Vietato annaffiare i fiori: la raccolta di poesie di Chiara Cecere presentata a Spazio5

Vietato annaffiare i fiori: la raccolta di poesie di Chiara Cecere presentata a Spazio5 Foto Maurizio Riccardi © AGR
Si è svolta martedì 19 luglio 2022 con notevole affluenza di pubblico presso Spazio5 - via Crescenzio 99/d, a pochi metri da piazza del Risorgimento - la presentazione della raccolta di poesie di Chiara Cecere “Vietato annaffiare i fiori”.

L’autrice ha dialogato con Francesca Ripanti. Alcuni brani del libro sono stati recitati da Elena Morini. Accompagnamento musicale di Benedetta Casali.

«Ogni passo che compi / ha la storia di un sempre / ogni traccia che lasci / ha di tuo un forte rumore. / Voltati / ma senza rimpianti. / Vai avanti, / se vuoi / ma senza paura / del vuoto, / che il nulla / ha parentesi bianche / e sospiri leggeri. / Tu non ascoltare / il suo canto straniante. / Tu tieni presente / il mondo. Casa tua» (Chiara Cecere, Terra, in Vietato annaffiare i fiori - sezione “Elementi” -, 2021)

«Nel frattempo di’ pure / a tutte le tue aspettative / che le aspetto domani / al calar della sera / al di là di quel campo / che conoscono bene» (Chiara Cecere, L’Appuntamento, in  Vietato annaffiare i fiori - sezione “Pensieri sull’uscio” -, 2021)

«Il dolore degli altri / non ha parole / che si dicano / umane» (C. Cecere, Altri, in Vietato annaffiare i fiori - sezione “Lettere da un dolore”)

«Tu ami molto / decine di fantasmi / ma ami poco / quella nuvola / di meraviglia / che è la tua stanca coscienza» (C. Cecere, Zucchero Filato, in Vietato annaffiare i fiori - sezione “Germogli” )

«Il giorno / il tuo. / Ci separano / una manciata di ore / e qualche respiro. / Ci separa / il colore dei capelli / la forma degli occhi, / il tono della voce. / È il tempo, / l’asfalto. / Sono le lancette dell’orologio, / i palazzi in costruzione, / il vino giusto / al momento sbagliato. / Ci separa / il sesso / a cui apparteniamo, / i nomi delle vie / che percorriamo. / Ci dividono oro ed argento, / millenni di storia, / la colpa e la vergogna, / ci divide / ciò che è giusto. / E poi i libri, / quadri appesi male, / e progetti. / Il suono di un campanello. / Non ora. / Non oggi». (C. Cecere, Il Giorno, in Vietato annaffiare i fiori - sezione “Pezzi”)  

«Testa; / questo mi sento, a volte. / Privata di arti e ombelico, / bianca, rigida, / immobile; una testa pensante. / I viaggi non fanno per me / eppure li intraprendo, / ormai a corto di sangue. / Sono vuote le mie borracce. / Sono stanca di questo andare. / Ti sfido a fermarmi. / Ho bisogno di tempo / e di cuore, / soprattutto, / è del fuoco che ho fame. / Abbracciami» (C. Cecere, Testa, in Vietato annaffiare i fiori - sezione “Cenere”)

«La Terra di mezzo / ha le sue norme / e a me non resta / che rispettarle. / Giacciono le mie armature / come tanti giocattoli rotti / e lì dove sento dolore / era più spessa la corazza. / Questo è un luogo senza tempo. / Il tramonto mi sorprende / ed io lo chiamo aurora. / È questo un luogo senza spazio? / Le mie impronte mi precedono. / Vorrei non seguirle. / Il sole sorge sempre / lungo nuovi orizzonti» (C. Cecere, Quindici, in Vietato annaffiare i fiori - sezione “I numeri” )

«Il mondo / ha leggi quiete. / Dorme e s’assapora. / Sempre. / E io? / Io non dormo. Veglio. / M’incanto e mi appartengo. / Rantolo nei corridoi, / sulle scale; / attendo dietro i muri, / nelle pieghe delle vesti. / Il caos degli ingranaggi / mi si riversa addosso / insieme alla musica; / e danzo. / da fuori sembrerebbero / movimenti scomposti, / e il mondo equilibrato / ride del mio caos. / Non comprende. / Io resto. / Mi aggrappo al filo / del senso. / Non ho armonia, / forse, / ma conosco il suono / del nome. Il mio. / E vedo. / Vedo, ora, / tutto di me» (C. Cecere, Aria, in Vietato annaffiare i fiori - sezione “Elementi”)

 «Inizio non brillante / notte non vissuta / parole che si fondono / con i pensieri stanchi / e cosa resta? / Resto io, scrivo, / restano i momenti / scollegati uno dall’altro / restano i pezzi del corpo / (o quelli che ci sono) / resta una forza estranea che tira e tira forte / e io mi lascio trascinare. / Parlami, chi sei? / Mi rinneghi e mi attrai / come si fa con la marea / quando la luna sussurra / e tace. / smuove / e resta ferma. / Amami, / cercami, / credi di vedere / ciò che sono / anche dove / non c’è. / Portami con te. / Oppure non farlo. / Ma portami nel cuore, / questo sì. / So che non lo farai. / Ma ora, / adesso, / magari. / Tu vivi / nell’eventualità. Tu vivi qui, / tra pagine e mente. / Con me» (C. Cecere, La Mareggiata, in Vietato annaffiare i fiori - sezione “Pensieri sull’uscio”)

 «Ho cercato di intessere / attraverso di me / una verità nuova, / ma tutto quello che mi ritrovo, / ora, / è un cuore di ghiaccio / che rompe / ogni mio significato. / Il senso / di ciò che ho costruito / dove si trova? / E quale nome porta? / Non ho più voglia / di cercare. / A tutto questo / preferisco / un nulla alieno e familiare. / Non riesco più a respirare. / Qualcuno mi insegni, qualcuno dica / il mio nome. / E lo pronunci sottovoce. / Ho creduto / per così tanto tempo / a parole vuote. / Il sale / che mi hai lanciato addosso / non poteva che ferirmi. / Tu lo sapevi / forse / ma non hai avuto pietà, / pietà di me. / Perché? / Perché non hai avuto / misericordia? / Mi sono lasciata cullare / ho lasciato che piovesse / ho lasciato crollare ogni mia difesa. / hai agito come un ladro. / E io te l’ho lasciato fare. / Mi chiedo: perché? / Forse solo per un disperato / e folle / bisogno di aiuto» (C. Cecere, Il Labirinto, in Vietato annaffiare i fiori - sezione “Lettere da un dolore”)

 «Arrenditi / E poi / ricomincia / di nuovo. / Non smettere mai / di cominciare /. / non era scontato / che sopravvivessi. / Il tuo cuore sa molto di più / di quanto certe logiche di vetro / siano disposte a farti credere. (Chiara Cecere, La Resa, in Vietato annaffiare i fiori - sezione “Germogli”)

 «E poi ancora mi hai detto / - e per questo ti ringrazio - / che in fondo è la libertà / e non la follia / la figlia prediletta / di ogni scelta» (C. Cecere, Alba, in Vietato annaffiare i fiori - sezione “Pezzi”)

 «Il dolore stasera / che mi viene a bussare / non ha nome né volto. / Il tuo pensiero punge / e fa male, / sei come un rovo / e io ti chiedo / il nulla. / Eppure. / Mi hai reclamata, / abisso imperscrutabile, / le mie parole non sono / forti abbastanza / e io ti chiedo. / la potenza cala, / finalmente vedo. / C’era il mio volto / dietro tutto questo» (C. Cecere, Spuma, in Vietato annaffiare i fiori - sezione “Cenere”)

«A te dedico / il tempo. / Solo quello. / Ciò che ti è mancato, / io te lo restituisco intero. / Non sarà mai lo stesso, / ma spero saprai / apprezzare. / Non ti lascerò concludere. / I tuoi diritti hanno nomi confusi, / ed io ho smesso di seguire / la linea dei tuoi contorni. / La tua identità / mi scorre nelle vene. / Non sarà mai lo stesso, / ma spero saprò apprezzare / E riconoscere, / più di tutto. / Riconoscere, / più di tutto. / Riconoscere, / più di tutto. / Riconoscere te in me. / La tua impronta / sulla mai vita, / la tua pelle proprio sotto / la mia. / Non avrò mai il tuo passo, / ma avrò sempre / i tuoi piedi. / Non sarà mai lo stesso, / ma spero sapremo / camminare, / ognuno a modo suo. / Forse» (C. Cecere, Due, in Vietato annaffiare i fiori - sezione “I numeri”)  

 

Vietato annaffiare i fiori nasce come raccolta di poesie, emozioni, paure e pensieri. È la vita, qui, che pretende di essere raccontata, nel suo intreccio primordiale e inscindibile di parole e immagini, di linee e figure, di assenze e ritorni. È la vita che reclama il suo spazio, e, nel farlo, espone inevitabilmente chi scrive al pericolo della condivisione. Ma, come diceva Hölderlin, «là dove c’è il pericolo, cresce anche ciò che salva».

Chiara Cecere nasce a Roma il 9 marzo 1999. Si rende subito conto di essere atterrata sul pianeta sbagliato e comincia a scrivere per ritrovare se stessa (e casa sua). Da bambina si innamora dei libri: un’attrazione fatale. Nei libri trova finalmente qualcosa che le ricorda ogni giorno da dove proviene, e trascorre i successivi vent’anni nel tentativo di ricercare in giro per il mondo “alieni” come lei, in modo tale da far squadra contro l’apparente inospitalità della Terra. Arrivata così alla giovinezza, con sua grande sorpresa scopre che il mondo che aveva tanto a lungo ricercato nel corso degli anni e da cui sentiva di essere stata strappata era in realtà dentro la sua pancia. Ora che lo ha capito, è possibile per lei non solo esplorarlo, conoscerlo, ma perfino gioirne, condividendolo con gli altri. Perciò, ecco qui la raccolta di poesie nata per dare voce a un posto sommerso, per raccontare la storia di una bambina, di una ragazza e di una donna.  

 

Vietato annaffiare i fiori di Chiara Cecere, raccolta formata da quarantacinque poesie - Terra, Acqua, Aria, Fuoco (sezione “Elementi”), L’appuntamento, Prima, Cuore, Magia, Di Pelle e di Ossa, Ciò che C’è, Alieno, La Mareggiata (sezione “Pensieri sull’uscio”), Lo Stesso, Altri, Vacuità, Parola, Il Labirinto (sezione “Lettere da un dolore”), Zucchero Filato, Prospettiva, La Possibilità, La Resa, Primavera, Nata (sezione “Germogli”), Qui ed Ora, Il Giorno, Girasole, Equilibristi, Bandiere Bianche, Altrove, Significato, Alba, Finestre, Il Mistero (sezione “Pezzi”), Giugno, La Mia Fatica, Testa, Sempre, Spuma (sezione “Cenere”), Quindici, Trentasei, Undici, Sedici, Due, Ventitré, Ventinove (sezione “I numeri”) - in sette differenti capitoli, disponibile in libreria e online da dicembre 2021, è stata presentata a Spazio5 - conduzione: Francesca Ripanti; recita delle poesie: Elena Morini; accompagnamento musicale: Benedetta Casali - martedì 19 luglio 2022.

 

Pubblicato in Editoria

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da oltre quindici anni, ha lavorato come battitore e segretario di produzione per un documentario su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore e con la Dino Audino Editore. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e collaboratore alle vendite in occasione di presentazioni, incontri, dibattiti e fiere librarie.


 


 

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