed il femminicidio, i rapporti delle donne con la Storia ed il patriarcato, la maternità, la libertà di pensiero e le sue contraddizioni sono solo alcuni fra i grandi temi della nostra epoca e delle questioni a lei più care. Impossibile non citare la sua attenzione nei confronti dell’ambiente come punto fondamentale del nostro orizzonte, l’importanza della salvaguardia dell’acqua, delle piante, degli animali e le scelte in campo alimentare che fanno la differenza. Senza dimenticare la solidarietà fra le generazioni e fra classi sociali differenti, e il valore dei progetti universali. Ed occorre cominciare dal linguaggio, con «la riscoperta di parole come creanza, urbanità, cortesia, affidabilità, comprensione, tolleranza, ricordando che «le fondamentali trasformazioni avvengono per mezzo delle idee». Perché solo una “rivoluzione gentile” potrà indicarci la strada per un futuro vitale di cui esser orgogliosi.

 

Dacia Maraini (Fiesole - FI -, 1936), figlia dello scrittore ed etnologo toscano Fosco Maraini e della principessa siciliana e pittrice Topazia Alliata, dal ’39 al ’46, trascorre la sua infanzia in Giappone e lì, fra il ’43 e il ‘45 affronta la prigionia in un campo di concentramento giapponese, dove finisce con i suoi genitori in quanto si rifiutarono di aderire alla Repubblica di Salò.

Tornata in Italia, vive fino a diciott’anni in Sicilia, a Bagheria, presso i nonni materni. Racconterà questi anni in Sicilia nel suo romanzo Bagheria.

Si trasferisce poi a Roma, dove pubblica il suo primo romanzo di successo La vacanza (Lerici, Milano 1962). È l’inizio di una lunga serie  da L'età del malessere (Einaudi, Torino 1963) con cui vince il Premio internazionale degli editori “Formenton”, da poco fondato (nel ’61) dall’editore spagnolo Carlos Barral con il sostegno di colleghi quali Giulio Einaudi, Claude Gallimard, Barney Rosset, Heinrich Rowohlt e George Weidenfeld;  A memoria (Bompiani, Milano 1967), Memorie di una ladra (Bompiani, Milano 1972), poi diventato film con Teresa la ladra (1973) di Carlo Di Palma, pellicola di cui curerà anche la sceneggiatura con Age e Scarpelli;  Donna in guerra (Einaudi, Torino 1975), Lettere a Marina (Bompiani, Milano 1981), Il treno per Helsinki (Einaudi, Torino 1984), Isolina. La donna tagliata a pezzi (A Mondadori, Milano 1985) Premio Fregene, La lunga vita di Marianna Ucrìa (Rizzoli, Milano 1990), con cui vince il Premio Campiello, che sarà Libro dell'Anno 1990, verrà tradotto in trenta lingue e verrà portato al cinema con il film (1997) diretto da Roberto Faenza; il già citato Bagheria (Rizzoli, Milano 1993), Voci (Rizzoli, Milano 1994), Un clandestino a bordo (Rizzoli, Milano 1996), Dolce per sé (Rizzoli, Milano 1997), sui temi sociali e la vita delle donne, fino alla raccolta di racconti Buio (Rizzoli, Milano 1999), sull’infanzia indifesa, con cui  vince il Premio Strega.

Nel 1980 scrive, insieme a Piera Degli Esposti, Storia di Piera (Rizzoli, Milano), da cui il regista Marco Ferreri trarrà il film omonimo (1983) interpretato da Hanna Schygulla, Isabelle Huppert e Marcello Mastroianni.   

Nel 2004, ancora con Piera Degli Esposti, scrive il libro Piera e gli assassini, un lungo dialogo fra due protagoniste della nostra cultura che si confrontano sui temi più importanti della vita, un insieme di racconti attraverso la lunga amicizia fra le due donne, su vicende di famiglia, aneddoti su colleghi, registi, attori.   

Seguiranno La nave per Kobe. Diari giapponesi di mia madre (Rizzoli Bur, Milano 2001), tratto dai diari scritti dalla madre Topazia dal ’38 al ’41, donati a Dacia Maraini dal padre che li aveva casualmente ritrovati, in cui rievoca il viaggio verso il Giappone e l'esperienza della prigionia  negli anni dell’infanzia, e Amata scrittura. Laboratorio di analisi letture proposte conversazioni.

E ancora Colomba (Rizzoli, Milano 2005) Il gioco dell'universo (Mondadori, Milano 2007) con cui vince il Premio Cimitile nella sezione di narrativa.

Nel 2008 pubblica Il treno dell'ultima notte (Rizzoli, Milano) e, due anni dopo, La seduzione dell'altrove (Rizzoli, Milano).

A poco più di vent’anni fonda con alcuni amici la rivista «Tempo di letteratura» e collabora con
«Il Mondo» e «Nuovi Argomenti», rivista culturale fondata nel ’53 da Alberto Carocci e Alberto Moravia, ai quali presto si affianca Pier Paolo Pasolini, e, dopo la sua morte, Attilio Bertolucci e Enzo Siciliano, che si annoverano fra i suoi amici, con Italo Calvino e Maria Callas.

Nel ’73 fonda, con Maricla Boggio, il Teatro della Maddalena, gestito da sole donne. Per il teatro ha scritto oltre sessanta testi, portati in teatri italiani ed esteri. Ricordiamo Il ricatto a teatro a altre commedie (Einaudi, Torino 1970) Manifesto dal carcere e Dialogo di una prostituta con un suo cliente (Mastrogiacomo-Images 70, Padova 1978). Quasi tutte le sue opere teatrali sono raccolte in Fare teatro 1966-2000.

Fra le sue poesie, pubblicate fin dal ‘60, Botta e risposta… poetica o quasiLa donna perfetta (1974), Don Juan (1977), la raccolta Mangiami pure (1978), dedicata alle sofferenze nel campo di concentramento.

Fra i saggi, Fare teatro. Materiali, testi, interviste (Bompiani, Milano 1974), La bionda, la bruna e l'asino (Rizzoli, Milano 1987), Cercando Emma (Rizzoli Bur, Milano 1993), Un clandestino a bordo (Rizzoli, Milano 1996), I giorni di Antigone - Quaderno di cinque anni, (Rizzoli Bur, Milano 2006), nonché la sceneggiatura di Cuore di mamma.

Alla fine degli anni Ottanta, gira per la Rai Raccontare Palermo, andato in onda su Rai3, in cui la scrittrice incontra, in giro per la città, vari esponenti della cultura siciliana quali Mimmo Cuticchio, regista e attore teatrale, erede della tradizione dell’Opera dei Pupi e dei cuntisti siciliani, e Giovanni de Simone.

Fra i premi vinti, oltre ai già citati Cimitile, Campiello e Strega, ricordiamo anche il Premio Pinuccio Tatarella.

Dacia Maraini si è più volte espressa pubblicamente in favore dei diritti animali. Nel 2005, l'Università degli studi dell’Aquila le conferisce la Laurea Honoris Causa in Studi teatrali. Due anni dopo riceve il Premio leopardiano “La Ginestra”.

Nel 2010, l'Università degli Studi di Foggia le ha conferito la laurea magistrale honoris causa in Progettista e dirigente dei servizi educativi e formativi. Due anni dopo le viene assegnato il premio Alabarda d’Oro per la letteratura.

Venerdì 11 novembre 2016, a Palazzo Sant’Elia a Palermo, ha inaugurato con le sorelle la Mostra Topazia Alliata. Una vita per l’arte, prima retrospettiva italiana sull’opera della madre Topazia Alliata, pittrice e gallerista, scomparsa nel 2015 all’età di centodue anni. In tale occasione ha dichiarato: «Questa per me è la vera festa, quella con i quadri dipinti da mia madre. Dei compleanni e delle date obbligate mi è sempre importato poco».

Nel novembre dello stesso anno le è stato consegnato il Premio Manzoni alla Carriera in una cerimonia che si è svolta al Teatro della Società di Lecco. «Una donna che ha fatto e scritto la storia, una testimone dei suoi tempi», l’ha definita Stefano Motta, romanziere, saggista e membro della giuria.

Nell’ottobre 2017 Dacia Maraini è stata protagonista dell’evento Un milione di Marianna Ucrìa. Il grazie dei lettori a Dacia Maraini, organizzato in collaborazione con la libreria Nuova Europa I Granai presso il Teatro Palladium di Roma. Nel corso della serata dove sono intervenuti il regista Roberto Faenza, lo scrittore Diego De Silva e l’attrice Piera Degli Esposti.

I suoi ultimi libri sono Tre donne. Una storia d’amore e disamore (Rizzoli, 2017), Corpo felice. Storia di donne, rivoluzioni e un figlio che se ne va (Rizzoli, 2018), Trio. Storia di due amiche, un uomo e la peste di Messina (Rizzoli, 2020). 

Una rivoluzione Gentile. Riflessioni su un Paese che cambia di Dacia Maraini, pubblicato da Rizzoli nella collana “Scala italiani”, è disponibile in libreria e online dal 15 giugno 2021.

 

Nell’ambito degli eventi del CineVillage Parco Talenti, partiti lo scorso 11 giugno, la presentazione di Una rivoluzione gentile. Riflessioni su un Paese che cambia di Dacia Maraini ha inaugurato la rassegna “LibriCineVillage”.

Sei grandi scrittori per guardare dentro di noi. Sono loro in protagonisti della rassegna romana con gli incontri in programma in altri cinque lunedì consecutivi, fino al 2 agosto 2021. Oltre a Dacia Maraini, parteciperanno Aldo CazzulloGianrico CarofiglioFilippo La Porta, Mario Tozzi e Costantino D’Orazio.

Le conversazioni si svolgono ad ingresso libero, in un’area dedicata all’interno del Parco Talenti nel pieno rispetto di tutte le norme anti Covid in vigore. Tutti gli appuntamenti sono alle ore 19.30, con possibilità di firmacopie. Il banco per la vendita viene allestito dalla libreria Scuola e Cultura. L’orario degli incontri è coordinato con la proiezione dei film - prevista alle 21.15 - in modo tale da permetterne la visione ai presenti.

 

La rassegna proseguirà lunedì 5 luglio con Aldo Cazzullo, il quale presenterà il suo libro Le italiane. Il Paese salvato dalle donne (Solferino). Dalle centenarie scomparse Rita Levi Montalcini e Franca Valeri a Samantha Cristoforetti, Bebe Vio, Miuccia Prada e molte altre. Una lunga carrellata di figure femminili importanti. Testimoni dell’avanzata femminile, a tal punto che neppure il lockdown più rigido ha fermato le cassiere dei supermercati e le poliziotte.

Ha invece abbandonato misteriosamente la carriera di pubblico ministero in seguito ad un incidente la protagonista di La disciplina di Penelope (Mondadori), il romanzo di Gianrico Carofiglio in calendario per lunedì 12 luglio. Una figura femminile dai tratti epici, una donna durissima e fragile, carica di rabbia e di dolente umanità, che accetta di svolgere le sue indagini su un omicidio irrisolto senza essere qualificata per farlo. Ma è l’occasione per ritrovare se stessa.

Lunedì 19 luglio sarà Filippo La Porta, a celebrare, con le sue analisi critiche, il sommo poeta nell’anno delle celebrazioni per i settecento anni dalla sua morte. Interverrà con Come un raggio nell’acqua. Dante e la relazione con l’altro (Salerno Editrice). Dall’attraversamento della luna di Dante e Beatrice senza scompaginarla scaturisce la riflessione sull’etica del rispetto dell’altro, lezione sempre attuale della Divina Comoedia che preme su di noi con gli interrogativi più urgenti.

Del rispetto del mondo intorno a noi parlerà poi Mario Tozzi, lunedì 26 luglio, con Uno scomodo equilibrio (Mondadori), ponendo come esigenza fondamentale la prevenzione di una prossima pandemia dopo quella avvenuta - ed ancora in corso - nonostante le grandi risorse tecnologiche disponibili. M. Tozzi afferma che la guerra contro i virus non è difficile, ma inutile. Occorre conviverci, riconoscendo il fatto che il miglior vaccino è la conservazione e la tutela della natura.

Sarà infine Costantino D’Orazio con Vite di artiste eccellenti (Laterza) a chiudere la rassegna lunedì 2 agosto raccontando un’altra storia dell’arte: quella delle donne che hanno dipinto, scolpito, decorato ma sono ingiustamente finite nel dimenticatoio. Il suo cammino comincia dalle loro tracce nell’antica Grecia per esaminare poi la manualità nel Medioevo, l’esplosione nel Rinascimento o le prime mostre a fine Ottocento, fino ad arrivare alla popolarità ed alle alte quotazioni delle epoche più recenti.

 

La terza edizione del CineVillage Parco Talenti (partners: Roma Culture - Biblioteche di Roma, CONI Comitato Regionale Lazio, Science Together NET, DireGiovani.it, «il nuovo magazine», «Il Terzo News», Citynews, Typimedia, Dimensione Suono Soft, Impreme) proseguirà fino a domenica 5 settembre 2021.

Pubblicato in Editoria

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da oltre quindici anni, ha lavorato come battitore e segretario di produzione per un documentario su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore e con la Dino Audino Editore. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e collaboratore alle vendite in occasione di presentazioni, incontri, dibattiti e fiere librarie.

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