Vent’anni di storia del nostro Paese

Il giornalista Gianni de Felice, inviato speciale del “Corriere della Sera” prima di essere Condirettore della “Gazzetta dello Sport”, con il suo ultimo libro “Corsera sconosciuto - Vent’anni dentro le stanze del più grande quotidiano”

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Il giornalista Gianni de Felice, inviato speciale del “Corriere della Sera” prima di essere Condirettore della “Gazzetta dello Sport”, con il suo ultimo libro “Corsera sconosciuto -Vent’anni dentro le stanze del più grande quotidiano” (Edizioni Amazon, pag. 162, euro 15,00) riporta il lettore, con il rigore di un attento testimone, ai momenti più salienti del ventennio dal 1961 al 1981 sotto certi aspetti decisivo e impregnato di grandi avvenimenti internazionali. Sono stati anni di impegno politico, sociale ed economico ma anche di epocali cambiamenti della professione giornalistica. Gianni de Felice ricorda al lettore quanto è accaduto e il ruolo avuto dalle personalità della politica, dell’industria, del costume, della scienza “attivi” all’epoca e frequentatori della sede di Via Solferino 28 a Milano, portandolo verso una maggiore conoscenza di questo ventennio di storia del nostro Paese e del Mondo attraverso le diverse “visioni” dei giornalisti (la testata è stata ed è una vera e propria scuola di formazione di giornalisti) e dei direttori che si sono succeduti in quegli anni alla conduzione della prestigiosa testata (Alfio Russo, Luigi Spadolini, Piero Ottone,  Franco Di Bella). Non un amarcord, dunque questo libro di de Felice, ma un libro di appunti “storici” scritti per coloro che amano il giornalismo e soprattutto per “quanti - amministratori e manager compresi - sembrano non aver ben capito che cosa è il Corriere della Sera, cosa ha fatto per diventare il Corriere della Sera, che cosa significa lavorare al Corriere della Sera, che cosa deve - assolutamente deve - rimanere il Corriere della Sera”.

La necessità di pubblicare questo libro è spiegata nelle ultime pagine dallo stesso de Felice: “Un giornale è un’entità vivente, che respira, che si emoziona, che si affeziona, che aiuta, che confessa, che racconta, che sta sotto la pelle di chi lo legge tutti i giorni ed è figlio o nipote di genitori o di nonni che lo leggevano ogni giorno. E lo resterà anche quando avrà forma di un tablet, di un telefonino o di chissà quale ancora impensabile diavoleria”. Gianni de Felice, Premio Saint Vincent 1970, è consigliere nazionale dell’Ordine dei giornalisti e autore dei libri “Dossier Argentina” (1978) e “Maledetti giornalisti” (1992).

Alberto Esposito

Pubblicato in Editoria

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