USPI, Andrea Martella: informazione indispensabile per una moderna democrazia occidentale

Andrea Martella Andrea Martella G. Currado © AGR
Si è svolto giovedì 26 settembre 2019, con notevole affluenza di pubblico, presso la Sala Koch di Palazzo Madama - in Piazza di S. Luigi de’Francesi 9 a Roma – il convegno “Una nuova strategia per il rilancio del settore dell’editoria” su iniziativa dell’Unione Stampa Periodica Italiana (USPI).

È un grido d’aiuto quello che l’USPI presenta all’ordine del giorno del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’Editoria del governo Andrea Martella: un problema, quello del settore editoriale che non riesce a reggere il passo, per inesperienza, della trasformazione mediatica e che parla con i seguenti – tristissimi – dati: le copie cartacee, negli ultimi vent’anni, sono passate da sei milioni a un milione e seicentomila. Urge, pertanto, la presentazione delle azioni intraprese dall’USPI finalizzate a rilanciare il comparto dell’editoria, favorire la ripresa dell’occupazione contrastando il precariato e sostenere la tenuta del sistema previdenziale.

In questo senso si susseguono gli interventi, coordinati dal dott. Carlo Parisi – Segretario generale aggiunto della Federazione Nazionale della Stampa Italiana – del Prof. Avv. Francesco Saverio Vetere, Segretario generale dell’Unione, dell’avv. Carlo Verna, Presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti e del dott. Giorgio Moroni, Consigliere di amministrazione AON incaricato di presentare l’accordo quadro per la creazione di una polizza RC professionale per gli editori. Venuti a formulare gli indirizzi di saluto i Senatori Laforgia e De Poli, entrambi si dichiarano spaventati dal clima attuale venutosi a generare attorno al ruolo della stampa. Il Sen. Laforgia denuncia il bisogno “di uscire da una stagione guidata da una sorta di furia iconoclasta” che denota maggiormente l’attitudine alla rincorsa all’attacco di simboli (la stampa letta come casta) che l’interesse di comprendere a che punto sia oggi l’informazione e quanto ciò si rispecchi nella qualità della nostra democrazia. Sottolineando entrambi i Senatori “la tensione rischiosa alla delegittimazione delle istituzioni”, non si mostrano dimentichi della consapevolezza di doversi occupare di un settore che ha valore costituzionale invitando al confronto sia dentro che fuori dai Palazzi.

Nell’attesa di illustrare alle Camere la linea programmatica sul discorso stampa, l’On. Martella parla dei lavori del convegno come di un’occasione per ascoltare riflessioni e ordinare temi e principi del nuovo governo: dapprima ribadisce l’indispensabilità dell’informazione per una moderna democrazia occidentale, per cui va promosso il settore, assicurata la pluralità e difeso il sistema dalla crisi in cui versa; occorre occuparsi delle condizione “strette” in cui operano gli addetti ai lavori, ossia della remunerazione dei giornalisti; va infine pensata e compresa la riflessione sull’affidabilità fornita dal Web e dai social-media, ad oggi non misurabile e del tutto scoraggiante, se si pensa che l’opinione pubblica si formi su fonti non attendibili. “La democrazia ha tra i suoi fondamenti la libertà e responsabilità di una buona informazione, la quale passa incontrovertibilmente dall’ancoraggio alla realtà dei fatti” dichiara l’Onorevole, concludendo il suo intervento con la promessa di incontri tra le parti nell’ottica della disponibilità allo scambio continuo, della volontà di valorizzare le risorse statali del fondo per il pluralismo e della necessità misure coordinate per sostenere le imprese e incentivare la domanda.

Accoglie positivamente le parole prudenti ma anche bendisposte del Sottosegretario il prof. Vetere, che giunge a parlare come di un “vero errore storico” il ritenere che solo il mercato possa regolare il mondo dell’informazione. Per il Segretario generale USPI l’intervento pubblico non è rinunciabile – si pensi che oggi l’Italia è penultima in Europa per il sostegno pubblico al giornalismo – in quanto principio discendente direttamente dalla Costituzione. “Parlare dell’Ordine dei Giornalisti come di una casta o di un’élite di privilegiati è solo chiacchiera”, afferma Vetere, riconducendo la stessa possibilità di essere del mestiere di addetto all’informazione, caratterizzato dall’aderenza all’attuazione di ben definiti principi deontologici che, se non regolamentati e allargati all’editoria online, generano il far west del Web, evidente soprattutto nel fenomeno delle fake news.

Anche Verna, presidente dell’Ordine dei Giornalisti, rinnova la centralità dell’informazione quale strumento di vigilanza, sottolineando i rischi della disintermediazione: risulta chiaro che, in un contesto in cui non si ricorre a intermediari, all’aumento delle testate e dei giornalisti corrisponde al contempo una diminuzione della strutturazione e, consequenzialmente, della qualità. “La carta stampata va considerata alla pari di un bene da ristrutturare”, tuona Verna, avverso alla lettura della stampa quale “dinosauro” o alla narrazione per cui si vorrebbe “la casta” dell’informazione avversa al mondo del Web.

Oggi che l’editoria generalista sta perdendo del tutto i suoi numeri e, ormai divenuta di nicchia, presto non potrà più sostenere la dimensione imprenditoriale, la direzione dei lavori del convegno è quella di chiedere non assistenzialismo ma una regolamentazione che consenta al giornale di sentirsi libero senza temere di fallire a suon di querele intimidatorie, e che pertanto possa contare su una contribuzione che non sta a garantire l’immunità o peggio, la licenza di diffamare, quanto piuttosto il dovere di vigilare sulla democrazia connaturato alla funzione della stampa fin dall’articolo 21 della Costituzione. È in questo contesto che, in conclusione alla mattinata di lavori, il dott. Moroni presenta un programma di copertura assicurativa della Responsabilità professionale delle testate giornalistiche cartacee e online associate USPI realizzata da AON S.p.A con AIG su incarica dell’Unione Stampa Periodica Italiana e che possa servire da supporto contro l’abuso del reato di diffamazione a mezzo stampa.

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