Aldo Moro, due nuove tappe della Mostra fotografica curata dall'Archivio Riccardi

Aldo Moro, due nuove tappe della Mostra fotografica curata dall'Archivio Riccardi
Centodue anni fa, il 23 settembre 1916, nasceva Aldo Moro, già in programma due nuove tappe della mostra a cura dell'Archivio Riccardi dedicata al grande statista.

Figura di primissimo piano nella politica italiana degli anni Sessanta e Settanta, presidente della Democrazia Cristiana, come tristemente noto verrà sequestrato dalle Brigate Rosse il 16 marzo 1978, in via Fani a Roma. Sotto il fuoco dei brigatisti cadranno cinque agenti della sua scorta: Raffaele Iozzino, agente di Pubblica sicurezza; Oreste Leonardi, maresciallo dei Carabinieri; Domenico Ricci, appuntato dei Carabinieri; Giulio Rivera, agente di Pubblica sicurezza; Francesco Zizzi, vice brigadiere di Pubblica sicurezza. Si trattò del culmine di quell’attacco terroristico “al cuore dello Stato”, espressione usata dalle stesse Br per definire la loro strategia. Circa due mesi dopo, il 9 maggio 1978, il corpo senza vita di Aldo Moro verrà ritrovato nel bagagliaio di una Renault 4 in via Caetani a Roma, a pochi passi da via delle Botteghe Oscure.

Aldo Moro. Memoria, politica, democrazia, la mostra fotografica già esposta a Roma, Lecce e Reggio Eminila nel quarantennale del martirio di Aldo Moro e degli uomini della sua scorta, farà tappa a Firenze, nel Palazzo del Consiglio Regionale dell Toscana, da Giovedì 27 settembre e fino al 10 ottobre. La mostra sarà inagurata al termine della conferenza "Aldo Moro, la pazienza della democrazia" curata da Francesco Butini, Presidente del Centro Studi "Giovanni delle Bande Nere" di Firenze.

Il 7 novembre la mostra fotografica, ampliata con numerose foto inedite, farà invece ritorno a Roma, nell'esclusivo Complesso di Vicolo Valdina presso la Camera dei Deputati.

La mostra fotografica ripercorre la vita politica del presidente della Dc ucciso dalle Brigate rosse attraverso le foto di Carlo Riccardi, decano dei fotoreporter romani che a 92 anni continua a fotografare coltivando contemporaneamente la sua  passione di sempre per la pittura.

Il racconto fotografico è arricchito dalle immagini di Maurizio Riccardi, figlio di Carlo, e di Maurizio Piccirilli autore delle foto del ritrovamento del corpo di Aldo Moro in via Caetani. Con i tre importanti fotografi ha collaborato, Giovanni Currado, giornalista e fotografo che ha coordinato la ricerca iconografica, il restauro delle immagini e raccolta di impressioni, commenti e contributi da parte di personaggi del mondo politico, culturale e giornalistico che completeranno il catalogo della mostra.

“Nel 1978 sono bastate due Polaroid a cancellare la vita di un personaggio, - dichiarano gli autori - non di secondo piano, come Aldo Moro, il quale, con l’aiuto dei media, ha subìto così un secondo omicidio”.

Poter visionare centinaia di fotografie che ritraggono Moro nel corso del suo impegno politico e in molti casi analizzarne i particolari per via del restauro, ha fatto crescere la consapevolezza che la riscoperta di Aldo Moro, ovvero la riscoperta della sua vitalità, attraverso le immagini che lo vedono combattivo e sorridente, concentrato o impacciato, possa servire per ricordare l’uomo e non la vittima, per ricordare quello che era riuscito ad ottenere, mostrando alle future classi dirigenti che la soluzione a molti dei problemi passa dal semplice confronto e dal dialogo con l’avversario politico.

La mostra si completa con un video che ripercorre le strade di Roma protagoniste di quei tragici 55 giorni, nonché le testimonianze di magistrati, carabinieri, poliziotti e giornalisti che vissero quegli eventi.

La mostra vuole quindi mettere l'accento sulla figura di Moro nella sua interezza, senza trascurare il suo sacrificio, ma per separare i suoi insegnamenti da quelle due Polaroid delle BR che purtroppo lo identificano, in modo quasi esclusivo, dai testi scolastici alle più recenti ricerche sul web.

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